Nude contro il cancro ecco il calendario delle commesse

Alcune commesse della nota catena “Marks & Spencer” hanno deciso di posare nude per un calendario i cui proventi saranno devoluti ad alcune associazioni per la lotta contro il cancro; visto che “Marks & Spencer” non ha permesso loro di esporre il calendario come gli altri prodotti del negozio, le commesse hanno pensato di venderlo “sottobanco”, riuscendo anche a venderne un discreto numero di copie.

Mercedes Curnow, muore di cancro a 23 anni per un pap test negato

Era una studentessa di 23 anni, Mercedes Curnow, aveva un cancro al collo dell’utero, avrebbe potuto essere diagnosticato subito se avesse fatto un pap test, ma le leggi inglesi sono molto rigide al riguardo, era troppo giovane per sottoporsi a quel test che avrebbe potuto salvarle la vita, ci volevano 25 anni, non un giorno di meno, per poter fare gli accertamenti necessari, dando per certo che, prima di quella età, non c’è possibilità che questa terribile malattia possa svilupparsi. A raccontare questa tristissima storia, che è costata la vita alla studentessa, è sua madre Sandra Cousins.

Phoebe Quatre-Morgan diagnosi sbagliata: non era incinta. Aveva un grosso tumore

La storia di Phoebe Quatre-Morgan è particolarmente triste; a 16 anni di ritorno dalle vacanze estive si è recata dal medico lamentando gonfiore alla pancia, nausea mattutina e mancanza di appetito. La prima diagnosi fu stipsi e le vennero prescritti degli appositi farmaci; quando però i sintomi peggiorarono la “sentenza” del medico fu che era incinta, al sesto mese.

Phoebe però disse che era impossibile ed infatti alla prima ecografia quello che si pensava fosse un bambino era invece una grossa massa tumorale; le fu diagnosticato quello che probabilmente né lei ne la sua famiglia potevano immaginare, un tumore ovarico.

E-terapy: terapia con la playstation per combattere il tumore infantile

 In ospedale un videogame insegna ai ragazzi colpiti dal tumore come combattere il nemico che è in loro: è un modo per accettare le cure e guarire più in fretta. Sulla scena internazionale da pochi mesi, Roxxy ha già all’ attivo un fan club in interner e un esercito di ammiratori in 78 paesi. Nel suo blog su MySpace la nuova star dei videogame protagonista di Re-Mission ostenta un look da Lara Croft, eroina virtuale. Una killer professionista molto minuta e armata che deve calarsi all’ interno del corpo umano per combattere il nemico numero uno, il più cattivo di tutti: il tumore. Re-Mission è un gioco ma è anche una terapia, apprezzata anche in Italia nonostante siano molto limitati gli spazi per attività di questo tipo nei nostri centri di eccellenza che sono una cinquantina. Le statistiche registrano 1500 nuovi casi di tumore infantile all’ anno, e i dati sono resi noti da Benilde Mauri (presidente dell’ Agop, associazione che assiste le famiglie degli adolescenti ammalati di tumore). Entro dicembre 2008 aprirà a Roma la Casa dei Colori, struttura destinata ad ospitare i malati e le loro famiglie, dove ci si prenderà cura dei bambini e degli adolescenti e delle loro famiglie facendo anche ricorso a terapie occupazionali alternative. Come i videogiochi, appunto. Si fa ben poca e-terapy nei nostri reparti di oncologia e le eccezioni si contano: l’ Ospedale Meyer di Firenze che ai piccoli pazienti dedica un sito laboratorio (www.lapresadellapastiglia.it) e ai più grandi addirittura una TV con programmi autoprodotti dai ragazzi ricoverati; poi il Gemelli di Roma, dove la playstation fa capolino in tutte le camerette.