L’ emergenza rifiuti apre nuove opportunità di impiego: le aziende del settore infatti sono già a caccia di giovani capaci e preparati. I rifiuti sono un problema per l’ Italia, eppure per qualche italiano potrebbero essere un’ occasione. Le cosiddette multiutility, grandi società di servizi ambientali specializzate in raccolta differenziata, smaltimento e riciclo (come la Hera, società emiliana), cercano esperti per affrontare il problema. Ma qual’ è il curriculum ideale di un manager ambientale? I più richiesti sono gli ingegneri, ma la chiave del loro successo sta nella specializzazione: dopo la laurea triennale ci sono corsi biennali in ingegneria per l’ ambiente e il territorio o in ingegneria chimica per lo sviluppo sostenibile. Ma la strada per i futuri ingegneri dell’ ambiente è lunga: concluso il percorso serve un master. Tra i migliori ci sono quelli in gestione e controllo dell’ ambiente oppure in ambiente e qualità. Chi frequenta corsi come questi ha più chances di assunzione perché ha confidenza con i temi e i linguaggi specifici del settore ambientale. Ma quali sono le aziende a caccia di nuovi talenti?
Ambiente
Ti riciclo in arte: mostra d’ arte contemporanea a Roma fino al 15 aprile
Ti riciclo in Arte (storie di plastica, carta, alluminio e vetro) è il titolo della mostra collettiva di arte contemporanea curata da Antonietta Campilongo. In mostra, una selezione di opere di pittura, scultura, fotografia, arte digitale, video e performance nei locali della Fonderia delle Arti di Roma. Il tema proposto affronta un aspetto di primaria importanza della società contemporanea, quello dei rifiuti solidi urbani e del ciclo di smaltimento e riciclaggio di materie riutilizzabili come plastica, carta, alluminio, vetro. Al frequente interrogativo sulle diverse strade e finalità dell’ espressione artistica, questa mostra risponde con il preciso intento di sensibilizzare artisti e pubblico al rispetto dell’ ambiente, sostenendo ogni percorso utile ad investire risorse ed energie nei processi di riutilizzo delle materie prime. L’affluenza dei visitatori e degli addetti del settore finora è stata veramente alta e la manifestazione ha suscitato un forte interesse da parte dei media. L’evento è stato seguito, in particolare, dalla RAI TV che ha inviato una troupe del Tg3 Nazionale e una del Tg3 Lazio, effettuando numerose riprese ed interviste agli artisti. La mostra resterà aperta fino al 15 aprile, l’ ingresso è libero.
Ambiente: bando per le fonti di energia rinnovabili
I comuni delle isole minori, sedi di aree marine protette già istituite o in corso di istituzione, e i comuni delle isole minori interessate da parchi con perimetrazioni a mare, possono partecipare al Bando del ministero dell’ Ambiente sull’energia da fonti rinnovabili, il risparmio energetico e la mobilità sostenibile. Il bando mette a disposizione complessivamente 3.488.636,26 euro di cui 2.216.912,80 euro per il settore fonti rinnovabili e risparmio energetico e 1.271.723,46 euro per il settore della mobilità sostenibile. I progetti verranno cofinanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare fino ad una quota massima dell’80% del costo di investimento ammissibile. Le domande possono essere presentate a partire dal 21 aprile prossimo (quarantesimo giorno della pubblicazione del comunicato sulla Gazzetta Ufficiale avvenuta il 12 marzo 2008), fino all’8 settembre 2008 (entro 180 giorni dalla pubblicazione). GLI INTERVENTI AMMESSI
Possono essere realizzati interventi relativi alle fonti rinnovabili ed al risparmio energetico secondo le tipologie di progetto riportate:
a) utilizzo di collettori solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, riscaldamento dell’acqua delle piscine, riscaldamento e raffrescamento degli ambienti;
b) interventi di bioedilizia da effettuarsi sulle strutture pubbliche, che comportino un risparmio energetico negli edifici;
c) impiego di tecnologie rinnovabili per la generazione di energia elettrica e termica: fotovoltaici, eolico (anche off-shore), biomasse e geotermica;
d) impiego di tecnologie innovative (p.es. celle a combustione, solare termodinamico) per la generazione di energia e per l’integrazione in sistemi di generazione, distribuzione ed uso dell’energia elettrica e del calore anche in cogenerazione;
e) dissalazione con tecnologia che impieghi fonti rinnovabili e tecnologie innovative.
Rapporto Apat sulla qualità dell’ ambiente urbano
Nel IV Rapporto sulla qualità dell’ ambiente urbano, a cura dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e del territorio (Apat), risultano in calo le emissioni da trasporto, ma la qualità dell’ aria rimane critica. Buone notizie, invece, per il verde pubblico: il primato a Verona, a Cagliari e Napoli i migliori progressi. L’analisi ha riguardato 24 capoluoghi di provincia con popolazione superiore ai 150.000 abitanti. Il rapporto Apat ha toccato diversi punti di analisi e valutazione: verde pubblico, qualità dell’ aria, parco auto, consumo acqua e gas metano, balneazione e campi elettromagnetici, produzione rifiuti e rischi industriali. Alla presentazione del rapporto è intervenuto il Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Alfonso Pecoraro Scanio, il quale ha sottolineato come la diffusione delle informazioni sia un elemento essenziale per affermare un sistema più sostenibile per l’ ambiente, oltre che fondamentale per coinvolgere i cittadini come attori principali nel cambiamento. Il Presidente dell’ APAT, Giancarlo Viglione, ha ribadito il suo impegno a garantire un’azione sempre più incisiva dell’Agenzia nella produzione e diffusione delle informazioni relative all’ ambiente urbano. L’APAT ha dedicato anche uno specifico focus alla natura in città, nella sua componente vegetale come in quella della biodiversità animale. In quest’ambito, nel corso dell’incontro, sono state segnalate alcune “Buone pratiche dalle città”, esperienze virtuose già avviate a livello locale, come il censimento dello stato di salute degli alberi a Genova e l’ integrazione della Rete Ecologica nel piano regolatore del Comune di Roma. L’ intento è quello di fornire alle amministrazioni indicazioni utili per sviluppare politiche di tutela e valorizzazione delle risorse urbane, incoraggiando le buone pratiche e il loro scambio tra città.
Ambiente e benessere dei cittadini: premio comuni virtuosi 2008
E’ partita la seconda edizione del Premio Comuni a 5 stelle, promosso dall’ Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi in collaborazione con Città del Bio, l’ associazione Fazz Club, e con il patrocinio dell’ANCI, Res Tipica e Movimento per la Decrescita Felice. Il premio si fonda sulle buone prassi amministrative, adottate da ciascun comune, per valorizzare piani ecologici e di sviluppo del benessere del cittadino. L’obiettivo che muove fin dalla nascita gli amministratori della Rete dei Comuni Virtuosi, è la diffusione di politiche e scelte quotidiane orientate a diminuire l’ impatto ambientale delle pubbliche amministrazioni e, più in generale, delle comunità locali, a favore dell’ ecologia. Al premio, giunto quest’anno alla sua seconda edizione, possono concorrere tutti gli enti locali che abbiano avviato politiche (azioni, iniziative, progetti caratterizzati da concretezza a favore dell’ ecologia ambientale) di sensibilizzazione e di sostegno alle “buone pratiche locali” con particolare riferimento alle seguenti categorie:
– gestione del territorio (Opzione cementificazione zero, recupero aree dismesse, progettazione partecipata, bioedilizia, ecc.);
– impronta ecologica della “macchina comunale” (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche, ecc.);
– rifiuti (raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso);
– mobilità sostenibile (car-sharing, car-pooling, traporto pubblico integrato, piedibus, biocombustibili, ecc.);
– nuovi stili di vita (progetti per stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili, quali: filiera corta, disimballo dei territori, diffusione commercio equo e solidale, autoproduzione, finanza etica, ecc.).
Energia alternativa: idrogeno eco-compatibile
Telefonini alimentati da celle ad alcol o glicerolo vegetale, celle che utilizzano bio-combustibili, batteri prodotti dai rifiuti e dalle acque reflue che generano energia pulita. Sono alcune novità proposte dal Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) all’ Energethica di Genova per la promozione dell’energia sostenibile. Per produrre idrogeno a basso impatto ambientale, i ricercatori dell’ Istituto di chimica biomolecolare (Icb) del Cnr di Pozzuoli (Napoli) hanno utilizzato il batterio Thermotoga neapolitana, un microrganismo marino isolato da fumarole a largo di Pozzuoli, in grado di sopravvivere a temperature molto alte. Agata Gambacorta e Angelo Fontana dell’Icb-Cnr spiegano che: “permette l’uso dei derivati di rifiuti organici come materiale di partenza, contribuendo a risolvere lo smaltimento in maniera diretta ed eco-compatibile. Inoltre, la biomassa può essere utilizzata per produrre bio-molecole utili all’industria farmaceutica”. L’ idrogeno ottenuto, sotto forma gassosa, potrà essere trasformato in energia elettrica attraverso innovative celle a combustibile predisposte dall’Istituto di chimica dei composti organometallici (Iccom) del Cnr di Sesto Fiorentino (Firenze). “Le celle da noi realizzate consentono di ottenere energia non solo da idrogeno ma anche da bio-combustibili rinnovabili”, afferma Francesco Vizza, ricercatore Iccom-Cnr. Nel corso della manifestazione di Energethica sono stati anche illustrati i risultati di un esperimento di risparmio energetico che ha coinvolto tutti gli Istituti dell’area di ricerca del Cnr di Firenze: circa 23.000 m2 distribuiti su 5 edifici, con più di 200 laboratori. “L’ottimizzazione energetica degli impianti di climatizzazione e la razionalizzazione dell’illuminazione”, prosegue Daniele Alderighi, co-responsabile dello studio, “hanno consentito nel 2007 una riduzione del 17%, corrispondente in termini energetici a 675.000 kWh, in termini economici a 95.000 euro e in termini ambientali a 470 tonnellate di CO2 non emesse”.
Nei rifiuti finisce metà del cibo inglese
Evidentemente gli inglesi non hanno problemi di emergenza-rifiuti o difficoltà ad arrivare con lo stipendio alla quarta settimana del mese: secondo una ricerca pubblicata in Gran Bretagna, metà del cibo prodotto finisce nei rifiuti. Uno spreco di circa 20 milioni di tonnellate di cibo all’anno. Circa 16 milioni di tonnellate di cibo viene buttato via da privati, negozi, hotel, ristoranti e aziende, il resto viene distrutto nel percorso tra campi e negozi. La ricerca è stata condotta da Lord Haskins of Skidby, ex consulente del governo dell’ agricoltura. Si tratta di uno spreco di cibo che risolverebbe i problemi della fame in molti paesi, ad esempio equivale a 40 volte quello che servirebbe al Burundi, dove il 44% della popolazione è malnutrita. La fame di parte della popolazione mondiale è un problema che si è riscontrato sempre durante la storia, ma nell’epoca moderna più che mai. Molte regioni africane o sudamericane soffrono dell’oppressione di aziende multinazionali che sfruttano le risorse del luogo approfittando della povertà dello stato e non sostengono gli abitanti dalla miseria che esse stesse provocano. In questo modo il divario non fa che crescere e nei paesi del primo mondo si continua nello spreco…
Energethica : salone dell’ energia rinnovabile e sostenibile, Genova 6-8 marzo 2008
Le fonti rinnovabili in fiera. Il 3° Energethica dal 06-08 marzo 2008 a Genova è più di una semplice fiera commerciale: propone un ampio progetto per lo sviluppo del settore delle energie provenienti da fonti rinnovabili e dell’ energia sostenibile. L’energia è alla base dello sviluppo socio-economico. Se si vuole però mirare ad uno sviluppo sostenibile, anche la produzione dell’ energia deve seguire il concetto della sostenibilità e cioè provocare meno danno possibile all’ ambiente con il minor spreco di risorse possibile. Ma il termine ” rinnovabile ” non sempre significa energia pulita. Dato che almeno per i prossimi 80 anni a fare la parte del leone nella produzione di energia saranno con ampia probabilità le fonti convenzionali e fossili, il progetto fiera Energethica mira principalmente alle energie provenienti da fonti rinnovabili, ma anche a soluzioni integrative tra fonti convenzionali e rinnovabili nonché a soluzioni convenzionali riviste sotto il profilo dell’efficienza e dello sforzo della limitazione del danno all’ ambiente. Si tratta di una vera e propria piattaforma di scambio nell’ambito dell’ energia etica e sostenibile, che affronta l’argomento in modo trasparente e aperto a tutte quelle soluzioni che offrono un vantaggio effettivo per chi in questo momento ed in un futuro sostenibile popola questo pianeta. Basta aprire un quotidiano o una rivista qualsiasi per imbattersi in un articolo su produzione, distribuzione o consumo di energia: cambiamenti climatici legati alle emissioni CO2, dipendenza energetica, aumento dei costi, rischio black-out, vantaggi risultanti dall’impiego di energia rinnovabile, risparmio energetico ed efficienza sono temi all’ordine del giorno. Energethica fornisce risposte concrete su: approvvigionamento di energia sostenibile (destinata sia all’ autoconsumo, sia alla produzione commerciale), e metodologie per risparmiare energia.
Ecoballe: i dubbi sul termovalorizzatore per lo smaltimento dei rifiuti
In Campania, in piena emergenza rifiuti, si torna a parlare di termovalorizzatori. Le recenti proteste dei cittadini contro la costruzione di un termovalorizzatore vicino ai centri abitati riportano ad un tema particolarmente importante per il sistema della gestione dei rifiuti in Italia. Perché nessuna comunità di cittadini vuole ospitare sul proprio territorio un termovalorizzatore? Un termovalorizzatore è di fatto un inceneritore di rifiuti in grado di sfruttare il contenuto calorico dei rifiuti stessi per generare calore (in questo caso si parla di teleriscaldamento utilizzato al posto del metano in uso a Brescia, Torino e Milano), riscaldare acqua ed infine produrre energia elettrica. Si distingue quindi dai vecchi inceneritori che si limitavano alla sola termodistruzione dei rifiuti senza produrre energia. L’impiego dei termovalorizzatori sembra essere una via di uscita dal problema delle discariche ormai stracolme. Pur essendo molto meno inquinanti rispetto ai vecchi inceneritori, i termovalorizzatori non eliminano in ogni caso l’ emissione di diossine nei fumi di scarico dispersi nell’atmosfera circostante. Motivo che già di per sé è sufficiente per comprendere lo stato d’animo dei cittadini e le mobilitazioni sociali in questo senso. La termovalorizzazione per assolvere al suo compito in maniera ottimale dovrebbe non precedere bensì seguire un processo accurato di raccolta differenziata (separando accuratamente il vetro dalla plastica, dalla carta, dall’alluminio, etc). Anche la materia destinata ai termovalorizzatori (le cosiddette ecoballe) dovrebbe avere caratteristiche tali da scongiurare quanto più possibile un eventuale rilascio di sostanze nocive nell’ambiente, e ciò dipende solo da una corretta e attenta raccolta differenziata, ma questo passaggio purtroppo in alcuni casi non avviene ancora con la necessaria trasparenza e accortezza. Il termine termovalorizzatore, seppur di uso comune, è talvolta criticato in quanto sarebbe fuorviante. Infatti, secondo le più moderne teorie sulla corretta gestione dei rifiuti gli unici modi per “valorizzare” un rifiuto dovrebbero essere il riuso ed il riciclo, mentre l’incenerimento (anche se con recupero energetico) costituirebbe semplice smaltimento e sarebbe dunque da preferirsi solo alla discarica controllata.
Concorso fotografico EYES ON THE PLANET: uno scatto per l’ Amazzonia
La fotografia come strumento per salvaguardare l’ambiente, in particolare la foresta amazzonica. Attraverso Eyes on the planet si vuole promuovere la sensibilità ambientale. Le immagini migliori saranno messe all’asta e il ricavato sarà utilizzato dal Wwf e Slow Food per progetti in Brasile. Il concorso fotografico internazionale Eyes on the planet vuole promuovere la sensibilità ambientale attraverso strumenti universali come la fotografia e Internet. Giovani fotografi e semplici appassionati di fotografia potranno raccontare il loro punto di vista sull’ambiente. L’iniziativa è rivolta ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni che, dal 1 marzo, potranno collegarsi al sito www.eyesontheplanet.org per registrarsi e caricare la propria foto in digitale, in una delle quattro categorie tematiche previste:
• Environment: immagini che evidenzino come azioni che sembrano trascurabili preludano a disastri di ampia portata e al contrario come i grandi cambiamenti possano nascere dai gesti più semplici e quotidiani;
• People: storie di vita, testimonianze, gesti di solidarietà e di coraggio, donne e uomini che si adoperano per un mondo migliore;
• Climate: l’impatto disastroso dei mutamenti climatici richiama l’uomo al proprio senso di responsabilità e lo esorta a mettere in discussione il suo stile di vita;
• Food: la difesa dell’ambiente passa anche attraverso la tutela della cultura e del territorio d’origine dei prodotti alimentari.
Milano: energia pulita per riscaldare la città
Dal 2009 il teleriscaldamento si estenderà al quartiere di San Siro, uno dei più popolosi della città di Milano. Il progetto, sostenuto dal Comune, da A2A (nata dalla fusione fra Aem Milano e la bresciana Asm) e da Aler (l’Azienda lombarda di Edilizia residenziale), consentirà la riduzione delle emissioni di anidride carbonica di circa 250 mila tonnellate l’anno nell’aria e notevoli benefici economici per i residenti della zona. Dopo aver già raggiunto e fornito calore pulito al quartiere Gallaratese, al nuovo Polo Fieristico e alle zone limitrofe, l’energia pulita riscalderà un’altra zona della città di Milano. Gli alloggi popolari dei seimila abitanti del quartiere di San Siro verranno riscaldati con il calore prodotto dal termovalorizzatore Amsa di Figino, Silla 2. Uno degli obiettivi primari è la diminuizione dell’inquinamento per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Il progetto, infatti, prevede l’estensione della rete di teleriscaldamento sul territorio milanese. Queste nuove tecnologie utilizzano fonti di calore già esistenti, prodotte dai termovalorizzatori che altrimenti andrebbero disperse nell’aria. Con questi interventi il Comune di Milano punta all’utilizzo di fonti di riscaldamento pulite che consentiranno una significativa riduzione di PM10 e di anidride carbonica contribuendo così a ridurre del 4% le emissione di gas serra. I vantaggi per gli abitanti di San Siro: “Le agevolazioni per i residenti, che sono in gran parte anziani, saranno innanzitutto di tipo economico, poiché allacciandosi al teleriscaldamento si potranno ridurre le spese annue per la bolletta da mille a quattrocento euro, a seconda che si tratti di passaggio da gasolio o da metano, e del 10 per cento sul riscaldamento dell’acqua. Inoltre l’impianto avrà un servizio di intervento 24 ore su 24 e saranno eliminate le spese di manutenzione. I vantaggi saranno anche per l’ambiente perché utilizzando energia già disponibile, con queste nuove tecnologie terremo la città pulita e contribuiremo a ridurre le emissioni di CO2 nell’aria”. Lo ha annunciato il Sindaco Letizia Moratti durante la presentazione del nuovo progetto di teleriscaldamento a Palazzo Marino.
Smog e polveri sottili: Frosinone, Torino, Cesena, Modena e Lucca fuori legge
Di nuovo allarme smog: “Frosinone, Torino, Cesena, Modena e Lucca sono le prime città italiane fuorilegge del 2008. Per colpa dello smog. E dell’incapacità delle amministrazioni locali di attuare serie misure anti-inquinamento”. E’ la dura accusa di Legambiente all’amministrazione pubblica per la situazione dell’inquinamento dell’aria nelle città italiane. Secondo i dati registrati dalle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria, aggiornati al 19 febbraio 2008 il quadro dei primi 51 giorni dell’anno è già allarmante: 40 giorni di superamento a Frosinone e Torino, 38 giorni a Cesena, 36 a Modena e Lucca contro i 35 giorni all’anno consentiti dalla legge. E non solo: altre 10 città hanno già raggiunto o oltrepassato 30 giorni di superamento del limite medio giornaliero per le polveri sottili, apprestandosi anch’esse a superare presto il tetto massimo. Il PM10 non cala. L’emergenza non cambia, i problemi rimangono gli stessi e i provvedimenti adottati nel tentativo di risolverli pure. Purtroppo non aiuta una normativa europea che fissa precisi standard di qualità dell’aria. Attualmente, infatti, non è presente un sistema sanzionatorio utile a spronare gli amministratori ad attuare interventi realmente efficaci per migliorare la qualità dell’aria. “La situazione è preoccupante, e non solo per il numero elevato di superamenti e le possibili conseguenze sulla salute dei cittadini, ma anche per la disperante cronicità con cui si ripropone l’allarme” – ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente.
Eni ed Enel per la lotta al cambiamento climatico da gas serra
Roma – Gli amministratori delegati di Eni, Paolo Scaroni, e di Enel, Fulvio Conti, hanno firmato una Lettera d’intenti per sviluppare uno studio di fattibilità congiunto sulla cattura, trasporto e sequestro dell’anidride carbonica (CO2). Secondo le previsioni ancora per parecchi decenni non si potrà fare a meno di produrre energia con combustibili fossili. Le moderne tecnologie consentono di aumentare l’efficienza delle centrali termoelettriche e di abbattere le emissioni di polveri, anidride solforosa e gli ossidi di azoto. Resta da risolvere il problema dell’immissione in atmosfera di gas ritenuti responsabili del cambiamento climatico, come l’ anidride carbonica che si genera durante la combustione. La cattura, trasporto e sequestro della CO2, insieme alla ricerca sul solare ad alta efficienza e al nucleare di nuova generazione, è oggi una delle soluzioni più promettenti per raggiungere l’equilibrio tra diverse e egualmente vitali esigenze: disporre di energia in quantità sufficiente a soddisfare le necessità dello sviluppo umano (quasi due miliardi di persone al mondo non hanno energia elettrica), a costi competitivi, nel rispetto dell’ambiente. Per queste ragioni, in tutto il mondo, sono già attive ricerche e sperimentazioni per catturare questo gas, liquefarlo e confinarlo in siti adatti a uno stoccaggio permanente e sicuro. Non a caso, in più occasioni le Istituzioni europee l’hanno indicata come un percorso obbligato per la lotta al cambiamento climatico, in quanto strumento indispensabile per il raggiungimento dell’ obiettivo comunitario della riduzione delle emissioni di CO2 del 20 per cento entro il 2020: uno dei traguardi ambientali, i cosiddetti “tre 20”, posti dall’Unione Europea, insieme all’aumento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili al 20 per cento e all’aumento dell’efficienza energetica del 20 per cento. In questo contesto in rapida evoluzione, Eni ed Enel hanno deciso di unire le forze perché l’Italia possa partecipare in modo efficace e qualificato a questa nuova grande sfida tecnologica. Eni ha competenze nel campo del sequestro della CO2 in siti geologici quali giacimenti di idrocarburi esauriti, acquiferi salini profondi ecc., mentre Enel ha competenze nel campo della cattura della CO2, ha avviato due progetti dimostrativi della cattura della CO2 e sta conducendo attività di valutazione del potenziale di stoccaggio geologico in aree vicine alle sue centrali.
Rifiuti: THOR, il sistema di riciclaggio indifferenziato
Thor è un sistema che permette di recuperare e raffinare i rifiuti solidi urbani senza passare per i cassonetti differenziati. Costa un quinto dei costi di smaltimento di un inceneritore e restituisce materiali utili e combustibile. Quanto sia problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra l’emergenza rifiuti della Campania. Ma i rifiuti solidi urbani possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma. Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling – riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili. Come un mulino di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità. “Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20 mila tonnellate di rifiuti l’anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale“, spiega Paolo Plescia. “Per una identica quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore 250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle discariche, entrambi inesistenti nel Thor.”