È ancora un argomento molto discusso, ma gli italiani credono nei farmaci omeopatici, anche se sono considerati troppo cari. Nel 2012 c’è stato un vero e proprio boom come hanno contatato i ricercatori del progetto CAMbrella dell’Unione Europea. I dati raccolti indicano però che la ricerca è piuttosto latitante, infatti, su 39 Paesi del vecchio continente, solo 19 hanno una normativa sulle terapie complementari.
farmaci omeopatici
Aifa: farmaci omeopatici riconosciuti come medicinali tradizionali
Potrebbe essere una svolta storica sul fronte dei farmaci omeopatici in Italia, ci sarà infatti a breve un riconoscimento ufficiale molto atteso con ansia sia da chi ne fa un uso regolare che dalle case farmaceutiche che li producono e commercializzano. La buona notizia è che saranno sottoposti alla valutazione dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), esattamente come tutti gli altri farmaci tradizionali. Questo significa che, al pari dei medicinali, sarà riconosciuta la figura dello specialista omeopata che, a tutti gli effetti, è un medico.
Medicina naturale e sovrappeso: omotossicologia ed omeopatia per le intolleranze alimentari
Molte persone soffrono di intolleranze ad uno o più alimenti e il sovrappeso è uno degli effetti dell’ intolleranza alimentare. Come terapia al sovrappeso, l’ omotossicologia cerca l’elemento tossico che ha squilibrato il rapporto tra massa magra e massa grassa. Poi lo elimina nel modo più semplice: togliendolo dall’ alimentazione. L’ omotossicologia prevede 3-4 mesi di astensione dal cibo, o dai cibi, responsabili dell’ intolleranza alimentare e, in questo periodo, aiuta l’ organismo a ritrovare l’equilibrio con farmaci omeopatici privi di controindicazioni. La diagnosi dell’ intolleranza alimentare viene effettuata di solito con tre tipi di test: vega, elettro-agopuntura di Voll, moraterapia. Si individua l’ alimento che causa intolleranza e sovrappeso, che solitamente appartiene alla categoria del latte e derivati (in cima alla classifica dei cibi che provocano ipersensibilità), a quella del frumento e derivati (secondo in lista), del lievito, del maiale e derivati, delle solanacee (pomodori, peperoni, patate, melanzane), dei crostacei o dei molluschi e del pesce. Meno frequenti sono invece le intolleranze alimentari alle uova, ad alcuni tipi di frutta (soprattutto il kiwi) e all’ olio d’oliva. Diagnosticato l’ alimento o gli alimenti che provocano l’ intolleranza, lo si elimina (assieme a tutti gli altri cibi che lo contengono) dalla dieta per 3-4 mesi. In questo periodo di assumono i farmaci omeopatici prescritti dal medico. Poi si ritorna ad un’ alimentazione normale: dapprima si riporta il cibo in tavola una sola volta la settimana, poi ogni 4 giorni e poi 2 volte la settimana. In questo modo il corpo si sgonfia e la pancia si appiattisce per la ripresa della giusta funzionalità intestinale. Migliora anche lo stato dell’ epidermide, si acquista più energia e spariscono anche tanti piccoli disturbi che sono legati all’ intolleranza: difficoltà digestive, mal di testa, problemi di pelle. Curando l’ ipersensibilità ad uno o più alimenti, si arriva ad un dimagrimento spontaneo.