Torniamo a parlare di caffè perchè secondo i risultati di uno studio italiano sembra faccia bene; a sostenere che berne 3-4 tazzine al giorno sia salutare e benefico sono dei ricercatori italiani. I benefici del caffè sono probabilmente da imputare alle sostanze in esso contenuto che sembrano essere in grado di prevenire diverse malattie come i tumori e di proteggere il cuore. Alessandra Tavani, Capo del Laboratorio di Epidemiologia delle Malattie Croniche presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”- IRCCS di Milano dice che 3-4 tazzine di caffè al giorno (parlando di individui sani) sarebbero in grado di abbassare le probabilità di tumore del cavo oro-faringeo, di cirrosi epatica e forse anche di quello del colon-retto.
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Caffè e tè verde contro ictus
Caffè e tè verde contro ictus; secondo i risultati di un nuovo studio bere una tazza di caffè al giorno o quattro di tè verde avrebbero meno probabilità di andare incontro ad ictus rispetto a quanti non inseriscono nella dieta quotidiana queste bevande (pare che con l’uso combinato di entrambe ci siano più benefici). Sono giunti a questa conclusione alcuni ricercatori giapponesi che hanno esaminato 84.000 adulti per 13 anni; i risultati dello studio sono stati poi pubblicati all’interno della rivista “Stroke”.
Gravidanza: quanto caffè bere?
In gravidanza quanto caffè si può bere? Secondo i risultati di una ricerca condotta dall’Università di Sahlgrenska, in Svezia il meno possibile; per arrivare a questo risultato i ricercatori hanno monitorato le abitudini di 60.000 donne in gravidanza ed è emerso che le signore che hanno continuato a bere caffè in gravidanza avevano maggiori probabilità di mettere al mondo un bambino sottopeso.
Il caffè fa sviluppare l’incontinenza
Il caffè fa bene o fa male? Domanda dalla difficile risposta perchè se da una parte ha diversi benefici è altresì vero che un suo abuso può essere pericoloso per la salute dell’uomo; una recente ricerca avrebbe messo in evidenza come due tazze di caffè al dì basterebbero per sviluppare (o aggravarla) nell’uomo l‘incontinenza. Meglio quindi essere cauti.
I fondi del caffè contengono molti antiossidanti
Dati i tempi che corrono, non si butta via niente, neanche i fondi del caffè che contengono molti antiossidanti. Per la precisione, sono quelli del caffè espresso, talmente ricchi di antiossidanti che, secondo gli esperti, possono essere utilizzati per la produzione di integratori alimentari.
La caffeina pura fa dimagrire, il caffè no
C’è differenza fra caffeina e caffè, lo conferma anche uno studio australiano nel quale è stato accertato che la caffeina pura da dimagrire, il caffè no. I ricercatori hanno messo in evidenza questa diversità fra le due sostanze, la prima aiuta a far perdere peso, il secondo non si è dimostrato valido in questo senso a causa di alcune componenti per il momento sconosciute.
Il caffè per dimagrire e controllare la fame
Oltre a darci una ventata di energia, il caffè ci può aiutare a dimagrire ed a controllare la fame. Caldo ma anche freddo, allungato con il ghiaccio, o macchiato con poco latte vegetale, il caffè è davvero un alleato per favorire la perdita di peso, oltre che un efficace tonico ed un potente acceleratore del metabolismo.
La caffeina rinforza il tono muscolare
Quando siamo stanchi ed abbiamo bisogno di stimolarci, ricorriamo all’aiuto di una tazzina di caffè, la passione degli italiani, la “tazzulella e caffè” ci tira fuori dal momentaneo empasse. Un nuovo studio racconta molto di più, e sono notizie confortanti per il Bel Paese che del caffè buono ha fatto uno dei propri simboli. La caffeina rinforza il torno muscolare, ed è un effetto che perdura nel tempo.
Il caffè allunga la vita
Il caffè allunga la vita e a dirlo sono i risultati di uno studio condotto da alcuni ricercatori del National Cancer Institute presso i National Institutes of Health americani su 400 mila persone sia uomini che donne; i partecipanti che hanno preso parte a questa ricerca hanno risposto ad alcune domande relative al loro stile di vita, abitudini alimentari ed altro. E’ quindi emerso che in a parità di altre abitudini negative, come il fumo il rischio di mortalità per gli uomini che bevono da 2 a 6 caffè al giorno rispetto ai coetanei che non invece non bevono caffè si riduce del 10%; per le donne invece del 16%.
Scoperto alla Sapienza di Roma un nuovo metodo di riutilizzo dei residui del caffè a basso impatto ambientale
Un procedimento innovativo, messo a punto da Roberto Lavecchia e Antonio Zuorro del Dipartimento di Ingegneria Chimica dell’Università di Roma La Sapienza, apre nuove prospettive per lo sfruttamento in senso ecologico dei residui di caffè, un rifiuto organico ad alto impatto ambientale prodotto nelle case e dalle industrie. L’ uso attuale dei chicchi di caffè è finalizzato alla produzione della bevanda e genera ingenti quantitativi di materiali di scarto che vengono solitamente smaltiti in discarica, con le conseguenze ambientali ed economiche che tale smaltimento comporta. I ricercatori della Sapienza hanno ora individuato nuovi processi di trasformazione per sfruttare anche i rifiuti derivanti dal caffè – i fondi casalinghi e i residui della produzione industriale del caffè solubile – ricavandone una vera e propria miniera di sostanze utili. Impiegando un solvente formato da acqua ed etanolo (il comune alcol presente nei vini e nei distillati di uva) i due studiosi sono infatti riusciti a recuperare oltre il 95 per cento dei polifenoli presenti nel caffè esausto. I polifenoli sono sostanze naturali con spiccate proprietà antiossidanti, usate nel settore cosmetico e dietetico-alimentare. I polifenoli estratti dal caffè hanno mostrato una capacità antiossidante superiore a quella di numerosi prodotti sintetici. Sia l’acqua che l’etanolo vengono integralmente recuperati al termine dell’estrazione e riutilizzati in ciclo chiuso, e in tal modo il processo non genera nessun tipo di rifiuto da smaltire. Il residuo solido che rimane dopo l’estrazione dei polifenoli si è rivelato poi un ottimo materiale per la rimozione dei metalli pesanti, utilizzabile per esempio per depurare acque contaminate da piombo, cadmio o da altre specie metalliche nocive. In alternativa, tenuto conto che il potere calorifico dei residui di estrazione del caffè è molto alto, addirittura superiore a quello del legno di migliore qualità, questo residuo potrebbe essere sfruttato sotto forma di pellets o bricchette per alimentare stufe, caldaie o caminetti.