Cuore: gli esperti dicono che sono più a rischio i tifosi ultrà

Gli italiani hanno il calcio nel cuore, per la squadra amata si è disposti a fare qualsiasi sacrificio, anche a sobbarcarsi chilometri di strada per andare a vedere una partita, ma i tifosi sfegatati dovranno stare attenti al loro cuore. Le notizie arrivano dagli Stati Uniti dove un gruppo di studiosi ha coinvolto i tifosi americani durante il famosissimo Super Bowl, per il quale l’America si ferma, vale a dire la finale del campionato di football americano, i decessi per i problemi al cuore aumentano fino a un quarto.

L’infarto cardiaco, la malattia cardiocircolatoria più frequente, come proteggere il cuore

Le malattie cardiocircolatorie sono fra le più frequenti, l’infarto cardiaco è, fra queste, al primo posto. Dolori, senso di oppressione al torace, malessere generale e vomito sono solo alcuni dei segnali di allarme di un infarto cardiaco e ogni secondo diventa prezioso.

Se chi è colpito da infarto cardiaco viene condotto subito in ospedale, la possibilità di salvarsi è molto alta. Spesso, però, si chiama troppo tardi l’ambulanza ed anche la terapia inizia con ritardo.

Le malattie del cuore: la prevenzione è un’ arma vincente, le 10 regole da seguire per prevenire l’ infarto

Sono molti i fattori che contribuiscono ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. E’ utile riassumere brevemente le regole fondamentali da tener presenti ogni giorno come un vero e proprio decalogo di salute per la prevenzione dei disturbi cardiovascolari.

Svolgere una regolare attività fisica per prevenire l’ infarto.
Non è necessario impegnarsi in prestazioni agonistiche al di sopra delle proprie possibilità, anzi, la gradualità è essenziale se non si è allenati. Ma la pratica di una regolare attività fisica, di lieve-moderata intensità e di tipo aerobico, è assolutamente decisiva per prevenire l’ infarto. Camminare a passo spedito per mezz’ ora ogni giorno è già sufficiente per conservare i cuore in buona salute.

Più rischio infarto e ictus per chi fa le ore piccole e sta sveglio fino all’ alba. La ricerca dell’ Emory University

 Più rischio infarto e ictus per chi fa le ore piccole e sta sveglio fino all’ alba. La ricerca dell’ Emory University di Atlanta

Svelato il mistero del pericolo delle ore piccole. Già diversi studi hanno dimostrato che stare svegli fino all’ alba è pericoloso per il cuore: si verificano più spesso casi di ictus e infarto. Secondo un team di ricercatori dell’ Emory University di Atlanta la chiave di tutto è nei ritmi giornalieri delle cellule che formano i vasi sanguigni. Gli scienziati, infatti, hanno scoperto che l’ attività di queste cellule è al livello più basso proprio nelle primissime ore del mattino; questo ciclo della vita cellulare può rendere i vasi sanguigni meno in grado di rilassarsi, aumentando così il pericolo di problemi al cuore in un particolare momento della giornata.
Le cellule progenitrici entoteliali hanno un ruolo importante nel mantenere il rivestimento dei vasi sanuigni. Si tratta essenzialmente di cellule staminali che aiutano a rimpiazzare le cellule endoteliali che formano i vasi proprio nel punto di una lesione, e favoriscono la costruzione di nuovi vasi nelle aree prive di un adeguato rifornimento di sangue.

Le malattie del cuore più frequenti e le cure: aritmie, ictus, arteriosclerosi, infarto, angina pectoris

 Le malattie del cuore più frequenti e le cure: aritmie, ictus, arteriosclerosi, infarto, angina pectoris

ANGINA PECTORIS: letteralmente ” costrizione del petto “, caratterizzata da crisi dolorose localizzate nel petto dovute a insufficiente irrorazione sanguigna del cuore. Colpisce con più frequenza gli uomini sui 40-50 anni, soprattutto se fumatori e sottoposti a stress. Le crisi, dolorose e accompagnate da fame d’ aria e senso di forte oppressione al petto, sono solitamente di breve durata (pochi minuti), ma nei casi gravi possono portare all’ infarto miocardico.
CURA ANGINA PECTORIS: è sempre consigliata l’ adozione di una serie di norme igienico-dietetiche (come cambiamenti nello stile di vita e nell’ alimentazione, sospensione completa del fumo) accanto a terapie farmacologiche specifiche.