Morta per anoressia, la madre la chiude in un trolley e la getta in mare

In questi giorni aveva destato scalpore il ritrovamento di un cadavere di una giovane donna, racchiuso in un trolley, nelle acque del porto canale di Rimini. Oggi, a distanza di una decina di giorni (il fatto era accaduto lo scorso 25 marzo), si è venuti a scoprire che quella ragazza di 27 anni è stata gettata in mare dalla madre. Soffriva di anoressia e proprio a causa di questa brutta malattia è morta. La madre, russa ma in Italia come badante, ha pensato così di chiudere il corpo della figlia ormai deceduta in un trolley e gettarlo in mare, prima di ripartire poi per la Russia.

Anoressia, come riconoscere i campanelli di allarme

L’anoressia è una malattia seria che assolutamente non va sottovalutata anche e soprattutto nelle sue fasi iniziali. Tanti infatti sono i campanelli di allarme lanciati da chi comincia ad avere un rapporto malato con il cibo e il proprio corpo. Ecco perché è fondamentale saperli riconoscere.

Allarme anoressia: 1 ragazza su 1 vuole emulare le modelle

Scatta l’allarme anoressia e a lanciarlo è una indagine promossa da Nutrimente Onlus, associazione per la prevenzione, la cura e la conoscenza dei disturbi del comportamento alimentare, in occasione della Fashion Week 2016 di Milano. L’anoressia è ancora un problema molto comune, specialmente tra le ragazze giovanissime. Una su due non mangia per emulare le modelle e aspirare a un fisico oltremodo magro.

Anoressia, è allarme in Danimarca

Si pensa sempre alla Danimarca come ad un paese all’avanguardia, dove la qualità della vita è elevata. Ma purtroppo oggi questo paese balza alla cronaca per un dato poco lodevole: quello del più alto numero di donne afflitte da anoressia.

Anoressia e bulimia si possono prevenire?

Sensibilizzare sui motivi che scatenano i disturbi alimentari per evitarli. Questo sembra essere l’imperativo da rispettare per tenere alla larga bulimia e anoressia. Su MarieClaire la storia di Lia raccolta in un libro di Laurie Anderson e le soluzioni per venire fuori dal tunnel. 

Anoressia, colpa del cellulare?

Anoressia causata dal cellulare? La sorprendente tesi ha trovato posto anche all’ultimo Expo di Milano: secondo gli esperti c’è un collegamento tra l’uso smodato degli smartphone specie tra gli adolescenti e un sensibile aumento di coloro che sono colpiti da anoressia.

Anoressia: donne che l’hanno sconfitta (2° parte)

Ci sono donne che sono riuscite a sconfiggere l’anoressia; ieri abbiamo riportato alcune testimonianze ed oggi ecco altri racconti di donne coraggiose che si sono lasciate alle spalle questo pericoloso disturbo alimentare e che oggi vivono una vita normale.

Allie, scrittrice 35 anni

Racconta che i suoi problemi sono iniziati quando ha raggiunto la pubertà:

A 13 anni pesavo 30 chili e mi hanno dato una settimana di vita

L’anoressia è talvolta associata a una paura di crescere e la maturità sessuale; è come se controllando il peso si volessero controllare anche i cambiamenti del corpo.

Nel corso dei successivi 16 anni ho combattuto contro l’anoressia e la bulimia nervosa. Ho visto molti psichiatri, psicologi e consulenti e sono stata sottoposta a terapie di trattamento delle tossicodipendenze. Grazie all’amore e al sostegno della mia famiglia e degli amici sono riuscita a tornare sulla via del recupero. Ora ho un indice di massa corporea nella norma e porto la taglia 42

Sono proprio le relazioni sono considerate infatti uno degli elementi più importanti per combattere questo disturbo.

Anoressia: storie di donne che l’hanno sconfitta (1° parte)

E’ possibile sconfiggere l’anoressia? La risposta è sì anche se è bene dire che non si tratta di un percorso facile ma con l’aiuto di personale esperto e con tanta forza di volontà è possibile; a questo proposito vi riporto le testimonianze di sette donne che sono riuscite a battere l’anoressia (questa è la prima parte; nella seconda parte troverete le altre testimonianze)

Caitlin Millar, 20 anni studentessa di psicologia

Ha iniziato a soffrire di anoressia a 16 anni dopo aver lasciato la carriera atletica

Il mio disturbo alimentare mi ha dato modo di mettermi alla prova in un modo che non potevo più fare attraverso la corsa. A 19 anni sopravvivevo con 300 calorie al giorno, nonostante continuassi a praticare ossessivamente attività fisico. Non so come ho fatto, riuscivo a malapena a camminare su per le scale

Racconta la giovane che era arrivata a pesare poco più di 30 chili; poi, grazie al servizio studentesco del collage che frequentava si è decisa a chiedere aiuto rivolgendosi ad un centro intensivo specializzato in malattie nervose. E la sua vita è cambiata in maniera radicale: pensate infatti che sta pianificando un viaggio sull’Everest.

Pacemaker nel cervello per guarire anoressia

Pacemaker nel cervello per guarire dall’ anoressia: questo è un metodo che stanno sperimentando in Canada e consiste proprio nell’inserire nel cervello un pacemaker per cercare di stimolare i centri neurali collegati ad ansia ed umore. L’esperimento è stato effettuato su sei pazienti anoressiche che dopo l’impianto del pacemaker sembrano essere migliorate; considerando che l’anoressia colpisce circa l’1-2 per cento della popolazione e che se non trattata tempestivamente può portare anche alla morte se questo metodo può far tornare ad una vita normale chi viene colpito da questo disturbo, forse vale davvero la pena continuare con la sperimentazione.

Anoressia: Israele, divieto di sfilare per le modelle troppo magre

È ormai legge che mette al bando l’anoressia, in Israele, infatti, è divieto di sfilare per le modelle troppo magre. L’obiettivo è quello di combattere l’anoressia sempre più dilagante fra i giovani. La legge fissa per loro un indice di massa corporea (Imc) minimo e sarà rigorosamente proibito alle modelle scheletriche, non solo sfilare, ma anche posare per servizi fotografici.

Anoressia nervosa, il cervello vede un corpo diverso

È uno dei sintomi dell’anoressia, guardarsi allo specchio e non riconoscersi, con l’anoressia nervosa il cervello vede un corpo diverso. Da tempo si cerca di capire quale sia l’origine dell’anoressia e quali siano le funzioni cerebrali correlate alla percezione della propria immagine. Sono stati pubblicati molti studi che trattano l’argomento.