Nucleare in Italia ed effetto serra. Energia pulita ed economica ?

 Nucleare in Italia ed effetto serra. Energia pulita ed economica ? – Ultimamente il mondo politico rivolge continui inviti all’ opinione pubblica a guardare di nuovo con fiducia all’ energia nucleare come la fonte di energia capace di liberare l’ Italia dalla schiavitù del petrolio, sempre più costoso e scarso, e dall’ incubo delle catastrofi climatiche. Innanzitutto, se molte centrali fossero costruite nel mondo per soddisfare la crescente domanda di elettricità, le riserve conosciute di minerale con alte concentrazioni di uranio (High-grade ores, con contenuto di uranio maggiore dello 0,1% necessario al funzionamento della centrale nucleare) si esaurirebbero rapidamente. Per le riserve di minerale a bassa concentrazione (Low-grade ores con meno dello 0,1% di uranio) occorrerebbe più energia di estrazione di quanta se ne ricaverebbe dai reattori nucleari.
Secondo, é vero che non vengono emesse sostanze inquinanti ?
In realtà, valutando tutta la CO2 emessa nell’ intero processo, una centrale nucleare alimentata da minerale High-grade emette tra un quarto e un terzo della CO2 prodotta da un ciclo combinato a gas, mentre il ricorso, sempre più frequente, a minerali meno ricchi di uranio porterebbero all’ emissione di quantità di CO2 maggiori di quella proveniente dagli impianti a gas.
Un reattore nucleare non finisce lì dove lavora: per rendere disponibile l’ energia contenuta nell’ uranio sono infatti necessari processi industriali.
Per semplicità è possibile distinguere il sistema nucleare nel modo seguente:

Il Safari Tour 2008 di Jovanotti sarà a zero emissioni CO2

 Il Safari Tour 2008 di Jovanotti sarà a zero emissioni di CO2. Musica a emissioni zero per l’ impegno ambientale. Enel sponsorizza il Safari Tour Live di Jovanotti: 30 concerti in tutta Italia che saranno a emissioni zero.
Una delle più grandi urgenze di questi ultimi anni è il riscaldamento globale della Terra, dovuto all’ aumento dei gas serra. Tutte le attività umane – dal trasporto alla produzione di merci – sono causa di emissione di anidride carbonica (CO2), una delle principali origini dell’ effetto serra in atmosfera. In un secolo, le emissioni di gas serra sono aumentate del 50%. Questo fenomeno potrebbe aggravarsi nei prossimi anni con pesanti conseguenze per l’ ecosistema. Nel 2008, Enel ha deciso di allargare il piano di investimenti ambientali anche in attività, che vanno al di là del piano industriale dell’ azienda, come i concerti musicali. Ogni anno, infatti, 45.000 tonnellate di CO2 (pari a circa l’0,01% delle emissioni nazionali totali di CO2) sono prodotte dalle manifestazioni musicali.
Il Safari Tour 2008 di Jovanotti rappresenta un nuovo modo di fare musica conciliando il rispetto ambientale con la bellezza della musica, attraverso un progetto ecosostenibile che avrà una ricaduta positiva – in termini di sostenibilità ambientale – sul territorio, attraverso la forestazione di alcune aree.
Un progetto che si propone di far divertire e riflettere al tempo stesso, attraverso l’ armonia delle canzoni del più famoso cantante pop-rapper italiano, Jovanotti – che si è sempre distinto per il suo impegno sociale – e l’ iniziativa concreta di Enel finalizzata all’ abbattimento delle emissioni prodotte dal tour. Enel e Jovanotti pianteranno circa 2662 alberi per azzerare le emissioni prodotte dal Safari Tour.

Milano: energia pulita per riscaldare la città

 Dal 2009 il teleriscaldamento si estenderà al quartiere di San Siro, uno dei più popolosi della città di Milano. Il progetto, sostenuto dal Comune, da A2A (nata dalla fusione fra Aem Milano e la bresciana Asm) e da Aler (l’Azienda lombarda di Edilizia residenziale), consentirà la riduzione delle emissioni di anidride carbonica di circa 250 mila tonnellate l’anno nell’aria e notevoli benefici economici per i residenti della zona. Dopo aver già raggiunto e fornito calore pulito al quartiere Gallaratese, al nuovo Polo Fieristico e alle zone limitrofe, l’energia pulita riscalderà un’altra zona della città di Milano. Gli alloggi popolari dei seimila abitanti del quartiere di San Siro verranno riscaldati con il calore prodotto dal termovalorizzatore Amsa di Figino, Silla 2. Uno degli obiettivi primari è la diminuizione dell’inquinamento per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Il progetto, infatti, prevede l’estensione della rete di teleriscaldamento sul territorio milanese. Queste nuove tecnologie utilizzano fonti di calore già esistenti, prodotte dai termovalorizzatori che altrimenti andrebbero disperse nell’aria. Con questi interventi il Comune di Milano punta all’utilizzo di fonti di riscaldamento pulite che consentiranno una significativa riduzione di PM10 e di anidride carbonica contribuendo così a ridurre del 4% le emissione di gas serra. I vantaggi per gli abitanti di San Siro: “Le agevolazioni per i residenti, che sono in gran parte anziani, saranno innanzitutto di tipo economico, poiché allacciandosi al teleriscaldamento si potranno ridurre le spese annue per la bolletta da mille a quattrocento euro, a seconda che si tratti di passaggio da gasolio o da metano, e del 10 per cento sul riscaldamento dell’acqua. Inoltre l’impianto avrà un servizio di intervento 24 ore su 24 e saranno eliminate le spese di manutenzione. I vantaggi saranno anche per l’ambiente perché utilizzando energia già disponibile, con queste nuove tecnologie terremo la città pulita e contribuiremo a ridurre le emissioni di CO2 nell’aria”. Lo ha annunciato il Sindaco Letizia Moratti durante la presentazione del nuovo progetto di teleriscaldamento a Palazzo Marino.

Eni ed Enel per la lotta al cambiamento climatico da gas serra

 Roma – Gli amministratori delegati di Eni, Paolo Scaroni, e di Enel, Fulvio Conti, hanno firmato una Lettera d’intenti per sviluppare uno studio di fattibilità congiunto sulla cattura, trasporto e sequestro dell’anidride carbonica (CO2). Secondo le previsioni ancora per parecchi decenni non si potrà fare a meno di produrre energia con combustibili fossili. Le moderne tecnologie consentono di aumentare l’efficienza delle centrali termoelettriche e di abbattere le emissioni di polveri, anidride solforosa e gli ossidi di azoto. Resta da risolvere il problema dell’immissione in atmosfera di gas ritenuti responsabili del cambiamento climatico, come l’ anidride carbonica che si genera durante la combustione. La cattura, trasporto e sequestro della CO2, insieme alla ricerca sul solare ad alta efficienza e al nucleare di nuova generazione, è oggi una delle soluzioni più promettenti per raggiungere l’equilibrio tra diverse e egualmente vitali esigenze: disporre di energia in quantità sufficiente a soddisfare le necessità dello sviluppo umano (quasi due miliardi di persone al mondo non hanno energia elettrica), a costi competitivi, nel rispetto dell’ambiente. Per queste ragioni, in tutto il mondo, sono già attive ricerche e sperimentazioni per catturare questo gas, liquefarlo e confinarlo in siti adatti a uno stoccaggio permanente e sicuro. Non a caso, in più occasioni le Istituzioni europee l’hanno indicata come un percorso obbligato per la lotta al cambiamento climatico, in quanto strumento indispensabile per il raggiungimento dell’ obiettivo comunitario della riduzione delle emissioni di CO2 del 20 per cento entro il 2020: uno dei traguardi ambientali, i cosiddetti “tre 20”, posti dall’Unione Europea, insieme all’aumento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili al 20 per cento e all’aumento dell’efficienza energetica del 20 per cento. In questo contesto in rapida evoluzione, Eni ed Enel hanno deciso di unire le forze perché l’Italia possa partecipare in modo efficace e qualificato a questa nuova grande sfida tecnologica. Eni ha competenze nel campo del sequestro della CO2 in siti geologici quali giacimenti di idrocarburi esauriti, acquiferi salini profondi ecc., mentre Enel ha competenze nel campo della cattura della CO2, ha avviato due progetti dimostrativi della cattura della CO2 e sta conducendo attività di valutazione del potenziale di stoccaggio geologico in aree vicine alle sue centrali.

Nuovi fondi per un’Italia più “verde” e città più vivibili

 La Finanziaria 2008 interviene per la salvaguardia e la valorizzazione del nostro patrimonio ambientale.
Ad essere interessate non sono però solo le grandi risorse paesaggistiche del Paese, cui vengono riservati nuovi fondi, le misure approvate toccano anche le città, con una più efficace lotta all’inquinamento e l’investimento su una maggiore vivibilità.
Con la ratifica del protocollo di Kyoto l’Italia si è impegnata ad applicare e rispettare il Piano sulla riduzione dell’effetto serra. Per tenere fede all’accordo la Finanziaria 2008 ha stanziato 600 milioni di euro.