La questione della fertilità, maschile e femminile, è un argomento di largo interesse, forse per che ogni anno, nel nostro Paese, circa 50.000 coppie chiedono un consulto per infertilità.
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Dormire poco aumenta l’infertilità maschile
Dormire poco aumenta l’infertilità maschile: a dirlo alcuni ricercatori dell’University of Southern Denmark che hanno condotto uno studio i cui risultati sono stati pubblicati all’interno della rivista American Journal of Epidemiology. Hanno constatato, analizzando il liquido seminale di 953 danesi di circa 18 anni, che chi aveva dormito meno di 6 ore aveva meno sperma e addirittura la grandezza dei testicoli diminuiva rispetto ai coetanei che invece dormivano di più.
Una donna su dieci soffre di endometriosi che causa l’infertilità
Sono sempre più le donne con endometriosi che si rivolgono alla procreazione assistita, il desiderio di avere un figlio, però, è più forte della malattia in crescente diffusione e per la quale non ci sono terapie di guarigione, la scienza ha fatto passi da gigante e nonostante la patologia, la percentuale di successo della gravidanza assistita è piuttosto alta ed arriva a superare il 30 per cento di successo, una media che deve però tenere sempre in considerazione l’età della donna, spiega Michael Jemec, medico specialista in Medicina della Riproduzione del centro per la fecondazione assistita ProCrea di Lugano (Svizzera).
Procreazione assistita: sempre più coppie alla ricerca di un figlio
È aumentato anche nel 2010 il ricorso alla procreazione assistita, che conferma i dati registrati fin dal 2005, sono sempre più le coppie che, riscontrando problemi di infertilità, non vogliono rinunciare alla gioia di diventare genitori. Secondo i dati di ProCrea, centro svizzero di medicina della riproduzione e punto di riferimento internazionale per la fecondazione assistita, nel 2010 il numero delle coppie è cresciuto di quasi l’8 per cento rispetto all’anno precedente. Così anche i trattamenti effettuati che hanno superato la quota dei 2.200 cicli. In crescita anche le percentuali di successo.
In calo la fertilità femminile, la cause età, patologie endometriosi e fumo
Sempre più in fase calante la fertilità femminile in tutta Europa, Italia compresa. Il 2009 è l’anno nel quale è stato registrato un freno al tasso di fecondità, indice statistico basato sul numero medio di figli per donna. Secondo le indicazioni dell’Istat, il tasso di fertilità totale in Italia si è assestato per l’anno scorso all’1,41 (1,42 del 2008), ma di fatto uno stop alla crescita che è stata registrata dal 1995, anno in cui si è avuto il valore minimo di 1.19.
Endometriosi: un disturbo quasi sconosciuto troppo spesso sottovalutato
Si sa ancora troppo poco dell’ endometriosi, una patologia che coinvolge la salute della donna sotto molti aspetti, ed è spesso associata a dolore pelvico, infertilità e masse annessiali. Di fatto consiste nella presenza di ghiandole endometriali e stroma (trama di sostegno di un organo o di un tessuto) al di fuori della cavità uterina. L’ endometriosi si manifesta con crisi endometriosiche, fibrosi ed aderenze più o meno gravi.
In calo l’ età delle neo mamme scesa sotto i 35 anni
Diminuisce l’ età delle coppie che diventano neo-genitori grazie alla procreazione medico assistita, solo nel 2010 l’ età media delle mamme si è abbassata di un anno rispetto al 2009, scendendo per la prima volta sotto la soglia dei 35 anni. Il dato, in controtendenza rispetto all’ aumento dell’ età media di chi affronta la prima gravidanza, emerge dalle statistiche del centro svizzero di procreazione medico assistita ProCrea di Lugano, dove oltre l’ 80% delle coppie arriva dall’ Italia. Ringiovaniscono, invece, le coppie che realizzano il sogno della maternità rivolgendosi alla procreazione medico assistita.
Stress, fumo, vita sedentaria e alcol dimezzano la fertilità maschile
Negli ultimi anni la fertilità maschile si è ridotta, stress, ma anche stili di vita non corretti hanno influito negativamente sulla fertilità maschile; tanto che negli ultimi 20 anni il numero degli spermatozoi prodotti si è quasi dimezzato. Questo è quanto è stato decretato dalla ProCrea, centro svizzero per la Medicina della Riproduzione, punto di riferimento internazionale nella procreazione medico assistita al quale si rivolgono coppie, per lo più italiane, alla ricerca di un figlio, ma anche potenziali donatori di seme.
Ricerca medica: le donne obese a rischio infertilità a causa della sindrome dell’ ovaio policistico
Le disgrazie non vengono mai da sole, si sa. Così una recente ricerca inglese lancia l’ allarme sui rischi dell’ obesità nelle donne. Non solo i chili di troppo con tutte le complicazioni del caso, ma ora anche la difficoltà ad avere figli sarebbe una delle conseguenze dell’ obesità: le donne che ereditano un gene che aumenta il rischio di obesità, sono anche più esposte a problemi di fertilità, dovuti alla sindrome dell’ ovaio policistico. Questo è il risultato di uno studio di alcuni ricercatori britannici, autori di uno studio presentato a un meeting di endocrinologia ad Harrogate, in Gran Britagna.
La metà delle donne europee, infatti, è portatrice di una copia della variante del gene Fto, legata alla vulnerabilità ai chili di troppo. I ricercatori di Oxford e dell’ Imperial College di Londra credono che lo stesso gene possa causare la sindrome dell’ ovaio policistico. In particolare, il team di Tom Barber ha analizzato il tipo di Fto presente in 463 pazienti con la sindrome e in 1.336 donne di controllo.Gli studiosi hanno scoperto che il gene del grasso è molto più comune nelle donne del primo gruppo, in particolare fra quelle che oltretutto sono anche in sovrappeso. Insomma, la ricerca evidenzia in modo molto chiaro il collegamento tra i chili di troppo e i problemi di fertilità.