Siamo abituati a pensare che russare sia una prerogativa tipicamente maschile, in qualsiasi foto, se ci facciamo caso, è d’uso vedere la donna che è disperata perché non riesce ad addormentarsi a causa del rumore, che non è affatto una ninna nanna, del compagno che dorme al loro fianco. Bene, non è proprio così, il numero delle donne italiane che russano è piuttosto importante, ed è in continuo aumento, il problema è che si vergognano di dirlo.
cause del russare la notte
Il russamento non è solo un fastidioso disturbo, a volte causa problemi, i modi per smettere
Il russamento può anche essere il campanello di allarme di una malattia, questo non significa che chiunque russi soffra di questo problema, ma che è opportuno, in questi casi, prestare particolare attenzione. L’emissione di rumore in corrispondenza a ogni ciclo di respiro non è un disturbo fisico, ma un problema con implicazioni di tipo più che altro relazionale. La sindrome da apnee ostruttive in sonno è invece un vero e proprio disturbo, che interessa solo un certo numero di russatori e che prevede un’interruzione del russamento per il verificarsi di un’apnea, ossia un blocco temporaneo del respiro. Quando queste pause si fanno molto frequenti, si parla di Osas.
Russare fa male alla salute: può essere una vera e propria malattia, le cause e gli esami da fare
Non è solo fonte di disagio per chi divide la camera da letto o l’appartamento con chi ne va soggetto. Russare è un problema di salute per chi ne soffre: ovvero circa il 50 per cento degli uomini sopra i 50 anni. Ma perché succede? Le cause del russare possono essere diverse ma alla base del russare c’è soprattutto il fatto che la lingua, perdendo il suo naturale tono, si posiziona più indietro del normale, occludendo le vie aeree e inducendo momentanee sospensioni del respiro.
Chi russa molto la notte e soffre di apnea notturna è più stanco al mattino perchè dorme male
Cattive notizie per chi russa quando dorme. Sembra che chi russa molto la notte sia anche più stanco al mattino perchè riposa male. Lo rivela uno studio pubblicato sul Journal