Come curare l’acidità di stomaco con i rimedi della nonna

 Lo stomaco può rappresentare un punto debole per molte persone. Acidità, bruciore, pesantezza, gonfiore di stomaco, sono tutti sintomi che molti, purtroppo, conoscono e che possono rendere la vita di ogni giorno davvero dura.

Piuttosto che ricorrere quotidianamente a medicinali per “spegnere” il bruciore, si può fare affidamento su validi rimedi della nonna completamente naturali.

Il reflusso gastroesofageo cos’è e quali sono le cause

Il sintomo più evidente del reflusso gastroesofageo è il bruciore di stomaco, circa un italiano su 10 soffre di questo disturbo almeno due o tre volte a settimana, senza che si parli di una vera e propria malattia. Lo diventa quanto la sua frequenza o intensità dà fastidio. Altri sintomi sono il rigurgito acido, il dolore al petto, tosse cronica, asma bronciale, raucedine ed erosioni dentali. Inoltre, il reflusso gastroesofageo può determinare lesioni e ulcere nell’esofago, organo che non possiede un rivestimento resistente all’acido, come è quello dello stomaco.

Bruciore di stomaco, un disturbo da non sottovalutare, sintomi e cause comuni

 Il sintomo più importante e frequenti che si manifesta in presenza di danno alle mucose gastriche è il bruciore di stomaco o acidità. Possono esserci anche difficoltà di digestione, nausea, necessita di eruttazioni frequenti, crampi o dolore. Spesso il dolore è localizzato dalla parte superiore sinistra dell’addome. A volte, il dolore avvertito allo stomaco può irradiarsi anche verso la schiena. I sintomi sono accompagnati da gonfiore addominale, con conseguenti rumori intestinali. In genere, i sintomi si acutizzano lontano da pasti (dopo 1-5 ore) e possono essere attenuati da farmaci antiacidi e dall’ingestione di altro cibo, possibilmente secco (pane, pasta), ecc).

Il mal di stomaco, se non è un disturbo passeggero è meglio indagare, i sintomi più frequenti

 Un pasto troppo pesante, un bicchiere in più o un periodo particolarmente stressante. Sono tutte conduzioni che possono generare bruciore di stomaco. In questi casi si tratta di un sintomo passeggero, che compare con il riposo, il ritorno a un’alimentazione equilibrata e moderata e, al limite, prendendo un antiacido. Se il problema persiste, invece, è necessario indagare, perché potrebbe trattarsi di qualcosa di più serio, da non sottovalutare e da trattare tempestivamente. Vediamo le possibili cause del disturbo.

Problemi di digestione: reflusso e dispepsia le vere cause della gastrite

 Il senso letterale del termine gastrite è infiammazione della mucosa dello stomaco, ma la diagnosi di grastrite può essere fatta solo dall’endoscopista che osserva direttamente lo stato della mucosa gastrica, e dall’istologo che ne descrive l’aspetto al microscopio. Nella pratica, invece, si tende ad attribuire alla gastrite una serie di disturbi che riguardano il tratto digestivo superiore: senso di bruciore o di acidità all’altezza dello stomaco o dietro lo sterno, oppure il senso di ripienezza precoce all’inizio del pasto, o una digestione lunga e laboriosa.

Il mal di stomaco estivo, attenzione ad anguria e lettino solare

 Soprattutto d’ estate il mal di stomaco e l’ acidità aumentano, in Italia sette persone su dieci soffrono di problemi digestivi, secondo studi recenti, almeno una volta alla settimana gli italiano soffrono di uno o più problemi digestivi, negli ultimi anni pare che la percentuale sia aumentata del 19%. Cosa dobbiamo fare per attutire quel fastidioso bruciore di stomaco ?

Bruciore allo stomaco e cattiva digestione. Sintomi della dispepsia e della gastrite, cause, diagnosi e cure

 Bruciore allo stomaco e cattiva digestione. Sintomi della dispepsia e della gastrite, cause, diagnosi e cure
La dispepsia (bruciore di stomaco) è un disturbo piuttosto frequente che tutti, almeno una volta nella vita, hanno provato: dopo un pasto compaiono dolore o bruciore allo stomaco (centralmente, subito sotto il diaframma) alcune volte accompagnato da nausea, gonfiore addominale o vomito.
Nella maggior parte dei casi i sintomi sono transitori e non indicativi di patologie particolari, dovuti per lo più ad un pasto troppo abbondante o particolarmente ricco in grassi (la cosiddetta indigestione) o consumato troppo velocemente, magari in una situazione di stress che rende più difficile la digestione.
A volte, invece, i disturbi sono persistenti e mal tollerati, spesso aggravati dall’ abitudine al fumo, dall’ assunzione di notevoli quantità di alcool o dall’ uso di farmaci antinfiammatori.
Ci sono casi, poi, non rari, in cui la dispepsia (o mal di stomaco) non è correlata a nessuno di questi fattori.
Quando i sintomi persistono è sempre bene consultare un medico, il cui compito sarà quello di escludere la presenza di cause organiche (gastriti, ulcere) attraverso appropriati esami.