La Giornata mondiale contro il tabacco, l’International Centre on Birth Defects and Prematurity, che si è tenuta a Roma, trattava proprio la salute infantile, sono risultati danni allarmanti, migliaia di bambini in Italia hanno problemi di salute e non riescono neppure a nascere, la causa è il fumo. Sappiamo tutti quanto sia dannoso fumare ma, quanto emerge da questo evento, celebrato il 31 maggio, è un vero e proprio bollettino di guerra.
fumo
Fumo e alcol a 20 anni fanno male alla salute del cuore a 40 anni
I tipici stravizi dei 20 anni come fumo, alcol e notti in bianco sono solitamente una fase passeggera che lascia poi il posto ad uno stile di vita più equilibrato; tuttavia pare che questi eccessi anche su un fisico giovane possano provocare delle spiacevoli conseguenze. A dirlo sono i ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine (Usa) grazie ad uno studio che ha coinvolto 3000 giovani partecipanti al programma Coronary Artery Risk Development in (Young) Adults (Cardia) e i cui risultati sono stati poi pubblicati all’interno della rivista Circulation.
In sintesi: uno stile di vita esagerato a 20 anni può predisporre ad un maggiore rischio di malattie cardiovascolari a 40.
Come avere denti bianchi senza fare danni allo smalto
Per avere i denti bianchi stile quelli dei vip, per coloro che non si rivolgono al dentista, naturalmente, la prima cosa che viene in mente è eliminare il fumo, che sarebbe un vantaggio anche per la salute considerati i tanti danni che può causare. Denti bianchi si ottengono anche a tavola; per un sorriso smagliante bisogna iniziare proprio da qui, intanto, riducendo il consumo di caffè, tè, bevande zuccherate, salsa di soia, vino e mirtilli, che influiscono sull’ingiallimenti dei denti.
A dire che questi cibi influiscono sia sulla salute dei denti che sul colore è il Wake Forest Baptist Medical Center, un rinomato studio medico americano, tutti questi cibi incidono sia sulla salute dei denti che sul colore.
Prevenzione della trombosi
Non è una malattia da sottovalutare la trombosi, e neanche trascurare, può avere conseguenze molto serie per la salute, ma è un problema che molti già conoscono, cioè la formazione di un trombo (un coagulo di sangue) che ostruisce una vena profonda (nella maggior parte dei casi nelle gambe e che, a volte si stacca e arriva ai polmoni, provocando un’embolia. Questa condizione è tipicamente legata all’avanzare dell’età, anche se non risparmia le persone giovani, ed è più diffusa di quanto si creda: solo in Italia ci sono circa 50 mila nuovi casi all’anno.
Salute, c’è anche l’acne da fumo, il 60 per cento di donne con acne è fumatrice
È ormai risaputo che il fumo danneggia, oltre a cuore e polmoni, anche la pelle, accelera l’invecchiamento cutaneo e rende l’incarnato giallognolo e poco lucente. Da studi recentemente effettuati da un gruppo di ricercatori dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma, però, si è scoperto anche un altro danno provocato dal vizio delle sigarette, si tratta di una particolare forma di acne. Dallo studio effettuato, svolto su circa mille donne tra i 25 e i 50 anni, è emerso che il 60 percento di quelle con acne erano anche fumatrici. In pratica, il fumo non si limita a favorire la proliferazione dei cheratinociti, ma altera anche la composizione del sebo, aumentando la quantità di grassi che favorisce la formazione dei comedoni.
Bellezza batte fumo: smettere ti fa bella
Resi noti i risultati della campagna di sensibilizzazione portata avanti da Lilt e Comune di Milano in questi mesi. Secondo i dati raccolti smettere di fumare ha giovato sia in termini di ringiovanimento della pelle che sul fronte della forma fisica. Un ringiovanimento medio della pelle di 13 anni e una diminuzione o mantenimento del peso corporeo per il 75% delle fumatrici milanesi coinvolte nella campagna “ Smettere ti fa bella. Bellezza batte fumo 1-0 ”. Questi i risultati più rilevanti del progetto-pilota per la lotta contro il tabagismo femminile che, per la prima volta in Italia, ha permesso di valutare i benefici, non solo fisici ma anche estetici, derivanti dall’abbandono della sigaretta su un campione di 46 donne seguite da un team di psicologi, dermatologi e nutrizionisti nel periodo febbraio-novembre 2007. Milano, la città italiana con la più alta percentuale di fumatrici, ha fatto da “apripista” nella sensibilizzazione a un vizio che coinvolge una donna su quattro, il 19,2% contro il 17,6% nel resto del Paese. “Con il progetto Bellezza batte fumo – ha dichiarato l’assessore alla Salute Landi di Chiavenna – abbiamo aggredito il vizio del tabagismo nelle donne con dolcezza. Sembra un ossimoro, ma si è trattato proprio di meglio riuscire nell’intento perché abbiamo avvicinato le donne, anziché terrorizzarle: non abbiamo snocciolato dati allarmanti per spaventarle, ma abbiamo mostrato loro come avrebbero potuto migliorare il proprio aspetto estetico e accrescere la propria autostima gettando via la sigaretta. Puntare sulla bellezza, sulla prevenzione dell’ invecchiamento della pelle, è stato un segnale forte ed è stato recepito immediatamente. Con Bellezza batte fumo abbiamo dimostrato alle donne che non si vince perché si ha la sigaretta in mano che fa sentire più forti, ma si vince giorno dopo giorno con un viso più fresco, con la pelle più elastica e soprattutto con i polmoni più liberi”.
Dieta e tabagismo: smettere di fumare senza ingrassare
La nicotina e’ una sostanza cosiddetta anoressizzante, in quanto limita lo stimolo della fame. Perciò, quando si smette di fumare è spesso possibile ingrassare. Non sono poche le persone che non si decidono a smettere di fumare per timore di ingrassare. Nel tabagismo le sostanze di cui si fa abuso, e che creano lo stato di dipendenza, agiscono in maniera subdola all’interno dell’organismo. Smettere di fumare è molto difficile e il cibo può diventare una “valvola di sfogo” comoda e gratificante. Il soggetto rischia così di passare da uno stato di dipendenza ad un altro: la compensazione della mancanza di sigarette con il cibo! Tipico problema per chi si allontana dal fumo è la cosiddetta fame nervosa. Basta pensare a quanti fumatori saltano la prima colazione al mattino a favore del classico caffè o cappuccino seguiti subito dalla sigaretta. Appena si smette di fumare (specialmente se si fuma da molto tempo) possono insorgere poi delle vere e proprie crisi d’astinenza, non solo dalla nicotina ma anche dalla gestualità del fumo. Al fumatore viene a mancare l’apporto psicologico che l’atto del fumare gli dava e di conseguenza possono insorgere nervosismo, ansia e fame nervosa. Inoltre, la nicotina provoca un aumento del metabolismo. Molti studi hanno dimostrato che un adulto fumatore medio (10-12 sigarette al giorno) ha una riduzione del metabolismo di circa 200 calorie quotidiane. Ma si può smettere di fumare senza ingrassare? E’ possibile, imparando a risparmiare 200 chilocalorie al giorno, con dieta ed esercizio fisico. Nessun allarmismo allora, smettere di fumare senza creare squilibri metabolici e senza aumentare di peso si può con una dieta corretta e bilanciata ricca di frutta e verdura e una sana attività fisica dopo essere stati così a lungo “seduti” con la sigaretta in mano.
Fumo in Italia rapporto OMS
L’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato nuovi dati sulle misure di controllo sul tabacco: solo il 5% della popolazione mondiale vive in Paesi in grado di proteggerla dai rischi del fumo, il denaro raccolto da tasse sul tabacco supera di 500 volte i finanziamenti per le campagne anti-tabacco. Per contrastare la diffusione del tabacco l’ OMS ha suggerito l’attuazione del MPOWER ovvero di 6 strategie per la prevenzione dei rischi derivanti dal tabacco: monitorare l’uso del tabacco e attuare politiche per la prevenzione; proteggere le persone dal fumo; offrire aiuto per smettere di fumare; avvertire sui pericoli derivanti; far rispettare i divieti di pubblicità, promozione e sponsorizzazione; aumentare le imposte sul tabacco. Il rapporto è stato l’occasione di attuare il monitoraggio di tutti gli stati partecipanti alla Convenzione, ciò ha permesso di analizzare la situazione italiana dove il 28,3% degli uomini e il 16,2% delle donne sopra ai 14 anni fuma. Secondo quanto riferisce l’ Arpat, in Italia sono fumate 100.000 milioni di sigarette l’anno. La produzione delle “bionde” italiane è comunque in costante declino a favore di un incessante aumento delle esportazioni. Questa situazione è probabilmente legata – scrive l’ Arpat – al fatto che i prodotti da fumo sono ancora largamente pubblicizzati e promossi da radio e televisioni nazionali, nonché da giornali, quotidiani locali e i punti vendita. Non esiste un’agenzia nazionale o un ufficio tecnico che si occupi di controllare e ridurre la diffusione del tabacco, ma ogni anno circa 11.355.969 di euro sono stanziati dallo stato per campagne per la prevenzione dal tabagismo e strutture per la disintossicazione. In Italia la percentuale di fumatori tra la popolazione adulta e’ del 22%, superiore a quella della Svizzera (20,7 %) ma inferiore a quella di altri Paesi europei come Grecia (48,2 %), Russia (43,4 %), Austria (40,7 %), ma anche Spagna (29,9 %) e Francia (27,1 %). La legislazione italiana include quasi tutte le misure contro il tabagismo per proteggere la popolazione dall’esposizione al tabacco (divieto di fumo nei luoghi pubblici) , ma e’ invece meno severa per il bando della pubblicità ed alte forme di promozione. L’Italia ha firmato ma non ha ancora ratificato la Convenzione internazionale di lotta contro il fumo, promossa dall’ Oms.
Fumo e calvizie
” Il fumo provoca calvizie “. Potrebbe essere questo il prossimo avvertimento che i fumatori leggeranno stampato a chiare lettere sui pacchetti di sigarette. Uno studio condotto dai ricercatori del Far Eastern Memorial Hospital di Taipei ha infatti rivelato che, oltre ad essere responsabile dei noti danni alla salute e a provocare l’invecchiamento delle cellule del nostro corpo, il fumo contribuisce a causare una precoce caduta dei capelli, in particolar modo nell’uomo. Le sigarette alterano il modo in cui il sangue viene pompato verso i follicoli del cuoio capelluto. La ricerca è stata condotta su 740 fumatori di sesso maschile (età media 65 anni) tutti di origine asiatica: questo perché è noto che gli uomini asiatici vantano folte e resistenti chiome anche da anziani, a differenza di europei e americani, spesso afflitti dal problema della calvizie perfino in giovane età. I test effettuati sul campione in questione hanno mostrato che, al pari di cattiva alimentazione e stress, il fumo altera il modo in cui il sangue viene pompato verso i follicoli nel cuoio capelluto, portando così alla perdita di capelli. Un motivo in più per smettere di fumare!