Aborto e pillola RU486: l’ associazione consumatori Aduc presenta ricorso contro l’ Associazione Italiana del Farmaco

 Autorizzazione della pillola RU486: l’ Italia non decide e viola la legge europea. L’ Aduc fa ricorso all’ Aifa

L’ Aduc ha presentato un ricorso alla Corte europea sull’ annosa vicenda della pillola abortiva Ru486, al vaglio dell’ Agenzia italiana del farmaco.
” L’ Aifa – spiega l’ associazione consumatori in una nota – rimanda per l’ ennesima volta la decisione finale sulla Ru486. A questo punto è chiaro che vi sono pressioni politiche sull’ agenzia, un organo che dovrebbe essere meramente tecnico, per impedire la registrazione del farmaco “.
” La direttiva europea 2001/83/EC – ricorda l’ Aduc in una nota – prevede che uno Stato membro approvi la richiesta di mutuo riconoscimento entro 120 giorni dalla presentazione (90 giorni per accordarsi con Governo francese e 30 per decidere sul prezzo e l’etichettatura). Ormai è passato più di un anno da quando la domanda di mutuo riconoscimento è stata posta all’ Italia che, in violazione della legge europea, continua a non decidere.

La dieta Diana contro il tumore al seno. Il progetto dell’ Istituto dei Tumori di Milano per donne fra i 35 e i 70 anni

 L’ Istituto dei Tumori di Milano lancia anche quest’ anno la Dieta Diana contro il tumore al seno e le modalità di partecipare al progetto salute-donna

Anche quest’ anno, per la quinta volta, 2000 donne saranno coinvolte nello studio più significativo degli ultimi anni sulla prevenzione del tumore al seno.
Si tratta del Progetto Diana varato dall’ Istituto dei Tumori di Milano e oggi adottato anche in altre città italiane.
Lo studio punta a dimostrare con sempre maggiori prove che una dieta ricca di frutta e verdura, povera di carni rosse e grassi animali protegge dal tumore al seno e dalle ricadute della malattia.
Al Progetto Diana possono aderire donne fra i 35 e i 70 anni che abbiano avuto un tumore al seno negli ultimi cinque anni.
Le volontarie seguiranno gratuitamente corsi di cucina e seminari su un corretto stile di vita.

Il mal di testa protegge le donne dal tumore al seno. La ricerca USA

 Le donne che soffrono di mal di testa hanno meno rischi di contrarre il tumore al seno

Il mal di testa, anche se fastidioso, può proteggere le donne dal tumore al seno. Lo dimostra uno studio del Fred Hutchinson Cancer Research Centre di Seattle (Usa), pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology-Biomarkers and Prevention.
I ricercatori americani hanno scoperto che le donne che hanno sofferto o soffrono di emicrania corrono un rischio di cancro della mammella del 30% inferiore rispetto a quelle che non devono mai fare i conti con il mal di testa.
Gli esperti sospettano che la motivazione sia legata alla produzione di estrogeni. Pare infatti che questo ormone femminile, oltre a stimolare l’ insorgenza di alcuni tipi di neoplasie, abbia un ruolo nello scatenare l’ emicrania: in particolare, quando i livelli di estrogeni calano in determinati momenti del ciclo, ci sono più chance che si presenti il mal di testa. Non a caso le donne ne soffrono il doppio rispetto agli uomini, anche se durante la gravidanza, quando gli ormoni sono più abbondanti, l’ emicrania sparisce quasi del tutto.

Tumore al collo dell’ utero e Papilloma Virus: nasce Wacc Forum per l’ informazione

 Tumore al collo dell’ utero e Papilloma Virus: nasce Wacc Forum per l’ informazione

Una lobby Rosa contro il cancro al collo dell’ utero, che uccide ogni anno 280 mila donne nel mondo, di cui 15 mila in Europa e circa 1.300 in Italia.
Per offrire informazioni qualificate su questo tumore, e su tutte le malattie da Papilloma virus umano (Hpv), nasce il network globale Women Against Cervical Cancer (Wacc): una fondazione indipendente da politica e interessi commerciali, che mette in rete 20 organizzazioni internazionali e 5 italiane. Tra queste l’ associazione nazionale della stampa medica Unamsi. Wacc, con sede fisica a Ginevra, è stata battezzata a Nizza in occasione del congresso 2008 dell’ Eurogin (Organizzazione europea per la ricerca sulle neoplasie le infezioni genitali). I promotori sono partiti dal dato evidenziato da un sondaggio internazionale, secondo cui l’ 82% delle donne chiede più informazioni sul cancro al collo dell’ utero, sull’ Hpv e su come prevenire, diagnosticare e trattare le conseguenze dell’ infezione.
Nonostante l’ arrivo della vaccinazione anti-Hpv abbia migliorato le conoscenze su questo virus, c’è ancora un grande bisogno di programmi di educazione pubblica, conferma Joseph Monsonego, presidente di Eurogin e Wacc. Colmare questo vuoto di sapere è dunque la missione del nuovo network, sostenuto anche dall’ Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Musicoterapia pre-parto: ninnananna anti-stress per future mamme contro ansia, stress e depressione

 Musicoterapia pre-parto: ninnananna anti-stress per future mamme contro ansia, stress e depressione

Ninnananna non solo per il bambino, ma anche per la futura mamma prima del parto.
Sembra infatti che la musica giusta aiuti le donne in gravidanza a ridurre stress, ansia e depressione. Ma attenzione: l’ effetto anti-stress è maggiore proprio con le melodie pensate per far dormire il bebè, e con i suoni della foresta e dei cristalli, rispetto ai celeberrimi brani di musica classica, da Beethoven a Debussy.
E’ quanto emerge da uno studio sull’ effetto della musicoterapia dai ricercatori del College of Nursing della Kaohsiung Medical University di Taiwan.
Gli studiosi hanno sottoposto 116 donne in attesa alla musicoterapia e le hanno poi confrontate con 120 future mamme controllo. Il gruppo musicale ha mostrato significative riduzioni di stress, ansia e depressione già dopo solo due settimane, usando diverse tecniche di musicoterapia, spiega Chung-Hey Chen, ricercatore oggi alla National Cheng Kung University.
Invece il gruppo di controllo ha mostrato una riduzione dello stress molto minore, e nessun effetto su ansia e depressione.

Cellule staminali da cordone ombelicale: in Piemonte aumento del 50% delle conservazioni private negli ultimi 3 mesi

 Cellule staminali da cordone ombelicale: in Piemonte aumento del 50% delle conservazioni private negli ultimi 3 mesi
L’ incontro promosso a Caraglio (Cuneo) dal Lions Club Busca e Valli e dalla società svizzera Genico ha delineato una situazione in grande movimento (per approfonfimenti sulle tematiche affrontate durante l’ incontro di Cuneo vedi l’ articolo correlato, clicca qui: Parto indolore e cellule staminali per la cura delle malattie).
Nella sola regione Piemonte, le richieste di mamme che hanno voluto crioconservare le cellule staminali del loro cordone ombelicale per il figlio sono aumentate di oltre il 50 per cento solamente negli ultimi tre mesi. Questo è emerso a Cuneo nel corso dell’ incontro organizzato dal Lions Club Busca e Valli di Cuneo in collaborazione con Genico, società svizzera che si occupa della crioconservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale.
La grande partecipazione che è stata registrata al Filatoio di Caraglio (Cuneo) è il primo segno di una diffusa sensibilità esistente. Parlare di cellule staminali da cordone ombelicale e parto indolore non solo è toccare due temi di stretta attualità, ma anche incentivare un dibattito che passa dalla sfera scientifica a quella etica, da quella normativa e approda in quella affettiva. Sono temi che molto sentiti e sui quale non c’è ancora abbastanza informazione.
Soprattutto per le cellule staminali, la delicatezza deriva dall’ attuale situazione normativa: la legislazione italiana permette la donazione a fini allogenici di sangue del cordone ombelicale per l’ estrazione di cellule staminali.

Parto indolore e cellule staminali per la cura delle malattie sono i temi del convegno del 30 Ottobre 2008 a Cuneo

 Parto indolore e cellule staminali per la cura delle malattie sono i temi del convegno del 30 Ottobre 2008 a Cuneo

Cellule staminali da cordone ombelicale e parto indolore sono due temi di grandi attualità che possono rappresentare un notevole passo in avanti nella ricerca medica e scientifica.
Il Lions Club Busca e Valli insieme a Genico, società svizzera specializzata nella gestione della crioconservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale, propongono un incontro pubblico, giovedì 30 ottobre, alle ore 20,30 al Filatoio Rosso di Caraglio (Cuneo) proprio per affrontare questi delicati temi. Il titolo della conferenza è infatti : ” Staminali da cordone ombelicale e il parto indolore “. Lo scopo dell’ incontro è offrire un’ occasione di dialogo e confronto e fare informazione su due questioni molto delicate in modo il più possibile oggettivo e obiettivo.
Infatti, anche se la comunità scientifica è abbastanza concorde sul prelievo e la conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale, la legislazione italiana non è ancora chiara.
C’è, di fatto, la predisposizione al prelievo e allo stoccaggio in ambito pubblico; operazioni che però non sono ancora concesse all’ ambito privato. Ma la conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale è possibile: la legislazione italiana, infatti, prevede la possibilità di affidarsi a strutture straniere, naturalmente nel rispetto dei protocolli sanitari internazionali.
Conservare le cellule staminali è una scelta d’ amore, decisamente lungimirante nei confronti dei propri figli, commenta Paolo Bassanini, biologo, direttore di Genico. La ricerca medica, infatti, ha compiuto passi da gigante e, oggi, con le cellule staminali è già possibile curare numerose malattie: dalle leucemie ad alcuni tumori maligni, dalle malattie del sangue ad una serie di malattie correlate al sistema metabolico.

Campagna contro l’ osteoporosi: esame gratuito MOC 25-26 Ottobre 2008 Firenze

 Campagna contro l’ osteoporosi: esame gratuito MOC 25-26 Ottobre 2008 Firenze
Sabato mattina 25 ottobre in Piazza Annigoni, sabato pomeriggio 25 ottobre e domenica 26 ottobre in Piazza Bartali a Firenze si terrà un’ iniziativa per combattere l’ osteoporosi:Dai un calcio all’ Osteoporosi, la camapagna di prevenzione realizzata in collaborazione con F.I.R.M.O., la fondazione italiana per la ricerca sulle malattie ossee.
L’ iniziativa, che prevede la possibilità di effettuare gratuitamente l’ esame della MOC (mineralometria ossea computerizzata), è volta a sensibilizzare l’ opinione pubblica e a raccogliere fondi per F.I.R.M.O. La campagna di prevenzione, che nelle scorse settimane ha toccato le città di Milano e Roma, è stata promossa da Philadelphia Balance.

Campagna Nastro Rosa per la prevenzione del Tumore al Seno – Programma iniziative Ottobre 2008

 Campagna Nastro Rosa per la prevenzione del Tumore al Seno – Programma iniziative Ottobre 2008

Sarà Ilaria D’ Amico la testimonial dell’ edizione 2008 della Campagna Nastro Rosa, dedicata alla prevenzione del tumore al seno. Ad ottobre, infatti, la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) ed Estée Lauder Companies, torneranno in prima linea nella lotta a questa grave patologia neoplastica, quest’ anno anche con il sostegno di Europa Donna.
La Campagna Nastro Rosa, ideata nel 1989 negli Stati Uniti e promossa in tutto il mondo, ha come obiettivo quello di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’ importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando il pubblico femminile anche sugli stili di vita sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare.
E quest’ anno il Nastro Rosa avrà anche una colonna sonora: Luca Jurman, cantante e noto volto televisivo ha prestato il proprio talento alla solidarietà interpretando una canzone che vuole dedicare a tutte le donne.

Dieta sballata e vita sedentaria portano all’ osteoporosi giovanile nelle donne già a 30 anni. Emergenza giovanissime

 Dieta sballata e vita sedentaria portano all’ osteoporosi giovanile nelle donne già a 30 anni. Emergenza giovanissime

Vita sedentaria, dieta sballata e ci si ritrova già a 30 anni con le ossa di una sessantenne: è la nuova emergenza giovanissime. L’ apparato scheletrico femminile è più esile e fragile: gli uomini hanno una massa ossea maggiore delle donne.
L’ evento chiave per la donna è la menopausa: la mancanza di estrogeni in menopausa accelera nella donna la perdita di massa ossea. Oggi però è comparsa una nuova categoria a rischio: le giovanissime. Le cause sono: dieta squilibrata, poco movimento, consumo precoce di alcol e fumo. Molte ragazze seguono diete dimagranti troppo rigide e poco equilibrate che negano all’ organismo sostanze indispensabili per costruire lo scheletro, ed è proprio qui che si gettano le basi del rischio osteoporosi: tra gli 11 e i 13 anni la quantità di osso accumulato è pari a quella che sarà persa nei 30 anni successivi alla menopausa.
Il picco di massa ossea infatti, cioè la quantità massima di osso che si può mettere da parte per il resto della vita, si raggiunge entro i 30 anni di età.
L’ adolescenza dovrebbe accompagnarsi ad un aumento di peso perchè gli estrogeni favoriscono l’ accumulo di grasso fisiologico; al contarrio oggi molte teenager sono sottopeso e alla Moc (l’ esame che misura la densità ossea) rivelano ossa da sessantenni, lo conferma Maria Luisa Brandi, presidente della Fondazione Italiana per la ricerca sulle malattie dell’ osso (Firmo – www.fondazionefirmo.it).

Fitness e Salute – Ginnastica dolce in menopausa. Ottimi nuoto, pilates e bioginnastica

 Fitness e Salute – Ginanstica dolce in menopausa. Ottimi nuoto, pilates e bioginnastica
In menopausa è consigliata una ginnastica dolce: lenta, con esercizi ripetuti poche volte, simili a quelli per i principianti.
E’ la ginnastica più adatta alle donne in menopausa secondo i dati raccolti da Alexandra Sanger dell’ Università di Salisburgo da una ricerca condotta su donne tra i 50 e i 55 anni in menopausa sottoposte a tre mesi di allenamento con ginnastica dolce.
Dai risultati della ricerca è emerso che con la ginnastica standard i muscoli delle donne in menopausa invecchiano di più, gli esercizi lenti regalano invece tonicità senza accelerare l’ inevitabile deterioramento muscolare che comincia dopo i 50 anni.
Il calo degli estrogeni rende infatti i muscoli più fragili: esercizi troppo pesanti possono provocare lesioni, lo conferma Gian Benedetto Melis della Società Italiana per la menopausa.

La depressione pre-parto crea disturbi del sonno al neonato durante i primi 6 mesi di vita

 La depressione pre-parto crea disturbi del sonno al neonato durante i primi 6 mesi di vita

I bambini la cui madre ha attraversato un periodo di depressione prima della gravidanza o disturbi del comportamento durante la gravidanza presentano gravi problemi di sonno durante i primi sei mesi di vita. Lo sostiene uno studio presentato al meeting annuale dell’ European Sleep Research Society, a Glasgow.

I ricercatori dell’ University of Michigan Health System hanno preso in esame due gruppi di donne nell’ ultimo trimestre di gravidanza e dopo il parto assieme ai loro neonati: in uno le donne erano state trattate per depressione in passato, nell’ altro no. Si è misurata poi la qualità e la durata del sonno mediante actigrafo prima delle donne e poi anche dei bambini.

La salute delle donne italiane e il divario tra Nord e Sud nella ricerca dell’ osservatorio Onda

 La salute delle donne italiane e il divario tra Nord e Sud nella ricerca dell’ osservatorio Onda
Le donne italiane sono tra le donne che vivono di più al mondo, al quarto posto dopo svedesi, svizzere e abitanti di San Marino.
Ma la salute delle italiane, soprattutto negli ultimi 15 anni di vita, non è delle migliori anche se varia da una regione all’ altra: l’ incidenza di malattie cardiovascolari e tumori aumenta al Sud.
Lo conferma la ricerca riportata nel libro La Salute Della Donna (Franco Angeli) pubblicato a cura dell’ Osservatorio Nazionale Sulla Salute Della Donna (Onda).
I dati raccolti evidenziano infatti un divario tra le regioni del Centro-Nord e quelle del Sud dove la salute della donna è più trascurata e dove è scarsa l’ adesione agli screening preventivi, lo conferma Walter Ricciardi, direttore dell’ istituto di Igiene all’ università Cattolica di Roma e curatore del Libro Bianco.
La mammografia ha il 90% di copertura al Nord, quasi il 100% al Centro, meno del 40% al Sud.
Non tutte le regioni in Italia sono in grado di garantire servizi di diagnosi e cura adeguati, non è un problema di risorse ma piuttosto un problema di organizzazione.