Prostatite, spesso di origine batterica, i sintomi più comuni

 Acuta o cronica, spesso di origine batterica, colpisce soprattutto uomini al di sotto dei 60 anni e in misura maggiore i fumatori o coloro che seguono una dieta ricca di formaggi e carboidrati

Delle dimensioni di una castagna, la prostata è un organo fibromuscolare e ghiandolare di cui solo gli uomini sono dotati: si trova al di sotto della vescica e circonda l’uretra. La prostatite è un’infiammazione della prostata e può essere di diverso tipo e origine. Se acuta si possono manifestare: febbre, brividi, lombalgia, dolore perinale, minzioni frequenti, dolorose e difficili e intensa sensazione di malessere generale. La prostatite cronica si presenta, invece, con sintomi più lievi e meno significativi rispetto all’acuta; i disturbi possono essere persistenti o ricorrenti e di vario tipo: bruciore dell’uretra, disturbi urinari, dolenzia nella zona perinea, sovrapubica, fastidi ai testicoli.

Disfunzione erettile e prostatiti: la nuova cura arriva dal freddo

 Un macchinario innovativo che ha rivoluzionato i trattamenti di alcune tra le patologie andrologiche più fastidiose e dolorose. Con l’utilizzo di uno specifico laser, la criopass terapia permette infatti di guarire senza dover andare incontro a lunghe terapie, evitando persino la chirurgia, unica soluzione nei casi più estremi. Si tratta di un trattamento che veicola direttamente sulla parte interessata il farmaco, arrivando a risultati significativi anche nell’arco di un mese, spiega Francesco Cartia, urologo al Centro Medico Turati di Milano ed esperto di patologie urologiche ed andrologiche.

Il botulino non solo per le rughe ma anche per la prostata

 Superati i 60 anni, più di un uomo su due si trova a dover fare i conti con l’ ingrossamento della prostata. Nella maggior parte dei casi si tratta di ipertrofia prostatica benigna, che interessa fino all’80% degli uomini al di sopra degli 80 anni. I farmaci sono la cura più utilizzata, altrimenti si può ricorrere a interventi chirurgici più o meno invasivi, a seconda della gravità della situazione. Ma oggi in Italia è possibile sottoporsi a un nuovo trattamento.

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