Il sintomo più importante e frequenti che si manifesta in presenza di danno alle mucose gastriche è il bruciore di stomaco o acidità. Possono esserci anche difficoltà di digestione, nausea, necessita di eruttazioni frequenti, crampi o dolore. Spesso il dolore è localizzato dalla parte superiore sinistra dell’addome. A volte, il dolore avvertito allo stomaco può irradiarsi anche verso la schiena. I sintomi sono accompagnati da gonfiore addominale, con conseguenti rumori intestinali. In genere, i sintomi si acutizzano lontano da pasti (dopo 1-5 ore) e possono essere attenuati da farmaci antiacidi e dall’ingestione di altro cibo, possibilmente secco (pane, pasta), ecc).
gastrite stomaco
Il mal di stomaco, se non è un disturbo passeggero è meglio indagare, i sintomi più frequenti
Un pasto troppo pesante, un bicchiere in più o un periodo particolarmente stressante. Sono tutte conduzioni che possono generare bruciore di stomaco. In questi casi si tratta di un sintomo passeggero, che compare con il riposo, il ritorno a un’alimentazione equilibrata e moderata e, al limite, prendendo un antiacido. Se il problema persiste, invece, è necessario indagare, perché potrebbe trattarsi di qualcosa di più serio, da non sottovalutare e da trattare tempestivamente. Vediamo le possibili cause del disturbo.
Bruciore allo stomaco e cattiva digestione. Sintomi della dispepsia e della gastrite, cause, diagnosi e cure
Bruciore allo stomaco e cattiva digestione. Sintomi della dispepsia e della gastrite, cause, diagnosi e cure
La dispepsia (bruciore di stomaco) è un disturbo piuttosto frequente che tutti, almeno una volta nella vita, hanno provato: dopo un pasto compaiono dolore o bruciore allo stomaco (centralmente, subito sotto il diaframma) alcune volte accompagnato da nausea, gonfiore addominale o vomito.
Nella maggior parte dei casi i sintomi sono transitori e non indicativi di patologie particolari, dovuti per lo più ad un pasto troppo abbondante o particolarmente ricco in grassi (la cosiddetta indigestione) o consumato troppo velocemente, magari in una situazione di stress che rende più difficile la digestione.
A volte, invece, i disturbi sono persistenti e mal tollerati, spesso aggravati dall’ abitudine al fumo, dall’ assunzione di notevoli quantità di alcool o dall’ uso di farmaci antinfiammatori.
Ci sono casi, poi, non rari, in cui la dispepsia (o mal di stomaco) non è correlata a nessuno di questi fattori.
Quando i sintomi persistono è sempre bene consultare un medico, il cui compito sarà quello di escludere la presenza di cause organiche (gastriti, ulcere) attraverso appropriati esami.