Lo smog rallenta il cervello dei bambini: a sostenere questa tesi sono gli scienziati del Centre for Research in Environmental Epidemiology di Barcellona, in uno studio pubblicato sulla rivista ‘Epidemiology’ nella quale si punta il dito contro l’inquinamento e i suoi deleteri effetti sui piccoli.
inquinamento
Smog e aria inquinata, più morti premature ogni anno
Oltre l’80% delle persone nel mondo respira aria inquinata oltre i limiti stabiliti dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità). E ogni anno sono quasi tre milioni le morti premature causate dallo smog che, inevitabilmente, provoca malattie.
Qual è la pentola più sicura? Focus sull’ambiente
Vi abbiamo parlato, negli articoli precedenti, di diversi tipi di pentolame e abbiamo provato a capire quali siano i più sicuri per la salute delle persone. Quello che vi proponiamo oggi, invece, è un focus sull’ambiente, e quindi vi parleremo dei vari materiali utilizzati per realizzare le pentole e del loro impatto ambientale.
Arrivano le app contro l’inquinamento
Si chiamano AirProbe e WideNoise e sono rispettivamente un’app in grado di monitorare l’esposizione umana all’inquinamento atmosferico e un’app col compito invece di misurare i livelli di rumore.
Si tratta delle app realizzate dal progetto europeo Everyaware, guidato dalla Fondazione Isi di Torino, con un team di ricerca internazionale composto da italiani, belgi, tedeschi e britannici.
Ambiente: in quali regioni si vive meglio?
Dai dati ricavati dall’indice del benessere regionale dell’Ocse, emersi in questo 2014 è possibile capire non solo in quale Paese si respira l’aria migliore, ma anche in quali regioni italiane. A livello di Paese, l’Italia si posizione al 26esimo posto, mentre per quanto riguarda le diverse regioni italiane, l’aria peggiore si respira in Lombardia, Piemonte, Emilia e Veneto.
Un’applicazione per dirci la qualità dell’aria
Ormai gli Smartphone ci vengono incontro per ogni nostra esigenza, dalla lista della spesa alle previsione meteorologiche. Da oggi però, la tecnologia dei nostri smartphone di ultima generazione, ci potrà aiutare anche a stabilire qual è la qualità dell’aria che respiriamo.
La frutta importata provoca l’inquinamento
L’inquinamento atmosferico è ormai una realtà, fra le tante cause, anche la frutta importata provoca l’inquinamento. L’Italia è un paese che produce frutta e verdura in abbondanza per soddisfare tutte le necessità degli italiani ma, per una questione di costi ed interesse, la tendenza è quella di ricorrere ai paesi stranieri per mettere sulle nostre tavole sia frutta che si coltiva anche nel Vecchio Stivale che frutti esotici.
Le piante che combattono l’inquinamento
L’inquinamento è un problema molto importante che riguarda la sanità pubblica, ed è argomento di molti convegni e giornate dedicate a divulgare gli effetti dannosi di alcuni agenti esterni nocivi. Fra i tanti rimedi gli esperti consigliano anche alcune piante che combattono l’inquinamento. Questo sarà uno degli argomenti che discuteranno quest’oggi, 27 giugno a Roma, nel corso dell’European Respiratory Day che si terrà all’interno dell’European Respiratory Society, dedicata ai problemi respiratori.
Equivoco ecologista: l’ americano che fa milioni vendendo CO2
Richard Sandor, l’ americano che ha inventato lo European Climate Exchange, oggi gestisce l’86% del mercato europeo delle quote di CO2 e si dichiara ecologista. I paesi virtuosi possono vendere le loro quote di inquinamento non sfruttate (secondo le regole di Kyoto) a chi produce CO2 in eccesso. Sembra proprio un paradosso, e invece accade. Il meccanismo si basa sulla premessa, fissata a Kyoto nel ’97, che ogni industria possa emettere solo una determinata quota di anidride carbonica. Se è virtuosa e non la raggiunge, potrà rivendere il proprio credito alle industrie viziose che invece sforano. E dato che i permessi di CO2 si comprano e si vendono per il 90% sulla piazza affari telematica inventata dall’ex economista Berkeley, la società che la gestisce vale oggi 1,3 miliardi di dollari e la fortuna personale del suo inventore (Richard Sandor) vale un quinto: 260 milioni. Destino paradossale per un uomo che si dichiara ecologista e vede crescere il suo patrimonio mano a mano che le risorse del pianeta svaniscono.
Smog: una città su due è fuori-legge. I risultati dell’ ultimo aggiornamento sul PM10 di Legambiente
Sono passati solo tre mesi dall’ inizio dell’ anno ed è già allarme polveri sottili in quasi metà delle città tenute d’ occhio da Legambiente. Nulla è cambiato rispetto al passato per l’ aria dei centri urbani e anche in questo 2008 non si sta facendo abbastanza. Sono 35 le città che hanno già esaurito il “bonus superamenti” consentiti dalla legge in un anno (35 giorni all’ anno con valori giornalieri di polveri sottili di 50 µg/m³) e sono tante quelle che l’ hanno ampiamente oltrepassato. A Torino e Frosinone da gennaio a fine marzo è stata superata la soglia di legge ben 61 volte. Secondo la classifica di Legambiente “ PM10 ti tengo d’occhio ”, che ogni settimana mette a confronto i livelli di PM10 nelle principali città italiane sulla base dei dati registrati dalle centraline di monitoraggio della qualità dell’ aria, non ci sono esiti positivi. Non va meglio neanche a Lucca a quota 59 giorni di superamenti, Vicenza a 56 e Modena a 54. Anche nel 2008, come negli anni scorsi i livelli di PM10 in molte città sono decisamente troppo elevati. I problemi rimangono gli stessi, i provvedimenti adottati per risolverli pure. Il numero di auto circolanti ne è il principale responsabile ma anche con questa consapevolezza, confermata da più parti, non sono state ancora adottate dalle amministrazioni soluzioni alternative valide al mezzo privato. Occorrono più mezzi pubblici, dall’ autobus al tram, al treno metropolitano, un sistema di car sharing, taxi collettivi, piste ciclabili, e sistemi di penalità come il road pricing che incentivino il trasporto pubblico a scapito di quello privato.
Smog e polveri sottili: Frosinone, Torino, Cesena, Modena e Lucca fuori legge
Di nuovo allarme smog: “Frosinone, Torino, Cesena, Modena e Lucca sono le prime città italiane fuorilegge del 2008. Per colpa dello smog. E dell’incapacità delle amministrazioni locali di attuare serie misure anti-inquinamento”. E’ la dura accusa di Legambiente all’amministrazione pubblica per la situazione dell’inquinamento dell’aria nelle città italiane. Secondo i dati registrati dalle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria, aggiornati al 19 febbraio 2008 il quadro dei primi 51 giorni dell’anno è già allarmante: 40 giorni di superamento a Frosinone e Torino, 38 giorni a Cesena, 36 a Modena e Lucca contro i 35 giorni all’anno consentiti dalla legge. E non solo: altre 10 città hanno già raggiunto o oltrepassato 30 giorni di superamento del limite medio giornaliero per le polveri sottili, apprestandosi anch’esse a superare presto il tetto massimo. Il PM10 non cala. L’emergenza non cambia, i problemi rimangono gli stessi e i provvedimenti adottati nel tentativo di risolverli pure. Purtroppo non aiuta una normativa europea che fissa precisi standard di qualità dell’aria. Attualmente, infatti, non è presente un sistema sanzionatorio utile a spronare gli amministratori ad attuare interventi realmente efficaci per migliorare la qualità dell’aria. “La situazione è preoccupante, e non solo per il numero elevato di superamenti e le possibili conseguenze sulla salute dei cittadini, ma anche per la disperante cronicità con cui si ripropone l’allarme” – ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente.
Misure Anti-Smog a Roma
E’ in vigore dal 1° gennaio il divieto di circolazione all’interno dell’Anello Ferroviario per i veicoli diesel euro 1, previsto nell’ambito delle misure antismog approvate dalla Giunta capitolina per il nuovo anno.
I diesel euro 2 si fermano, indipendentemente dalla targa, all’interno della Fascia Verde nei giovedì a targhe alterne e – altra novità 2008 – quando scatta il divieto di circolazione per i veicoli più inquinanti, al superamento dei limiti per le polveri sottili.
Nuovi fondi per un’Italia più “verde” e città più vivibili
La Finanziaria 2008 interviene per la salvaguardia e la valorizzazione del nostro patrimonio ambientale.
Ad essere interessate non sono però solo le grandi risorse paesaggistiche del Paese, cui vengono riservati nuovi fondi, le misure approvate toccano anche le città, con una più efficace lotta all’inquinamento e l’investimento su una maggiore vivibilità.
Con la ratifica del protocollo di Kyoto l’Italia si è impegnata ad applicare e rispettare il Piano sulla riduzione dell’effetto serra. Per tenere fede all’accordo la Finanziaria 2008 ha stanziato 600 milioni di euro.