Depressione post partum: a rischio chi vive nelle grandi città

A rischio di depressione post partum sono soprattutto le donne che vivono nelle grandi città; questo è quanto ha stabilito un nuovo studio canadese condotto dal alcuni ricercatori del Women’s College Hospital di Toronto. Il Dr. Simone Vigod ha spiegato

.. Quasi una donna su 10 nelle aree urbane è a rischio di depressione post-partum, rispetto a una donna su 20 nelle zone rurali

App Smartphone per la depressione post partum

Per fortuna non è molto frequente ma, la depressione post partum colpisce molte neo mamme, anche a distanza di tempo. Un aiuto potrebbe arrivare da un’applicazione smartphone Rebecca App, realizzata dall’associazione Strade Onlus. Purtroppo, questo disturbo dell’umore non sempre viene riconosciuto subito, spesso è la mamma stessa che non riesce a capire cosa stia accadendo nella sua psiche e perchè, in quel bambino tanto atteso, veda solo un nemico.

Depressione post partum, ne soffre anche il papà

Per riconoscere che la depressione post partum fosse per la donna una vera e proprio malattia, ci sono voluti quasi 50 anni, ed ora arriva la notizia che ne soffrono anche i papà, anche se in forma diversa dalle neo mamme. Il 70 per cento delle donne, subito dopo il parto, prova una sensazione di disagio che, inizialmente, si definisce “baby blues”, un disturbo frequente e transitorio che associa inquietudine, irritabilità e umore depressivo alla stato lieve.

Depressione: le donne sono le più colpite, ma si può combatterla

La depressione è un disturbo sempre più diffuso ed è tipicamente femminile. Le cause sono diverse, gioca un ruolo rilevante il fattore estro progestinico, cioè il ciclo vitale femminile (gravidanza, post partum, sindrome premestruale, menopausa) ma è opportuno parlare di concause, da quelle genetiche ai fattori climatici stagionali, fino a quelle di genere, per cui le donne sono più sensibili degli uomini.

Cause della depressione post-parto: un ormone rivela le donne a rischio

 Negli ormoni delle donne incinta si nasconde il segreto per sapere quali future mamme rischiano di incappare nella depressione post-parto che colpisce il 10-15% delle donne. La depressione post-parto inizia da quattro a sei settimane dopo la nascita del bambino, e spesso colpisce donne che hanno subito eventi stressanti o luttuosi nei nove mesi, o sperimentano una bassa autostima, ansia o stress in gravidanza.
Uno studio condotto dai ricercatori dell’ università della California (Usa) su 100 future mamme, pubblicato sugli “Archives of General Psychiatry”, rivela infatti che i livelli dell’ ormone CRH (ormone di liberazione della corticotropina) – misurati a 25 settimane di gravidanza – permettono di prevedere ben tre quarti delle donne che svilupperanno la depressione post-parto. Se questo risultato sarà confermato da ulteriori ricerche, potrebbe aprire la strada a un semplice test per lo screening della depressione post-parto.

Dopo aver eseguito una serie di controlli in vari momenti della gravidanza, i ricercatori hanno scoperto che proprio i livelli dell’ ormone CRH alla 25.ma settimana permettono di prevedere il futuro arrivo della depressione post-parto. Al centro di tutto c’è il cortisolo, che aiuta l’ organismo a fronteggiare lo stress. Dopo il parto i livelli dell’ ormone CRH crollanno drasticamente e portando a un calo del cortisolo.
La teoria è che, nelle donne in cui in gravidanza i livelli dell’ ormone CRH sono più alti, il crollo del cortisolo sia più pronunciato e difficile da gestire senza contraccolpi, portando alla depressione post-parto.

Al via il progetto Non lasciamole Sole contro la depressione post-parto

 Al via Non lasciamole sole: la campagna contro la depressione post-parto a cura della SIGO (Società italiana di Ginecologia e Ostetricia) per informare e sensibilizzare gli operatori sanitari, l’ opinione pubblica e i media sulla depressione post-partum. Dal momento che è un fenomeno in crescita, la SIGO ha redatto un sondaggio presso le unità operative di ginecologia italiana sulla diffusione della depressione delle donne. È risultato che dopo il parto, solo nel 45 per cento delle strutture italiane è previsto un monitoraggio delle mamme “a rischio” e il tempo dedicato all’ informazione prima della dimissione è inadeguato per il 72 per cento dei ginecologi. La presentazione della ricerca è stata l’ occasione per lanciare Non lasciamole sole, la campagna che gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità. L’ iniziativa prevede entro l’estate la realizzazione di materiali informativi specifici, rivolti agli operatori sanitari e alle donne, l’individuazione di una sorta di “linea guida” da condividere all’interno della SIGO e l’ attivazione di protocolli e progetti specifici per costruire il network assistenziale.

Depressione post partum e salute della donna

 Si chiama depressione post partum e, a differenza della vera e propria depressione, si manifesta nella donna dopo il parto. La depressione post partum, è caratterizzata da uno stato ansioso-depressivo che accompagna la donna per qualche tempo, difficilmente va oltre la decina di giorni dal parto, con momenti di vere e proprie crisi depressive transitorie, intervallate da stati d’ansia .
“Non lasciamole sole”! è il nome e il fine della campagna di sensibilizzazione sulla depressione post partum promossa dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo). L’obiettivo è promuovere un cambiamento culturale e migliorare la conoscenza e l’informazione sul tema.
In Italia sono oltre 50 mila le donne che ogni hanno sperimentano la depressione post partum. “Un esercito senza voce – sottolinea Sigo – che spesso non riesce a chiedere aiuto, per ignoranza o senso di colpa. Si tratta di una condizione patologica molto più frequente di quanto non si creda“. Nei paesi occidentali infatti il 10-15% delle donne che partoriscono ne soffrono.