Milano: un camper per il diritto alla salute

 A Milano è stato inaugurato il camper dello star bene: la salute è un bene prezioso, essere e mantenersi sani è un dovere per sé e per gli altri. Un’ iniziativa nata dalla consapevolezza che in città serve un’ azione di tutela della salute dei cittadini milanesi e di tutti coloro che vi risiedono. Dal mese di aprile sarà quindi operativa l’ iniziativa dell’assessore alla Salute del Comune di Milano per la prevenzione, l’educazione e il controllo del territorio: progetto-laboratorio Immigrazione sana, il primo passo verso l’integrazione è quello di avere condizioni di buona salute. L’immigrazione è un fenomeno che va governato. Se è compito del legislatore garantire un percorso di ingresso nella legalità, è poi compito dell’Amministrazione locale assicurare che la cittadinanza rifletta i canoni del rispetto dei diritti e dei doveri dei cittadini. Tra questi diritti e doveri, quello della salute è il principale fattore di virtuosa e propositiva partecipazione sociale nella comunità di residenza o di dimora abituale. Essere cittadini significa garantire che la propria salute sia protetta, che non sia un pericolo per gli altri e che gli altri non siano un pericolo per noi. Prima di tutto prevenire: l’ Assessorato alla Salute intende promuovere una concreta e responsabile integrazione degli immigrati sul versante della salute con particolare riguardo a prevenzione, educazione sanitaria e patologie infettive. I Camper Immigrazione Sana saranno due mezzi non inquinanti (un Ducato ibrido e un Doblò idrogeno) operativi da fine aprile con la finalità di fare promozione, formazione sanitaria e controllo del territorio. I due veicoli sono contrassegnati dalla scritta ben visibile “Immigrazione Sana – La salute non è solo un diritto ma anche un dovere” e dal logo dell’Assessorato alla Salute.

Progetto scuola protetta: no agli psicofarmaci sui minori

 Scuola Protetta contro la “pasticca facile”, contro il tentativo di medicalizzazione del disagio dei minori e contro la promozione dell’ uso degli psicofarmaci sui bambini irrequieti o distratti: è il progetto nazionale lanciato a Bologna dal comitato Giù le Mani dai Bambini insieme alle associazioni genitoriali italiane (CGD, AGE ed Agesc), a CISL Scuola e CGIL Formazione. Con l’introduzione in Italia di alcuni potenti psicofarmaci per minori (Ritalin e Strattera, ma anche il Prozac è stato recentemente autorizzato per i bambini dagli otto anni in su) sono stati approvati dall’ Istituto Superiore di Sanità e dall’ Agenzia Italiana del Farmaco i relativi protocolli che dovrebbero regolare la prescrizione e la somministrazione di queste molecole psicoattive ai minori. Tali protocolli sono stati criticati da una parte significativa della comunità scientifica in quanto troppo permissivi nei passaggi che regolano l’ utilizzo di questi prodotti, ed a soli due mesi dall’ approvazione sono stati attivati due tavoli per un tentativo di revisione dei protocolli in senso più restrittivo. Uno dei motivi di contestazione di queste regole è proprio la possibilità di interpretare entro certi limiti le norme che permettono di etichettare un bambino come patologico ed attivare le relative procedure terapeutiche farmacologiche. Bambini irrequieti e distratti vengono etichettati iperattivi ed indirizzati dalle famiglie – su segnalazione della scuola – direttamente ai servizi di neuropsichiatria infantile per cure spesso a base di potenti psicofarmaci. Il progetto Scuola Protetta prevede un sito internet accessibile a tutti, la possibilità di partecipare a un corso di e-Learning e di scaricare gratuitamente il “Kit Scuola Protetta ” con un insieme di documenti informativi in linguaggio divulgativo. In caso di rispondenza della scuola alle linee guida elaborate, la scuola stessa riceverà una sorta di “certificazione di qualità” con la dicitura: “Qui non medicalizziamo il disagio dei nostri alunni”. Si possono inoltre esaminare eventuali “buone pratiche” adottate da altre scuole. Sul sito l’utente può segnalare in caso di dubbio, compilando un modulo on-line, le eventuali proposte di formazione presentate da chiunque nella scuola o per la scuola, e ricevere un’ assistenza qualificata per comprendere nel dettaglio la serietà e tipologia di offerta formativa proposta e la congruenza della stessa con i requisiti minimi di serietà e competenza.

Giornata contro obesità e pubblicità ingannevole: bambini obesi e cibo spazzatura – 15 marzo 2008

 L’ infanzia ha un peso: i bambini vanno difesi dall’ inquinamento, dalla pubblicità ingannevole e dal cibo spazzatura. Obesità e sovrappeso sono emergenze mondiali. L’ Italia detiene il triste primato europeo del numero di bambini sovrappeso o obesi: quasi 4 su 10 -tra i 6 e i 9 anni- sono troppo cicciotelli. I governi iniziano a preoccuparsi e a correre ai ripari, ma il consumo di cibi grassi, zuccheri e alimenti troppo salati non sembra arrestarsi. Per questo Altroconsumo, insieme a Consumers International, l’organizzazione mondiale delle principali associazioni di consumatori, dedica il 15 marzo – la giornata mondiale dei consumatori – al tema dell’ obesità infantile. Il 15 marzo sarà presentato un codice internazionale di autoregolamentazione sulla pubblicità di alimenti e bevande destinate ai più piccoli. I bambini sono i più vulnerabili alla pubblicità televisiva: la pubblicità di cibi ricchi di grassi, zucchero e sale ha un impatto diretto sulle scelte dei bambini e, quindi sulla loro salute. Le fasce protette (cioè quelle destinate ai bambini) si sono dimostrate piene di messaggi pubblicitari scorretti e poco salutari sotto il profilo nutrizionale. Tra gli spot, al primo posto (due volte su dieci) troviamo prodotti come biscotti, merendine e altri alimenti ricchi di grassi e zuccheri. Lo zucchero spesso è nascosto in alimenti insospettabili: anche i prodotti senza zuccheri aggiunti, per esempio, non sempre sono meno dolci di quelli tradizionali. La razione di zuccheri aggiunti non dovrebbe superare i 10 cucchiaini o zollette al giorno, ma non è raro trovare prodotti che, con una sola porzione, coprono metà della razione giornaliera consigliata. Con un bicchiere di bibita gasata si ingeriscono più di 5 zollette di zucchero. Anche le porzioni extra-large giocano la loro parte nel problema obesità. Gli alimenti confezionati sono venduti in porzioni sempre più grandi. A questo si aggiunge il fatto che si fa poca attività fisica. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se i bambini ingrassano. Alla faccia della piramide alimentare sulle buone abitudini a tavola che mette al primo posto nella dieta quotidiana (di piccoli e adulti) il consumo di 5 porzioni di frutta e verdura.

Giornata mondiale del rene: test gratuito -13 marzo 2008

 La Giornata mondiale del rene è ormai molto vicina, un evento importante per la salute: il 13 marzo la Società Italiana di Nefrologia (SIN) che riunisce e rappresenta i nefrologi Italiani, offre la possibilità ai familiari dei pazienti che sono in cura presso i centri di Nefrologia e Dialisi Italiani di sottoporsi gratuitamente ad uno screening delle malattie renali. I familiari dei nefropatici hanno infatti un rischio di sviluppare malattie renali più alto di quello che si riscontra in famiglie senza malattie renali. Un semplice esame delle urine e il dosaggio della creatinina nel sangue sono il primo passo per diagnosticare una malattia del rene. Identificare una malattia renale in fase precoce può essere utile per prevenirne l’evoluzione e le complicanze. Questa è la terza ricorrenza annuale della giornata del rene su scala mondiale e il 13 marzo i nefrologi, le associazioni dei pazienti e tutti coloro che hanno a cuore la lotta alle malattie renali metteranno in campo le loro migliori energie per diffondere messaggi e iniziative che focalizzino sull’importanza socio-sanitaria delle nefropatie. Nell’occasione, la Società Italiana di Nefrologia rinnova il suo impegno perché la Giornata Mondiale del Rene sia una ricorrenza realmente incisiva per la lotta alle malattie renali. Le Unità Operative di Nefrologia e Dialisi che aderiscono al progetto offriranno uno screening gratuito a tutti i familiari dei pazienti nefropatici. Allo scopo è stato preparato un database per la raccolta sistematica dei dati e a tutti i centri partecipanti sarà distribuito anche un manifesto e una brochure che faciliteranno la comunicazione con i pazienti e che permetteranno di dare visibilità locale all’ evento.

L’ informatica in oncologia medica: la cartella clinica informatizzata, Udine 14 marzo 2008

 Il 14 marzo ad Udine si terrà il workshop e-oncology, l’ informatica applicata all’ oncologia medica: per la prima volta in Italia si metteranno a confronto le diverse esperienze maturate in oncologia. Dalla fine degli anni ’90 l’ oncologia di Udine, in collaborazione con l’Agenzia regionale della sanità ed Insiel, ha iniziato a sviluppare un prototipo di cartella oncologica per la somministrazione dei trattamenti antitumorali e per la gestione complessiva dei pazienti. Dopo una fase sperimentale, questo strumento è stato gradualmente diffuso all’intera rete oncologica, diventando un supporto essenziale per le attività cliniche degli oncologi nella nostra Regione e per l’attuazione del Piano regionale per le malattie oncologiche. In Italia sono in corso esperienze analoghe in alcuni centri (Trento, Asti, Forlì) e questo argomento inizia ad acquisire sempre maggiore importanza, man mano che si fa strada la convinzione che una cartella clinica informatizzata può rappresentare un supporto straordinario per migliorare la qualità delle cure e la sicurezza negli ospedali. Nonostante l’ampia diffusione dell’ informatica in tutto il mondo occidentale, le applicazioni in medicina sono ancora limitate. Anche nei Paesi tecnologicamente più avanzati, come gli USA, meno del 30% degli ospedali utilizza diffusamente una cartella clinica informatizzata. Ciò è legato alla complessità delle attività cliniche e alle difficoltà incontrate nei percorsi di informatizzazione estesa delle strutture ospedaliere. La necessità di gestire quantità sempre maggiori di informazioni e di rispondere alle nuove esigenze cliniche e scientifiche rende inevitabile per la sanità confrontarsi con questo tema.

Europa: dieta intelligente contro l’ obesità

 Per incoraggiare stili di vita sani e prevenire l’ obesità nella popolazione che vive in Europa, Germania Ungheria e Italia hanno dato il via al progetto IDLE: dieta intelligente e stili di vita in europa. L’obesità è in continuo aumento e non solo in Italia: in Europa le stime parlano di circa 400 milioni di persone in sovrappeso e 130 milioni di obesi. A partire dagli anni Ottanta, infatti, il fenomeno dell’ obesità è triplicato in molti paesi dell’ Europa e continua a crescere in maniera allarmante, specialmente tra i bambini. L’obiettivo comune è quello di sviluppare e dar vita ad una serie di attività educative rivolte a giovani e adulti che vivono in Europa per promuovere stili di vita sani, al fine di prevenire sovrappeso, obesità e malattie croniche associate. In Italia, il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’AUSL di Cesena, nella veste di partner italiano, organizzerà un corso pilota rivolto a insegnanti e manager per formarli su strategie innovative da utilizzare in attività di promozione della salute. L’ Ausl di Cesena vanta una certa esperienza, anche grazie al progetto “ cultura della salute e stili di vita sani ” che negli ultimi anni ha visto la realizzazione di numerosi interventi per la promozione dell’attività fisica, di una alimentazione corretta e sana e di lotta al fumo, e per la prevenzione dell’alcolismo. A Cesena il 38% della popolazione è in sovrappeso ed il 7% obeso. L’ obesità riguarda più gli uomini che le donne (56% contro 36%), aumenta con l’età ed è maggiormente presente nelle persone con basso livello di istruzione. Il 15% dei bimbi di 6 anni è in sovrappeso e il 9% obeso, mentre tra i bambini di 9 anni il 19% è in sovrappeso e l’11% obeso. Il 55% della popolazione, non pratica l’attività fisica raccomandata; di questi il 13% ha uno stile di vita del tutto sedentario.

La settimana donacibo dal 25 febbraio al 1 marzo

 Nelle economie del benessere c’è così tanta abbondanza di cibo che ogni anno tonnellate di alimenti vengono distrutte per il mancato consumo o gli eccessi di produzione. È da qui che parte l’ iniziativa Donacibo 2008 con lo slogan ” donare per gustarsi la vita “, la raccolta alimentare curata dai Banchi di solidarietà in collaborazione con le scuole che aderiscono all’iniziativa e che coinvolgerà gli studenti nella settimana che va dal 25 febbraio al 1° marzo. Il messaggio veicolato dalla raccolta è semplice: portare dei generi alimentari non deperibili e donarli al punto di raccolta della propria scuola. Sarà compito poi dei volontari del Banco occuparsi della consegna presso le famiglie bisognose. Questa iniziativa è un invito rivolto ai giovani per educarli alla solidarietà, per far loro conoscere la realtà del bisogno e promuovere una cultura del dono e della gratuità.

29 Febbraio: PRIMA GIORNATA EUROPEA DELLE MALATTIE RARE

 La Prima Giornata Europea delle Malattie Rare si terrà il 29 febbraio, una data scelta proprio per la sua rarità, appunto ogni quattro anni. La giornata darà inizio anche ad un evento annuale, anticipato al 28 febbraio negli anni non bisestili. Con la giornata europea delle malattie rare si vuole coinvolgere il grande pubblico per aumentare la consapevolezza dell’impatto che le malattie rare hanno sulla vita dei malati, ma anche perché il messaggio lanciato riesca a raggiungere le autorità nazionali e i media. Inoltre, tra gli obiettivi ci si pone di aiutare e informare le persone colpite da malattie rare, in particolar modo quelle per le quali non è disponibile un network di supporto; di rafforzare la collaborazione europea nella lotta contro queste malattie, di raccogliere fondi per sostenere un piano d’azione sia a livello europeo che nazionale e, infine, di rappresentare il punto di partenza per una giornata delle malattie rare più globale. Per ascoltare, sostenere e indirizzare i pazienti malati rari, l’Istituto Superiore di Sanità ha attivato un numero verde a cui si può chiamare dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13: 800.896.949. Per la sua particolare rilevanza sociale e per i fini che si prefigge, l’evento ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, i Patrocini del Ministero della Salute e del Ministero della Solidarietà Sociale, quelli di Regioni, Province, Comuni. Le associazioni che partecipano all’iniziativa:
Calabria: Associazione per l’aiuto ai soggetti con la Sindrome di Prader Willi e alle loro famiglie – Convegno “ Malattie rare: conosciamole “
Sardegna: Associazione Sindrome di Crisponi e Malattie Rare; Associazione per la Spina Bifida e Idrocefalo
Lazio: Associazione Culturale Giuseppe Rossetti , Malattie Rare e Disabilità “Siamo Rari…. ma Tanti” ; Società Italiana di Pediatria, Workshop “Priorità di formazione, aggiornamento e ricerca nel campo delle malattie rare nell’età evolutiva”

Milano: campagna contro la fame nel mondo

 Il progetto “Fill the cup” diventa una campagna mondiale e prende il via da Milano.
Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM) è ospite del Comune di Milano e ha presentato a Palazzo Marino l’avvio di questa iniziativa insieme al Sindaco Letizia Moratti, il Presidente delle Repubblica del Ghana, il Presidente di turno dell’Unione Africana John Agyekum Kufuor, il calciatore Kakà, l’ambasciatore contro la Fame del PAM e il direttore esecutivo del PAM Josette Sheeran.
Una tazza rossa, quella usata per servire il porridge o qualsiasi altro cibo che il PAm dà a scuola, diventa il simbolo di una lotta per sensibilizzare sul dramma di 59 milioni di bambini che, nei Paesi in via di sviluppo, ogni giorno vanno a scuola affamati e, contemporanemante, raccogliere fondi per fornire loro pasti anche da portare a casa. L’obiettivo è raccogliere 3 miliardi di dollari anche con il coinvolgimento dei governi delle Nazioni più industrializzate.

Donazione degli organi: a Roma la Card per dire sì

 Parte la distribuzione agli sportelli anagrafici dei Municipi romani della tessera per dare il proprio assenso alla donazione degli organi. La card si chiama “Un dono per la vita” e viene consegnata ai soli maggiorenni con la carta d’identità. Insieme alla tessera viene dato un depliant che spiega come funziona la donazione e riporta i recapiti delle associazioni che se ne occupano. Compilare la tessera è semplice: basta barrare la casella “Sì”, inserendo i propri dai anagrafici. La card va poi conservata nel portafoglio assieme al documento d’identità.
L’iniziativa, che verrà diffusa anche attraverso gli Uffici Relazioni con il Pubblico (URP), diviene permanente dopo la fase sperimentale in due Municipi che nel corso del 2006 hanno distribuito circa 10.000 tessere.