Le fonti rinnovabili in fiera. Il 3° Energethica dal 06-08 marzo 2008 a Genova è più di una semplice fiera commerciale: propone un ampio progetto per lo sviluppo del settore delle energie provenienti da fonti rinnovabili e dell’ energia sostenibile. L’energia è alla base dello sviluppo socio-economico. Se si vuole però mirare ad uno sviluppo sostenibile, anche la produzione dell’ energia deve seguire il concetto della sostenibilità e cioè provocare meno danno possibile all’ ambiente con il minor spreco di risorse possibile. Ma il termine ” rinnovabile ” non sempre significa energia pulita. Dato che almeno per i prossimi 80 anni a fare la parte del leone nella produzione di energia saranno con ampia probabilità le fonti convenzionali e fossili, il progetto fiera Energethica mira principalmente alle energie provenienti da fonti rinnovabili, ma anche a soluzioni integrative tra fonti convenzionali e rinnovabili nonché a soluzioni convenzionali riviste sotto il profilo dell’efficienza e dello sforzo della limitazione del danno all’ ambiente. Si tratta di una vera e propria piattaforma di scambio nell’ambito dell’ energia etica e sostenibile, che affronta l’argomento in modo trasparente e aperto a tutte quelle soluzioni che offrono un vantaggio effettivo per chi in questo momento ed in un futuro sostenibile popola questo pianeta. Basta aprire un quotidiano o una rivista qualsiasi per imbattersi in un articolo su produzione, distribuzione o consumo di energia: cambiamenti climatici legati alle emissioni CO2, dipendenza energetica, aumento dei costi, rischio black-out, vantaggi risultanti dall’impiego di energia rinnovabile, risparmio energetico ed efficienza sono temi all’ordine del giorno. Energethica fornisce risposte concrete su: approvvigionamento di energia sostenibile (destinata sia all’ autoconsumo, sia alla produzione commerciale), e metodologie per risparmiare energia.
energia pulita
Milano: energia pulita per riscaldare la città
Dal 2009 il teleriscaldamento si estenderà al quartiere di San Siro, uno dei più popolosi della città di Milano. Il progetto, sostenuto dal Comune, da A2A (nata dalla fusione fra Aem Milano e la bresciana Asm) e da Aler (l’Azienda lombarda di Edilizia residenziale), consentirà la riduzione delle emissioni di anidride carbonica di circa 250 mila tonnellate l’anno nell’aria e notevoli benefici economici per i residenti della zona. Dopo aver già raggiunto e fornito calore pulito al quartiere Gallaratese, al nuovo Polo Fieristico e alle zone limitrofe, l’energia pulita riscalderà un’altra zona della città di Milano. Gli alloggi popolari dei seimila abitanti del quartiere di San Siro verranno riscaldati con il calore prodotto dal termovalorizzatore Amsa di Figino, Silla 2. Uno degli obiettivi primari è la diminuizione dell’inquinamento per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Il progetto, infatti, prevede l’estensione della rete di teleriscaldamento sul territorio milanese. Queste nuove tecnologie utilizzano fonti di calore già esistenti, prodotte dai termovalorizzatori che altrimenti andrebbero disperse nell’aria. Con questi interventi il Comune di Milano punta all’utilizzo di fonti di riscaldamento pulite che consentiranno una significativa riduzione di PM10 e di anidride carbonica contribuendo così a ridurre del 4% le emissione di gas serra. I vantaggi per gli abitanti di San Siro: “Le agevolazioni per i residenti, che sono in gran parte anziani, saranno innanzitutto di tipo economico, poiché allacciandosi al teleriscaldamento si potranno ridurre le spese annue per la bolletta da mille a quattrocento euro, a seconda che si tratti di passaggio da gasolio o da metano, e del 10 per cento sul riscaldamento dell’acqua. Inoltre l’impianto avrà un servizio di intervento 24 ore su 24 e saranno eliminate le spese di manutenzione. I vantaggi saranno anche per l’ambiente perché utilizzando energia già disponibile, con queste nuove tecnologie terremo la città pulita e contribuiremo a ridurre le emissioni di CO2 nell’aria”. Lo ha annunciato il Sindaco Letizia Moratti durante la presentazione del nuovo progetto di teleriscaldamento a Palazzo Marino.
Energia elettrica dalla spazzatura con il termovalorizzatore ecologico
Smaltire tonnellate di rifiuti solidi tossico – nocivi o utilizzare CDR (combustibile derivato da rifiuti) trasformandoli in energia elettrica a basso impatto ambientale. E’ quanto si propone di fare il progetto coordinato da Giovanni Bonizzoni dell’Istituto di fisica del plasma (Ifp) del Cnr di Milano, che ha sviluppato un impianto di termovalorizzazione capace di sfruttare la tecnologia della torcia al plasma. “Le torce al plasma sono state sviluppate inizialmente dalla Nasa per rispondere alle esigenze di ricerca e sviluppo di materiali in grado di resistere alle altissime temperature generate dall’attrito dell’aria durante le missioni spaziali“, spiega Bonizzoni. “In seguito hanno avuto numerosissime applicazioni industriali, nel settore metallurgico, meccanico e per lo smaltimento dei rifiuti“. L’impianto progettato dal ricercatore dell’Ifp-Cnr consente di distruggere rifiuti solidi organici recuperandone il contenuto energetico mediante l’utilizzo di torce al plasma e senza emissione nell’aria di gas tossici. Come illustra Bonizzoni: “L’applicazione della torcia al plasma sui rifiuti permette di produrre una zona di reazione a controllata presenza di ossigeno, dove la temperatura è compresa tra i 3.000 e i 4.000 °C. In tale area le molecole organiche si decompongono completamente, mentre i materiali inorganici vengono fusi senza che si inneschino quei processi combustivi che danno luogo alla formazione di composti tossici, reazione tipica degli usuali processi di combustione dei rifiuti. Il processo genera due soli prodotti: tutti gli elementi organici contenuti nei rifiuti solidi si trasformano in gas di sintesi a elevato potere calorifico che può essere, a questo punto, immesso in una turbina a gas e quindi utilizzato direttamente per la produzione di energia elettrica senza necessità di passaggio attraverso il ciclo caldaia-vapore-turbina“.