Come riconoscere i sintomi e capire la gravità dell’ influenza A (H1N1), soprattutto nei bambini

 Proprio come l’ influenza stagionale, l’ influenza da virus influenzale A(H1N1) nell’ uomo può presentarsi in forma lieve o grave. Può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti: sono stati segnalati casi di complicazioni gravi (polmonite ed insufficienza respiratoria) e decessi associati ad infezione da virus A(H1N1).

I sintomi della nuova influenza umana da virus A (H1N1) sono simili a quelli della “classica” influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d’ appetito, tosse. Alcune persone hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. Scendendo nel dettaglio, l’ influenza A (H1N1) viene definita un’ affezione respiratoria acuta a esordio brusco e improvviso con febbre di circa 38° o superiore, accompagnata da uno dei seguenti sintomi:

– cefalea
– malessere generalizzato
– sensazione di febbre (sudorazione brividi)
– astenia (debolezza)

Influenza A/H1N1: il punto della situazione

 Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Comunicato stampa dell’ 1 Novembre 2009

Sulla scorta delle indicazioni fornite dall’ Unità di Crisi, istituita il 29 aprile 2009, con Ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri del 31 luglio 2009 è stato stabilito che il 40% della popolazione italiana (circa 24 milioni di persone) fosse vaccinata contro l’i nfluenza AH1N1.

Quando è stata adottata questa Ordinanza non sussisteva sul mercato alcun vaccino specifico già disponibile, né tantomeno autorizzato dall’ ente regolatorio europeo (Agenzia europea per i farmaci – EMEA), anche se alcune aziende erano già impegnate nel suo sviluppo produttivo.

Per dare seguito alla suddetta Ordinanza, nella seconda metà di agosto è stato stipulato con l’ azienda Novartis un contratto per la fornitura di dosi di vaccino per lo svolgimento della campagna vaccinale, il cui inizio era stato stabilito per il 15 novembre nell’ambito dell’ Unità di crisi, al cui tavolo sono rappresentate le Regioni e le Pubbliche Amministrazioni oltre che l’ Istituto Superiore di Sanità e l’ Agenzia Italiana del Farmaco.

Instant teraphy: la psicoterapia breve per chi soffre di attacchi di ansia, stress e panico

 La paura dell’influenza A, la crisi economica, il lavoro precario. Sono questi i fattori che stanno portando gli italiani a vivere nell’ansia quotidiana che stressa mente e fisico“. Così dice Paola Vinciguerra, psicologa e psicoterapeuta nonché Presidente dell’EURODAP (Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico). Affermazioni confermate da una ricerca dell’Universita’ degli Studi di Milano su un campione di 4.190 persone, secondo il quale 9 italiani su 10 sono stressati.

I SINTOMI DELLO STRESS
Ansia, batticuore, mal di testa, problemi di sonno, digestione difficile. Chi non ha mai avuto di questi problemi. In condizioni di stress si verifica un aumento della pressione arteriosa, dei livelli di cortisolo e di alcune citochine; ne derivano palpitazioni, il nodo alla gola, disturbi gastrici e intestinali che tutti più o meno abbiamo sperimentato e ai quali di solito non si dà molto peso.

CRISI DI ANSIA E ATTACCHI DI PANICO
Ma il pericolo più grande è quello rappresentato dalle crisi di ansia che in tempo breve possono trasformarsi in attacchi di panico – spiega l’esperta, che è anche Direttore dell’UIAP, Unità Italiana Attacchi di Panico presso la Clinica Paideia di Roma – Di solito si tende a sottovalutare i disagi della sfera psicologica ma uno stato di forte stress prolungato, se non individuato e risolto, può portare ad una serie di disturbi fisici e psichici che sicuramente potremmo evitare“.

Influenza suina: vaccinarsi in gravidanza è rischioso. Il vaccino è sperimentale

 Sulla vaccinazione delle donne in gravidanza contro il virus influenzale H1N1 “è necessaria una grande prudenza, anche in ragione del fatto che la sperimentazione sul nuovo vaccino è solo all’inizio“. Inoltre la scelta della vaccinazione va fatta caso per caso, “considerando le situazioni in cui i benefici sono superiori ai rischi“. A dirlo è il presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), Giorgio Vittori, che interviene sull’opportunità di vaccinare le donne incinte, inserita tra le categorie prioritarie nell’ordinanza sulla vaccinazione firmata dal viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, nella quale però si precisa che indicazioni dettagliate saranno fornite dopo il parere del Consiglio superiore di sanità.

UN RISCHIO MAGGIORE PER LE DONNE IN GRAVIDANZA
Vittori spiega che il “rischio legato all’influenza A per le donne in gravidanza è maggiore. Questo è il motivo per cui nell’ordinanza ministeriale le donne sono indicate come categoria prioritaria per la vaccinazione, ma per attuarla è stato chiesto un parere del Css”, ricorda all’ADNKRONOS SALUTE. Bisogna però tenere conto della particolare condizione che prevede attenzioni maggiori.

Influenza suina: i vaccini per il virus A-H1N1 disponibili dalla fine di ottobre. Ma saranno sicuri ?

 Nessun timore sulla sicurezza del vaccino allo studio contro la nuova influenza. “Quando sarà autorizzato in Italia, avrà subito tutti i controlli necessari”, assicura all’ “Adnkronos Salute” Fabrizio Oleari, direttore generale prevenzione e sanità del ministero del Welfare, fugando le preoccupazioni di alcuni specialisti sulla sicurezza del vaccino in arrivo, visti anche i tempi rapidi di produzione. Secondo Oleari, non si è accelerato troppo il percorso a discapito dei controlli. “I tempi sono gli stessi più o meno in tutto il mondo e si è partiti tutti insieme – sottolinea -. I test sono comunque in corso e, in base ai piani di produzione, possiamo dire che le dosi di vaccino dovrebbero essere a disposizione del ministero per la fine di ottobre”.

UN PIANO DI FARMACOVIGILANZA
Naturalmente il prodotto continuerà a essere monitorato anche in seguito. “Sarà attivato un attento piano di farmacovigilanza” garantisce l’ esperto. Inoltre è importante che la campagna di vaccinazione contro l’ H1N1 non si sovrapponga a quella contro l’ influenza stagionale.

Campagna anti-fumo Usa: veto di fumare per marines e militari

 Se davvero il ministro della Difesa americano, Robert Gates, deciderà di fare propri i consigli degli esperti sanitari del Pentagono, presto i soldati americani si troveranno a combattere anche contro un altro nemico: il fumo. Il Pentagono si accinge infatti ad avviare una serie di misure che renderanno sempre più difficile fumare sotto le armi. Marines e soldati non solo non avranno più a disposizione nelle loro basi sigarette e affini, ma saranno tenuti a seguire regole tali per cui dovranno fumare sempre meno. Fino a smettere.

CONSUMO DI TABACCO IN AUMENTO TRA I MILITARI
E’ questa la raccomandazione che gli esperti sanitari del Pentagono hanno fatto al ministro Gates, invitandolo a prendere in “seria considerazione” l’ ipotesi di far smettere di fumare a tutti i militari Usa. La proposta deriva da uno studio condotto dall’ Istituto federale di Medicina, il quale ha rilevato in particolare due elementi: che tra i militari americani, in particolare marines e soldati, il consumo di tabacco è in aumento; e che sono in aumento i costi della assistenza sanitaria legata a malattie correlate al fumo. Per questi motivi sarebbe “molto opportuno” avviare politiche che portino a limitare il fumo tra i militari, in modo da riuscire nel lungo periodo a debellarlo del tutto.

Donare il sangue: tutti i vantaggi di un gesto di solidarietà sociale

 Molti al solo pensiero storcono il naso, altri ne hanno timore: la donazione del sangue è un fenomeno ancora poco diffuso, che potrebbero invece fare in molti per salvare moltissime vite umane. La donazione di sangue è un’ azione volontaria, dettata da puro spirito di solidarietà di chi dona il proprio sangue affinché siano possibili trasfusioni a chi ne ha bisogno. Di questo gesto di generosità e solidarietà sociale si sa purtroppo ancora troppo poco ed in particolare in pochissimi conoscono tutti i vantaggi di essere un donatore. La donazione, infatti, può essere totalmente gratuita, oppure può avere una controparte economica. In ogni caso, comunque, il donatore ha vari tipi di vantaggi a ricompensa del suo gesto altruista.

IL BISOGNO DI SANGUE IN ITALIA
Si stima normalmente che vi sia bisogno di 40 unità di sangue l’ anno ogni 1000 persone, cioè circa 2.400.000 unità per la sola Italia. Nel 2000 l ‘Italia ha raggiunto l’ autosufficienza a livello nazionale.
Alcune regioni sono autosufficienti: ad esempio l’ Emilia-Romagna ha raggiunto il livello di 60 unità. Vi sono inoltre alcune isole felici, cioè singole città dove, grazie al radicamento nel territorio di una o più associazioni locali, si è raggiunta una raccolta ancora maggiore. In numerose regioni, tuttavia, la raccolta è ancora insufficiente, e il fabbisogno viene soddisfatto con trasferimenti da altre regioni.
Nonostante la sempre più attenta e ponderata utilizzazione del sangue, il fabbisogno è costantemente in aumento, per l’ aumento dell’ età media della popolazione e per i progressi della medicina, che rendono possibile interventi anche su pazienti anziani, un tempo non operabili.

Anoressia e bulimia, la rivista Topgirl chiede la chiusura dei siti che aiutano a diffondere i disturbi alimentari

 Nella settimana delle grandi sfilate di moda milanesi, balza di nuovo all’ attenzione di tutto il mondo il problema dei disturbi alimentari: anoressia e bulimia sono attualmente al centro di una campagna promossa da modelle e donne di spettacolo, oltre che di una richiesta di legge portata avanti dal direttore del settimanale per adolescenti Topgirl.
Secondo il magazine, il pericolo di anoressia e bulimia arriverebbe in gran parte anche dal web: mentre in Spagna ed in Francia i siti che mettono a rischio la salute delle ragazze con consigli pro-anoressia e pro-bulimia sono vietati, in Italia la rete pullula di blog di ragazze anoressiche e bulimiche che istigano le coetanee a diventare come loro.
Se il mondo della moda ha già iniziato a fare qualcosa dal 2006 – spiega Annalisa Monfreda, direttore di Topgirlviene completamente ignorato il problema dell’esistenza di siti internet che, in modo subdolo e coinvolgente, attirano le ragazze nel gorgo della malattia. Nella rete si trovano veri e propri decaloghi per ingerire meno cibo, espellerlo più facilmente e non farsi scoprire dai familiari.”
Topgirl ha quindi lanciato un appello alle autorità italiane per invitare ad oscurare i siti e i blog che istigano all’ anoressia e alla bulimia. Sebbene la Camera Nazionale della Moda Italiana abbia proposto già 3 anni fa un regolamento internazionale per la tutela della salute delle modelle, l’ ammontare delle proposte di stili di vita che appaiono più seducenti alle ragazzine nei blog italiani risultano circa 260 (da un’ analisi dell’ Eurispes): dal 2006 sono aumentati del 470%. Biografici e firmati di ragazze dell’ età media di 17 anni, questi blog rischiano di diffondere ancor di più l’ incremento dei disturbi alimentari.

La dieta Diana contro il tumore al seno. Il progetto dell’ Istituto dei Tumori di Milano per donne fra i 35 e i 70 anni

 L’ Istituto dei Tumori di Milano lancia anche quest’ anno la Dieta Diana contro il tumore al seno e le modalità di partecipare al progetto salute-donna

Anche quest’ anno, per la quinta volta, 2000 donne saranno coinvolte nello studio più significativo degli ultimi anni sulla prevenzione del tumore al seno.
Si tratta del Progetto Diana varato dall’ Istituto dei Tumori di Milano e oggi adottato anche in altre città italiane.
Lo studio punta a dimostrare con sempre maggiori prove che una dieta ricca di frutta e verdura, povera di carni rosse e grassi animali protegge dal tumore al seno e dalle ricadute della malattia.
Al Progetto Diana possono aderire donne fra i 35 e i 70 anni che abbiano avuto un tumore al seno negli ultimi cinque anni.
Le volontarie seguiranno gratuitamente corsi di cucina e seminari su un corretto stile di vita.

Cura del Mal di Testa per chi soffre di cefalea cronica. Il 15 Novembre 2008 lo stand informativo a Torino

 Cura del Mal di Testa per chi soffre di cefalea cronica. Il 15 Novembre 2008 lo stand informativo in Piazza Castello a Torino

Un medico specializzato ogni 10 mila pazienti gravi e liste d’ attesa anche di un anno. E’ la realtà con cui si scontrano le vittime del mal di testa cronico quotidiano: 3 milioni di persone che ogni giorno combattono con dolore, vomito, intolleranza alla luce, agli odori e ai rumori. Pazienti in cerca di un medico di riferimento che li segua costantemente.
Ma i centri specializzati per la cura della cefalea sono ancora pochi: meno di 40 in tutta Italia. Per i centri più importanti, circa 6-7, ci sono liste d’ attesa anche di un anno.
A denunciarlo è Lorenzo Pinessi, presidente della Società italiana per lo studio delle cefalee (Sisc). Le cefalee restano ancora oggi un male incompreso: i Lea (Livelli essenziali di assistenza) le classificano come Patologia Minore, e solo la Lombardia riconosce ai pazienti cronici un’ invalidità, ma con punteggi che non prevedono alcun beneficio economico.