Il fumo passivo aumenta il rischio di demenza

Anche respirare il fumo di altri è pericoloso, infatti, il fumo passivo aumenta il rischio di demenza. Lo stabilisce un recentissimo studio che sottolinea anche il pericolo di contrarre malattie cardiovascolari e respiratorie.

I danni del fumo passivo: chi è a rischio ?

Una grande quantità di dati tossicologici, sperimentali ed epidemiologici, raccolta a partire dalla metà del secolo scorso, hanno stabilito che il consumo di tabacco è la causa di morbilità e mortalità nel mondo più facilmente prevenibile. Il problema è che i suoi effetti nocivi non solo riguardano i fumatori, ma anche tutti quelli che li circondano, con il rischio involontario rappresentato dall’ esposizione al fumo di sigaretta.

Legge sul fumo: Verso una società libera dal fumo

 Il fumo di tabacco rappresenta per l’Italia un problema di sanità pubblica nei cui confronti è stata adottata una specifica politica sanitaria per ridurre l’incidenza e la prevalenza dei fumatori e delle patologie fumo correlate. Per quanto riguarda la tutela dei non fumatori, l’Italia (con la Legge 3/2003, art. 51 “Tutela della salute dei non fumatori” entrata in vigore il 10 gennaio 2005) è stata uno dei primi paesi dell’UE a regolamentare il fumo in tutti i locali chiusi pubblici e privati, compresi tutti i luoghi di lavoro e le strutture del settore dell’ospitalità. La legge, che consente la possibilità di riservare ai fumatori appositi locali adeguatamente ventilati, si è rivelata un importante strumento di tutela della salute pubblica ed ha prodotto positivi effetti sia sui non fumatori che sui fumatori.Il Sistema di Sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) indaga diversi aspetti riguardanti l’abitudine al fumo.