Mal di testa, cefalee ed emicrania, i sintomi e le cure di ultima generazione

 Un recente studio condotto dall’Università di Napoli ha dimostrato che l’emicrania è una risposta di difesa dell’organismo che, per quanto dolorosa e inappropriata, ha permesso la sopravvivenza della nostra specie, e soprattutto delle donne, che spesso soffrono di emicrania. La tesi innovativa sostiene che chi soffre di questo tipo di mal di testa ha un cervello che ha sviluppato una sensibilità evoluta a certi stimoli, che gli garantirebbe un sistema di difesa dai pericoli esterni eccezionale, superiore a chi non soffre di cefalea. Insomma, quel fenomeno strano per cui certe donne percepiscono, attraverso il dolore, i cambiamenti climatici prima che avvengano e, in certi casi, la presenza di agenti tossici.

Come si riconosce la cefalea, non tutte sono uguali, la prevenzione e i rimedi (parte seconda)

 La cefalea, di qualunque tipo si tratti, non va mai sottovalutata perchè potrebbe essere il sintomo di una patologia più grave. La prima cosa da sapere è che in genere è meglio diffidare dei trattamenti fai-da-te. Si calcola infatti che il 30% dei ricoveri per il mal di testa è dovuto all’abuso di analgesici. La cosa da fare, se si accusano attacchi ricorrenti, è quella di rivolgersi a un medico esperto o a uno dei centri specializzati che si trovano presso numerosi ospedali di tutta Italia. Per sapere dove è il centro per la cura delle cefalee più vicino a casa propria si può consultare il sito internet della SISC, la Societa Italiana per lo Studio delle Cefalee (www.legaitalianacefalgici.it).

Come si riconosce la cefalea, non tutte sono uguali, i sintomi da riconoscere (parte prima)

 In Italia circa 8 milioni di persone soffrono di mal di testa (le donne battono gli uomini, i bambini e gli adolescenti conquistando un nefasto 30%). Di queste, 3 milioni lamentano una cefalea cronica quotidiana. Il 30% è costretta a rinunciare a impegni professionali e a una vita di relazione normale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità pone il mal di testa al 19° posto nel mondo come causa d’inabilità per gli uomini e al 12° per le donne.