Dermatite da contatto nelle bambine in aumento

La dermatite da contatto nelle bambine è in aumento e molto spesso è causata da cosmetici; a dirlo è Giuseppe Mele, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp). Purtroppo le bimbe iniziano ad usare i trucchi di mamma molto presto e questo ha fatto incrementare il numero di piccole che si ritrovano ad aver a che fare con la dermatite da contatto; Mele dice

A questo proposito è stato registrato un aumento del 16,7% di casi di dermatiti da contatto nelle bambine tra gli 8 e i 12 anni, causato dall’uso di cosmetici

Dermatite seborroica, atopica e da contatto cause e cura

Sono circa 10 mila i diversi tipi di dermatite che insidiano la nostra pelle, manifestazioni infiammatorie diffusissime con cui tutte noi, prima o poi, abbiamo avuto a che fare. Attenzione, però: proprio perché interessano la pelle, che è il nostro biglietto da visita, l’autodiagnosi e le cure fai da te sono del tutto sconsigliabili. Meglio andare sempre dallo specialista dermatologo che saprà dare un nome esatto al disturbo e suggerire i rimedi più indicati. Vediamo allora quali sono le forme più comuni e tutte le novità per la loro cura.

La dermatite da contatto nei bambini: cause, prevenzione e cura

La dermatite da contatto è un’infiammazione della cute causata dall’esposizione della pelle ad agenti irritanti, ed è caratterizzata dalla comparsa di arrossamenti, piccole veciscole e prurito. Inizialmente le lesioni compaiono solo nella zona della pelle che è venuta a contatto con l’agente irritante, per poi diffondersi in altre sedi, l’infiammazione può essere di tipo “aggressivo” diretto conseguente ad una forte irritazione della cute oppure “allergico” determinato dall’attivazione di un meccanismo immunitario.

Allergia ai detersivi e ai detergenti e dermatite da contatto: quando il prurito dipende dal bucato

 Alcuni detersivi e detergenti possono essere causa di allergie e dermatite da contatto

Non tutti sanno che nei detergenti comuni esistono degli agenti chimici che difficilmente vengono eliminati nella fase del risciacquo. Questi residui chimici, altamente allergenici, vengono infatti assorbiti dagli indumenti lavati, nonostante il risciacquo, per poi sprigionarsi a contatto con la pelle soprattutto in situazioni di sudorazione. Il sudore innesca infatti una reazione chimica che, in un processo a catena, fa sì che gli irritanti residui chimici, nonché i metalli pesanti in essi contenuti, rimangano a contatto per ore con la pelle determinando quella spiacevole sensazione di prurito tipica dei mesi estivi, e in molti casi vere e proprie dermatiti allergiche.

Dermatite da contatto e allergia al nichel. Sintomi, cause, cure.

 L’ allergia al nichel di solito si manifesta con prurito diffuso, piccole vescicole, orticaria e desquamazione, tutti sintomi tipici della dermatite da contatto causata dal nichel, una forma allergica piuttosto diffusa. Le zone più colpite sono le mani, il volto, le braccia e le gambe. Ma la dermatite non è l’ unica manifestazione dell’ allergia al nichel: in alcuni casi si presenta con sintomi respiratori tra cui l’ asma, e disturbi a carico dell’ apparato gastroenterico come gastriti e coliti croniche.
I sintomi dell’ allergia al nichel si accentuano durante la stagione estiva e nei climi caldo-umidi perché la sudorazione favorisce il rilascio di questo metallo nella pelle.
La particolare insidiosità di questa forma allergica è dovuta al fatto che il nichel è presente praticamente ovunque: oggetti metallici presenti nell’ abbigliamento come cerniere e bottoni, bigiotteria, orologi, chiavi, accendini, occhiali, monete, targhette, manici degli ombrelli, utensili da cucina, lavelli, aghi, forbici e ditali, fermacarte, sedie di metallo, maniglie delle porte, tinture per capelli e liquidi per la permanente.
Alla lista vanno però aggiunti anche molti alimenti di uso comune che, contenendo piccole quantità di nichel, possono scatenare o aggravare ulteriormente una forma allergica cutanea in atto. Tra i cibi sotto accusa ci sono cacao, liquirizia, lenticchie, nocciole e fagioli che ne contengono dosi maggiori dosi rispetto ad altri alimenti dove il nichel è presente solo in tracce.

LA DIAGNOSI PER L’ ALLERGIA AL NICHEL
La diagnosi di allergia al nichel si effettua con un test cutaneo (patch test) che consiste nell’ apporre sulla cute (preferibilmente nella parte superiore del dorso o sulla parte superiore esterna del braccio) un cerotto contenente quantità calibrate di nichel a lento rilascio. La risposta viene considerata positiva se, alla rimozione del cerotto, compare un’ area arrossata con presenza di piccole vescicole pruriginose.