Parliamo di aborti clandestini perchè pare che in Italia ci sia un vero e proprio boom di donne che interrompono la gravidanza in maniera illegale e questo nonostante la presenza (oramai da 35 anni) della legge 194 che permette ad una donna di ricorrere all’Interruzione Volontaria di Gravidanza, IGV nei casi previsti dalla Stato in una struttura pubblica entro i primi 90 giorni di gestazione. In molte regioni italiane l’aborto legale non esiste più: stando infatti ad un’inchiesta di Repubblica l’80% dei ginecologi e il 50% tra anestesisti e infermieri non applica più la legge 194 e questo sta contribuendo ad aumentare il numero di aborti clandestini.
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Gravidanza e viaggi in aereo: nessun problema
Parliamo di donne in gravidanza e viaggi in aereo perchè secondo il Royal College of Obstetricians and Gynaecologists chi aspetta un bambino può prendere l’aereo senza alcun pericolo purchè venga fatto entro la trentasettesima settimana di gravidanza e non abbiano avuto in precedenza problemi come anemie, fratture ossee, emorragie o problemi cardiaci.
Pillola Ru 486 e interruzione volontaria della gravidanza
La pillola RU-486 è l’ alternativa farmacologia all’ aborto volontario chirurgico: è possibile interrompere la gravidanza senza sottoporsi all’ intervento chirurgico. La Ru 486 è un prodotto chimico a base di mifepristone, un potente antiormone che interrompe l’annidamento dell’embrione nell’utero e provoca l’ aborto del concepito se assunta entro il secondo mese di gravidanza. Viene assunta dalla donna come una normale pastiglia. Trascorsi tre giorni, i medici somministrano alla madre una sostanza che induce le contrazioni e provoca l’ espulsione dell’ embrione. La somministrazione della pastiglia deve avvenire in ambiente ospedaliero. Negli Stati uniti, già a metà degli anni 80, i pro-life si mobilitarono contro la “French pill” (pillola francese): la Ru 486. Con questo metodo una donna sceglie di non diventare madre ma, appunto, cambia il metodo. L’aborto esiste già, e nonostante non manchino polemiche al riguardo, proprio un’ articolo della legge 194 (il n. 15) prescrive che si continuino a cercare le soluzioni migliori perché l’ aborto sia il meno possibile traumatico e pericoloso per la donna. A 20 anni dalla sua adozione in Francia, dopo essere stata registrata in 15 paesi dell’Unione europea, dopo che nel 2005 l’Organizzazione mondiale della sanità l’ha inserita nella lista dei farmaci essenziali, sbarca anche in Italia la RU-486. Non tanto per scelta delle autorità sanitarie del nostro Paese, ma sulla base della sua approvazione da parte della quasi totalità dei paesi membri dell’Unione: Exelgyn Laboratoires, che la produce, ha infatti avviato una procedura di mutuo riconoscimento. Le donne che decidono di interrompere la gravidanza potranno scegliere fra due procedure: quella tradizionale chirurgica, che prevede ricovero, anestesia, intervento da effettuare entro le prime 12 settimane di gestazione; e quella medica o farmacologica, che consiste nella somministrazione in ospedale di due pillole.