Alternativa al glutine scoperta in Italia

È vero che il nostro Paese non è il massimo quando si parla di ricerca ma in questo caso dobbiamo congratularci con due ricercatrici dello Stivale per il traguardo ottenuto: hanno scoperto un’alternativa al glutine che potrebbe rendere “commestibili” per i celiaci anche pasta e pane. 

Gluten Free Fest 2013: il festival dedicato al senza glutine a Perugia

Gluten Free Fest, il festival dedicato al mondo del senza glutine torna anche quest’anno a Perugia da domani 6 giugno fino al 9; l’evento è ideato e realizzato dall’Agenzia Sedicieventi, con il patrocinio di AIC – Associazione Italiana Celiachia, della Regione Umbria, della Provincia e del Comune di Perugia, della Camera di Commercio di Perugia delle Associazioni di Categoria locali e dell’Università dei Sapori.

Ricordiamo che la la celiachia o intolleranza al glutine interessa a livello mondiale moltissime persone; ecco perchè un appuntamento come quello del Gluten Free Fest (il cui slogan di questa edizione è “staccate la spiga”) diventa molto importante anche per i diversi ed interessanti appuntamenti organizzati e che vedono la partecipazione di molti esperti del settore.

Ad oggi l’unica terapia conosciuta capace di sortire effetti positivi è quella di seguire una dieta senza glutine; affiancata ad una diagnosi tempestiva la persona celiaca può avere una vita normale.

I cibi senza glutine potrebbero fare ingrassare

Ai cibi senza glutine si rivolgono coloro che soffrono celiachia o chi pensa che facciano dimagrire. Contrariamente a quanto si pensa, i cibi senza glutine potrebbero fare ingrassare. E’ il risultato di una recente ricerca, questa categoria di cibi possono nascondere dei grassi che di salutare hanno ben poco.

In aumento il consumo di cibi senza glutine

Sono ormai diventati una moda i cibi senza glutine, quelli usati da chi è affetto da celiachia, soprattutto oltreoceano, persino la famosa conduttrice americana Oprah Winfrey ha seguito per qualche tempo una dieta cui il glutine era abolito, ormai i cibi senza glutine li trovi ovunque, dal supermercato, all’autogrill, nel negozietto sotto casa. Sembra che siano diventati indispensabili, è anche vero che il numero dei celiaci continua ad aumentare, negli anni ottanta ne soffriva un italiano su mille, oggi uno su cento. Non è ancora del tutto chiaro il motivo.

Sensibilità al glutine, un nuovo disturbo della sensibilità a questa proteina

Da qualche tempo gli specialisti hanno individuato un nuovo disturbo correlato al glutine, si tratta della sensibilità al glutine, un malessere molto comune che tocca, secondo le stime, circa il 6 per cento della popolazione italiana. Un numero non indifferente di persone, se si pensa che la celiachia, considerata come diffusa, riguarda più o meno l’1 per cento delle persone. La sensibilità al glutine ha in comune con la celiachia la maggior parte dei disturbi gastrointestinali, anche se questi si verificano in modo meno evidente.

Celiachia e allergia al grano non vanno confuse, sono due forme diverse

La celiachia è una difficoltà digestiva cronica (che dura nel tempo), provocata dal contatto del glutine con la mucosa intestinale. I meccanismi che portano alla sua comparsa sono molto più complessi e difficili da individuare rispetto a quell’allergia. Secondo gli esperti, alla base della celiachia c’è un disturbo di tipo autoimmune. Questo significa che, quando la persona predisposta entra in contatto con il glutine, il sistema di difesa dell’organismo si attiva, aggredendo e distruggendo non la sostanza estranea, ma una parte dell’organismo stesso, cioè i villi dell’intestino.

Celiachia e intolleranza al glutine: come riconoscerla

 La celiachia sembra essere ancora poco conosciuta e dunque poco diagnosticata. 500.000 sono gli italiani che potrebbero essere celiaci; solo 70.000 sono i diagnosticati; 2.500.000 sono i soggetti celiaci in Europa con una incidenza diversa nei vari Paesi. Sembra che i dati della celiachia aumentino di generazione in generazione e di anno in anno. Secondo recenti studi statistici la crescita annua in Italia pari al 10%. La celiachia (CD), denominata anche enteropatia immuno-mediata o enteropatia glutine-sensibile o sprue celiaca, è una condizione patologica dovuta a fattori genetici ed ambientali. Il fattore ambientale è il glutine, una miscela di gliadine e prolamine, presente in alcuni cereali (frumento, orzo, segale, farro, kamut, spelta, criticale ed avena). Nei celiaci il glutine esercita una azione tossica sull’intestino, alterando profondamente la struttura e la funzionalità delle cellule della parete intestinale. Ne risulta così compromesso l’assorbimento dei nutrienti e lo stato nutrizionale del soggetto. Questa situazione viene ripristinata con l’unica – per il momento – terapia: la dieta senza glutine. Non si nasce celiaci ma si nasce con una predisposizione genetica alla celiachia. Non sempre da un genitore celiaco nasce un bambino celiaco. Infatti tra i parenti di primo grado (genitori, figli e fratelli) dei celiaci la possibilità di avere la malattia è tra il 10 e il 20%. La celiachia si realizza quando il soggetto geneticamente predisposto viene a contatto con il glutine fino al momento in cui si verificano le tipiche lesioni intestinali. Il tempo che intercorre varia da alcune settimane a molti anni. La lunghezza di questo intervallo di tempo dipende da fattori finora sconosciuti. Cosa prevede la dieta senza glutine: il celiaco deve sostituire pane, pasta, pizza, biscotti e altri prodotti da forno con gli equivalenti ottenuti con farine alternative ricavate macinando mais, riso, amaranto, tapioca, roveja, lupino, grano saraceno.