Dopo avervi parlato dei canoni di bellezza femminile dall’Antico Egitto alla Hollywood degli anni ’50, continuiamo partendo dagli anni ’60.
Si tratta di anni molto importanti per la storia del genere femminile
Dopo avervi parlato dei canoni di bellezza femminile dall’Antico Egitto alla Hollywood degli anni ’50, continuiamo partendo dagli anni ’60.
Si tratta di anni molto importanti per la storia del genere femminile
Continua il nostro viaggio che racconta dei cambiamenti che i canoni di bellezza femminile hanno subito nel corso della storia. Dopo aver visto l’Antico Egitto, l’Antica Grecia del 500-300 A.C. e il periodo della Dinastia cinese Han, arriviamo al Rinascimento italiano.
Non molto tempo fa vi abbiamo parlato della chirurgia estetica estrema, degli errori in cui le donne possono incorrere facendo delle scelte sbagliate nel tentativo di rincorrere uno standard, un ideale di bellezza che la società impone.
La bellezza e la popolarità non dipendono solo dall’ aspetto fisico, dal comportamento e dai modi di fare: sono i geni i veri responsabili del successo di una persona.
Lo hanno scoperto gli scienziati della Michigan State University (Usa), che hanno pubblicato i risultati della ricerca sulla rivista Journal of Personality and Social Psychology.
Secondo l’ esperta di genetica comportamentista, Alexandra Burt, gli studenti universitari maschi che possiedono un gene associato a comportamenti fuori dal comune sono quelli che vengono poi giudicati più popolari dai loro coetanei.
Il nostro Dna ci predispone ad alcuni comportamenti che provocano differenti reazioni sociali da parte degli altri.
I ricercatori chiamano questo fenomeno correlazione evocativa gene-ambiente, già discusso in passato nella letteratura scientifica, ma solo in teoria.
Questo nuovo studio è il primo a evidenziare il processo, stabilendo connessioni chiare fra uno specifico gene, particolari comportamenti e situazioni sociali.
Diverse culture danno luogo a diverse rappresentazioni della bellezza e a differenti estetiche del corpo. Il senso della bellezza assume la forma dei valori e dei canoni culturali che inducono
Al di là dei mutevoli stili di bellezza lanciati dalla moda, i canoni di bellezza dei maestri del rinascimento sono senza tempo e (sembra!) ancora attuali. E se Leonardo Da Vinci avesse incontrato Meg Ryan, l’avrebbe scelta come modella per un ritratto del viso ! Lo rivela uno studio americano sui criteri che Leonardo Da Vinci seguiva quando voleva dipingere un volto dalla bellezza perfetta. Tra i canoni geometrici di bellezza ancora attuali: la larghezza del viso deve essere quattro volte quella del naso; l’altezza della fronte, la parte inferiore del viso e la lunghezza del naso devono essere uguali. L’unico criterio che oggi non va più di moda è il rapporto naso-bocca: nella bellezza rinascimentale si preferiva una bocca meno piena (un rapporto di 1,5 rispetto alla larghezza del naso, mentre oggi il rapporto peferito è 1,6…colpa del silicone ??). I canoni di bellezza del rinascimento sono stati testati mostrando 420 foto (32 delle quali di volti noti) ad un gruppo di 36 volontari. Al primo posto è risultata Meg Ryan, al secondo Rock Hudson, al terzo Keanu Reves e al quarto Greta garbo! La ricerca condotta all’University of Nebraska è stata pubblicata dalla rivista Pattern Recognition. Per i ricercatori che hanno condotto lo studio, nelle donne risultano più attraenti menti piccoli, nasi minuscoli, una più ampia distanza tra gli occhi e bocche meno larghe. Negli uomini invece sono attraenti la simmetria delle punte superiori delle labbra e la simmetria del naso (…sarà solo questo?!). E allora adesso armiamoci di righello e misuriamoci la faccia! Ma ricerche americane a parte, e visto che non siamo Leonardo e non siamo “matematici”, non dimentichiamo che trucco e palestra fanno miracoli! Non saranno certo 32 volontari e un gruppo di ricercatori americani a farci sembrare brutti e “asimmetrici”…i difetti hanno sempre affascinato più del viso perfetto!