Intolleranze alimentari, i sintomi principali

Le intolleranze alimentari si portano dietro sintomi ben precisi che spesso vengono erroneamente presi sotto gamba e invece sono spia importante di qualcosa che non gira come dovrebbe nel nostro organismo. Le intolleranze agli alimenti sono tante e ognuno può svilupparne una o più tipi. Ma quali sono i campanelli di allarme da non sottovalutare mai?

I sintomi più comuni della intolleranza alimentare

Quali sono i sintomi più comuni della intolleranza alimentare? E’ questo un disturbo che può colpire grandi e piccoli ma è importante coglierne subito i segnali per correre subito ai ripari. Scopriamo allora quali sono i campanelli di allarme da non sottovalutare che devono ricondurre a una intolleranza di tipo alimentare.

Sensibilità al glutine, un nuovo disturbo della sensibilità a questa proteina

Da qualche tempo gli specialisti hanno individuato un nuovo disturbo correlato al glutine, si tratta della sensibilità al glutine, un malessere molto comune che tocca, secondo le stime, circa il 6 per cento della popolazione italiana. Un numero non indifferente di persone, se si pensa che la celiachia, considerata come diffusa, riguarda più o meno l’1 per cento delle persone. La sensibilità al glutine ha in comune con la celiachia la maggior parte dei disturbi gastrointestinali, anche se questi si verificano in modo meno evidente.

Celiachia e allergia al grano non vanno confuse, sono due forme diverse

La celiachia è una difficoltà digestiva cronica (che dura nel tempo), provocata dal contatto del glutine con la mucosa intestinale. I meccanismi che portano alla sua comparsa sono molto più complessi e difficili da individuare rispetto a quell’allergia. Secondo gli esperti, alla base della celiachia c’è un disturbo di tipo autoimmune. Questo significa che, quando la persona predisposta entra in contatto con il glutine, il sistema di difesa dell’organismo si attiva, aggredendo e distruggendo non la sostanza estranea, ma una parte dell’organismo stesso, cioè i villi dell’intestino.

Le ricette per le intolleranze alimentari, spezzatino di vitello nutriente, ricetta piatto unico da 145 kcal a porzione

 Alla nascita siamo intolleranti a tutto ciò che ci circonda, compreso gli alimenti, anche perché la flora batterica intestinale, e quindi il sistema immunitario, non si sono ancora formati. Attraverso lo svezzamento, si mette in atto il processo di controllo che ci permette di superare l’ipersensibilità. Lo spezzatino di vitello che vi proponiamo è un pasto completo che prevede anche una versione per vegetariani realizzata con spezzatino di soia oppure con il seitan (se non si è intolleranti al glutine). Lo spezzatino di vitello nutriente si può consumare sia a pranzo che a cena, abbinato a verdure cotte e crude.

Benessere e corretta alimentazione quotidiana vanno di pari passo

 Siamo quello che mangiamo e, dunque, l’ equilibrio nell’ alimentazione quotidiana è la chiave di volta del nostro benessere. In quest’ ottica, zuccheri e carburano la qualità della nostra vita. Come ?
Lo scopriremo attraverso “Zuccheri e glutine, in armonia nella nostra alimentazione”, il quinto Convegno del 2010 della manifestazione “Sapere. Il Sapore del Sapere”, ideata da Rossella de Focatiis e organizzata da Erredieffe, Agenzia di Comunicazione&Eventi, che si terrà venerdì 24 settembre 2010 presso la Sala Conferenze – Centro Servizi di Banca Popolare di Milano, via Massaua 6 Milano, dalle ore 14.00 alle ore 18.30.

Alimentazione sana: i cibi che fanno bene al sistema immunitario

 L’ efficienza del sistema immunitario dipende molto da quanto gli forniamo con la nostra alimentazione, alcuni cibi contengono nutrienti di cui sono noti i potentissimi effetti immunostimolanti, utili per migliorare la resistenza alle infezioni e per la lotta contro il cancro. In certe persone alcuni cibi possono scatenare una risposta immunitaria inadeguata, la cosiddetta sensibilità alimentare. Le reazioni eccessive del sistema immunitario al cibo possono essere a grandi linee suddivise in due disturbi distinti: l’ allergia alimentare e l’ intolleranza alimentare.

L’ allergia alimentare, in cui il soggetto normalmente ha una reazione manifesta a un cibo particolare subito dopo averlo mangiato, è abbastanza rara. In alcuni ha effetti innocui, come l’ esantema che colpisce chi è allergico alle fragole, nei casi gravi può invece procurare uno shock anafilattico potenzialmente pericoloso. In genere che soffre di allergia alimentare riesce abbastanza facilmente a riconoscere il cibo a cui è allergico.

Le intolleranze e le allergie alimentari fanno ingrassare

 Le intolleranze alimentari fanno ingrassare. Fino a qualche anno fa non era chiaro perchè le persone che eliminavano i cibi a cui erano intolleranti riuscissero a perdere peso (soprattutto massa grassa). Il dimagrimento di fatto avveniva ma mancava la spiegazione scientifica. Negli ultimi anni si è capito che il meccanismo dipende dal controllo della infiammazione alimentare. Mangiare cibi verso cui esiste un’ allergia alimentare ritardata (in questo caso si parla di intolleranza alimentare vera e propria) determina una reazione infiammatoria che interferisce sulla regolazione dell’ insulina. In pratica, chi è intollerante al lievito e mangia pane e formaggio (entrambe sostanze fermentate) riceve uno stimolo a ingrassare. Mentre se porta a tavola gli spaghetti al burro (gli stessi alimenti non lievitati) riduce l’ infiammazione, regola meglio il consumo degli zuccheri, ha meno fame e brucia il grasso accumulato. Nell’ ultimo anno inoltre sono state scoperte le cellule del sistema immunitario presenti nel tessuto adiposo (grasso localizzato). Quando queste cellule vengono stimolate dalla reazione allergica, attivano una modifica nel consumo degli zuccheri. Una dieta corretta può riportare questa alterazione nella norma, aiutando a migliorare il rapporto con il proprio peso.

Medicina naturale e sovrappeso: omotossicologia ed omeopatia per le intolleranze alimentari

 Molte persone soffrono di intolleranze ad uno o più alimenti e il sovrappeso è uno degli effetti dell’ intolleranza alimentare. Come terapia al sovrappeso, l’ omotossicologia cerca l’elemento tossico che ha squilibrato il rapporto tra massa magra e massa grassa. Poi lo elimina nel modo più semplice: togliendolo dall’ alimentazione. L’ omotossicologia prevede 3-4 mesi di astensione dal cibo, o dai cibi, responsabili dell’ intolleranza alimentare e, in questo periodo, aiuta l’ organismo a ritrovare l’equilibrio con farmaci omeopatici privi di controindicazioni. La diagnosi dell’ intolleranza alimentare viene effettuata di solito con tre tipi di test: vega, elettro-agopuntura di Voll, moraterapia. Si individua l’ alimento che causa intolleranza e sovrappeso, che solitamente appartiene alla categoria del latte e derivati (in cima alla classifica dei cibi che provocano ipersensibilità), a quella del frumento e derivati (secondo in lista), del lievito, del maiale e derivati, delle solanacee (pomodori, peperoni, patate, melanzane), dei crostacei o dei molluschi e del pesce. Meno frequenti sono invece le intolleranze alimentari alle uova, ad alcuni tipi di frutta (soprattutto il kiwi) e all’ olio d’oliva. Diagnosticato l’ alimento o gli alimenti che provocano l’ intolleranza, lo si elimina (assieme a tutti gli altri cibi che lo contengono) dalla dieta per 3-4 mesi. In questo periodo di assumono i farmaci omeopatici prescritti dal medico. Poi si ritorna ad un’ alimentazione normale: dapprima si riporta il cibo in tavola una sola volta la settimana, poi ogni 4 giorni e poi 2 volte la settimana. In questo modo il corpo si sgonfia e la pancia si appiattisce per la ripresa della giusta funzionalità intestinale. Migliora anche lo stato dell’ epidermide, si acquista più energia e spariscono anche tanti piccoli disturbi che sono legati all’ intolleranza: difficoltà digestive, mal di testa, problemi di pelle. Curando l’ ipersensibilità ad uno o più alimenti, si arriva ad un dimagrimento spontaneo.