Influenza ? Diamoci un t … Aglio !

 Recenti ricerche scientifiche dimostrano che l’ aglio è un ottimo scudo antinfluenzale

Influenza e raffreddore ? Non dimentichiamoci degli antichi rimedi naturali, i famosi consigli della nonna che tante volte non sono stati ascoltati, ma che ora anche la scienza condivide.

Ricerche recenti hanno dimostrato che mangiare aglio quotidianamente è un ottimo rimedio contro i classici malanni invernali perché alzano le nostre difese immunitarie tenendo alla larga batteri, virus e funghi. Un’ indicazione terapeutica è sicuramente quella di indirizzarsi verso l’ unico aglio europeo ad aver ottenuto il riconoscimento DOP: l’ inconfondibile Aglio di Voghiera Dop (FE).

Cioccolato meglio del sesso: un sostituto alla pillola contro depressione e sindrome premestruale

 Una barretta fondente meglio del sesso per le donne italiane. E’ il cioccolato la più sicura fonte di piacere per il 60% delle rappresentanti del gentil sesso. Una su quattro lo preferisce in assoluto agli incontri sotto le lenzuola, ma la percentuale sale al 68% durante la fase premestruale, e addirittura all’ 83% nei giorni del ciclo. Le virtù più apprezzate di bon bon e cioccolatini? Migliora l’ umore (97%), favorisce l’ eccitazione (50%), allevia i dolori e i fastidi che molte sperimentano nella settimana che precede la mestruazione (33%), come irritabilità, alterazioni del sonno, gonfiore, mal di testa. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto dal progetto “Scegli tu” della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) su 506 persone, presentato a Perugia, in occasione di Eurochocolate.

IL CIOCCOLATO CONTRO LA SINDROME PREMESTRUALE
Tanto che il cioccolato si rivela decisamente più utilizzato come rimedio fai da te per questi disturbi dei giorni del ciclo, rispetto alla pillola contraccettiva. Che è invece “la soluzione migliore per questi problemi, in grado di modificare le alterazioni ormonali e neurochimiche responsabili della sindrome premestruale – afferma Alessandra Graziottin, direttore del centro di ginecologia e sessuologia medica del San Raffaele Resnati di Milano – In particolare, sono efficaci quelle a base di drospirenone, l’ unico progestinico capace di aumentare le endorfine, le nostre molecole della gioia, a livello del sistema nervoso centrale“.

Gelato di latte d’ asina per chi soffre di allergie e intolleranze alimentari: le novità in materia di gelati

 Il gelato al posto del pranzo, ma anche a merenda e dopo cena. Non più solo al cioccolato, alla nocciola o alla crema ma ai gusti di zucchina, radicchio o addirittura di Barolo e Prosecco. Sono sempre di più gli italiani golosi alla ricerca di nuovi gusti in gelateria. Una tendenza che si accentua con l’ arrivo dell’ estate. Ogni anno, stima la Coldiretti, tra adulti e bambini, in Italia si mangiano oltre 15 chili di gelato a persona, per una spesa di 5 miliardi di euro.

AL NORD IL GELATO PIACE DI PIU’
Di questi il 60% va per i gelati artigianali, il 40% per quelli confezionati. La maggior parte dei consumi, il 53,5%, si concentra nelle regioni del Nord così come la presenza di gelaterie: il primato spetta alla Lombardia con 5.848. Al Sud i consumi arrivano al 28,3% e al Centro al 18,1%. Al buon andamento dei consumi inoltre corrisponde l’ incremento delle gelaterie artigiane. In quattro anni infatti sono cresciute dell’8,8% (2.284 nuovi negozi), nel 2008 le gelaterie erano oltre 35.300. I dati, forniti da Confartigianato confermano che il gelato non è più solo un piacere estivo: per oltre il 40% degli italiani, in tutte le stagioni, rappresenta un ottimo sostituto del pasto principale.

Agrimed Salone dei prodotti agro-alimentari regionali a Bari in fiera 13-21 settembre 2008

 Agrimed Salone dei prodotti agro-alimentari regionali a Bari in fiera 13-21 settembre 2008
Una manifestazione interamente dedicata al settore dei prodotti agroalimentari, Agrimed vuole proporre i migliori prodotti, le eccellenze regionali del nostro paese, ricco di risorse.
Ogni regione, con la propria specificità, per promuovere un patrimonio già conosciuto ed apprezzato nel mondo intero. Sono le Regioni, le province, i comuni e le comunità montane, i consorzi, le cooperative e le aziende che operano nel settore agroalimentare a presentare ad Agrimed il meglio delle produzioni locali, con un occhio alle le politiche regionali adottate in materia e alle tecniche di produzione, per uno scambio costruttivo e formativo per tutti.
Ampio spazio è dedicato da Agrimed alla valorizzazione dei marchi di qualità, che fanno distinguere i prodotti agroalimentari italiani sui mercati nazionali ed esteri.

Sopressa vicentina DOP della cucina veneta

 Poco sale e tanto sapore: è la soppressa vicentina DOP, perfetta per l’ aperitivo ma anche in cucina per piatti golosi. Un boccone tira l’altro, l’ importante è che sia vicentina e Dop. Forse la conoscono in pochi ma chi assaggia la soppressa vicentina non può fare a meno di apprezzarla. L’ impasto della soppressa vicentina è compatto ma resta tenero e morbido malgrado la lunga stagionatura. Sono il clima e le caratteristiche ambientali di questa zona geografica, con giornate ventilate e asciutte, che conferiscono alla sopressa il profumo e l’ aroma tipico dovuto anche all’aggiunta di pepe e altre spezie (cannella, chiodi di garofano, noce moscata e rosmarino). L’ apporto di sale è minimo. Il risultato finale è un prodotto con buone qualità dietetiche. Non deve abusarne però chi ha problemi di fegato o colesterolo perché comunque, come in tutti i salumi, un certo quantitativo di grasso è inevitabile. La Denominazione di Origine Protetta (DOP) viene riconosciuta dall’ Unione Europea ai prodotti tipici che hanno un forte legame con il territorio di origine e il cui processo di lavorazione è eseguito interamente in un’ area delimitata e secondo un preciso disciplinare di produzione. Questo per tutelare un prodotto il cui valore non è solo economico ma anche storico e culturale. Il controllo di qualità della sopressa Vicentina viene eseguito in modo severo, in particolare viene verificato che l’ allevamento degli animali, la lavorazione delle carni e la stagionatura siano realizzati secondo un preciso disciplinare. La scelta della razza suina più rustica (il mas-cio) e alle modalità di alimentazione dei suini (evitando l’uso di sottoprodotti), rappresentano proprio la peculiarità che fanno della sopressa Vicentina un prodotto DOP.

Salame d’ oca di Mortara. La specialità della provincia di Pavia

 La zona di produzione del salame d’ oca è la provincia di Pavia. Fin dal Medioevo la Lomellina, favorita dalle condizioni climatiche ed ambientali, è la più importante zona per l’ allevamento di oche in Italia, con epicentro a Mortara. I salumieri lomellini, riuniti nel Consorzio Produttori contraddistinto da un apposito marchio depositato, confezionano i loro prodotti d’ oca, tra cui il prodotto leader della salumeria lomellina, il Salame d’ oca di Mortara (composto di una parte di carne d’ oca e di due parti di carne di suino ed immesso al consumo dopo la cottura) ed il Salame d’ oca di Mortara Ecumenico (preparato esclusivamente con carne derivante dal disossamento del petto dell’ oca, senza l’ aggiunta di altro tipo di carne e quindi stagionato per almeno sessanta giorni). A differenza del primo, ormai popolare fra i buongustai in Italia e all’ estero, il salame d’ oca Ecumenico è stato introdotto sul mercato da quasi un decennio, grazie al lavoro di ricerca effettuato da appassionati salumieri lomellini che si rifanno ad antiche tradizioni. Il salame d’ oca ecumenico rappresenta un rarissimo esempio di unione, almeno in termini gastronomici, delle tre religioni monoteiste: la cristiana, l’ ebraica e la musulmana (che vieta il consumo di carne di maiale).

Riso DOP di Baraggia. Prodotti tipici del Piemonte

 Il riso (bianco o nero) di Baraggia del Piemonte non teme confronti per tenuta in cottura e qualità, dall’ antipasto al dolce. Nel triangolo tracciato dal fiume Sesia ad est, il torrente Elvo a ovest sud-ovest e la strada Biella Cossato Gattinara a nord nordovest, un territorio freddo e fortemente argilloso, prende forma e sapore il riso di Baraggia, un riso che in tutte le sue varietà ha una notevole capacità di assorbire i condimenti. Le varietà Baraggia, Biellese e Vercellese DOP mantengono una maggiore consistenza. L’ultimo a completare la gustosa gamma dei risi di Piemonte, il nero di Baraggia integrale a pericarpo nero, con un granello di buone dimensioni e dai tempi di cottura ridotti, (ideale per timballi e piatti a base di pesce) è una chicca per intenditori. Il termine Baraggia da sempre è stato usato per indicare i terreni poco fertili, occupati da vegetazioni spontanee tipiche della brughiera quali rovi, erica e querce. L’ unica possibilità per renderli sfruttabili dal punto di vista agronomico era offerta dalla disponibilità costante di acque irrigue. L’ irrigazione, inoltre, rappresenta lo strumento ideale per neutralizzare l’ acidità del terreno. E il riso, che richiede la pratica dell’ irrigazione per sommersione (la stessa raccomandata per la bonifica) costituiva una delle poche colture possibili. La coltivazione nella Baraggia biellese e vercellese venne inizialmente introdotta in via sperimentale, scegliendo le varietà di riso più adatte alle difficili condizioni climatiche. Il marchio Dop rappresenta un riconoscimento importante per decine di aziende che hanno scelto la strada difficile della produzione di qualità e che oggi sono fortemente preoccupate dall’ ingresso sul mercato europeo e italiano dei risi asiatici. Il riconoscimento del grande valore aggiunto del riso di Baraggia rappresenta un importante tassello delle qualità del Piemonte agricolo e agroalimentare, da tutelare e valorizzare. Con il regolamento CE n° 982/2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Unione Europea, la Commissione delle Comunità Europee ha approvato la Denominazione di Origine Protetta per il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese. La DOP costituisce la più importante certificazione di valore europeo a protezione e valorizzazione dei prodotti tipici agroalimentari per i quali tutto il processo produttivo, dalla coltivazione alla lavorazione e trasformazione, avviene esclusivamente in un territorio delimitato e riconosciuto ufficialmente.

Olio Sabina del Lazio: olio DOP dietetico e salutare

 L’ olio d’ oliva Sabina del Lazio deriva da olive raccolte a mano e spremute a freddo, senza manipolazioni o solventi chimici. Questo è il segreto del sapore e della leggerezza dell’ olio Sabina. Quaranta chilometri a nord est di Roma si estende quella parte della catena degli Appennini conosciuta con il nome di monti Sabini. Una zona suggestiva, che il tempo, nei secoli, ha mutato poco, nell’ urbanistica e nelle tradizioni. La produzione di olio d’ oliva Sabina, è ritenuta, da sempre, il prodotto di eccellenza del territorio, riconosciuto dal marchio DOP. Non a caso ritroviamo notizie degli ulivi e dell’ olio sabino negli scritti che precedono la fondazione di Roma. In Sabina vive l’ ulivo più antico d’ Europa, 2000 anni di storia. A rendere speciali le olive e l’ olio che se ne ottiene, color giallo oro dai riflessi verdi e con un’ acidità massima pari allo 0,70%, sono le caratteristiche climatiche della zona di coltivazione e il terreno calcareo, permeabile e asciutto. Molte le varietà di olive impiegate, da sole o in abbinamento: Carboncella, Leccino, Raja, Frantoio, Moraiolo, Olivastrone, Salviana, Olivago e Rosciola. L’ olio Sabina è frutto di un lungo e paziente lavoro, per questo la qualità è altissima. Le olive vengono raccolte a mano e lavorate con il metodo tradizionale della spremitura a freddo, vale a dire con la sola pressione quindi senza manipolazione o addizione di prodotti chimici. Il risultato, sicuramente, non risponde a criteri di quantità bensì di qualità e basta assaggiare il risultato per capirlo: sapore, leggerezza, profumo sono inconfondibili. Le analisi, inoltre confermano altri dati: l’ ottimo valore nutrizionale, le numerose proprietà benefiche che ne fanno un condimento unico e da provare.