Le gare genericamente sono sinonimo di muscoli, corpo scolpito, prestanza fisica, ma non sono questi i requisiti richiesti per partecipare al Mentathlon, in questo caso ad essere allenati dovranno essere unicamente mente e cervello, a qualsiasi età, un binomio vincente che deve essere allenato, coltivato. Esistono delle vere e proprie patologie che possono invalidarne l’uso ma, se è vero che “Mente sana in corpo sano”, è vero anche che il cervello deve rimanere lucido e attivo sia quando si è giovani che con il passare degli anni.
memoria cervello
Colesterolo e pressione alta danneggiano anche la memoria
Che siano un danno vero e proprio per la salute del cuore è risaputo, parliamo di colesterolo e pressione alta, entrambi sono un vero e proprio pericolo non solo per la salute del cuore e delle arterie, ma mettono a rischio pure il benessere del cervello: infatti aumentano non poco la probabilità che la memoria perda colpi. Questo è quanto risulta da una ricerca francese presentata a Honolulu, al congresso dell’America Academy of Neurology. Del resto, i deficit cognitivi sono da considerare un fattore di rischio per un evento cardiovascolare grave come l’ictus: lo ha dimostrato un studio americano di cui si è parlato durante lo stesso convegno.
Benessere, equilibrio psicologico e antinvecchiamento: i benefici del ginkgo
Originario della Cita e del Giappone, l’albero del ginkgo è l’ultimo rappresentante di una specie botanica risalente a 280 milioni di anni fa, ed è considerato un fossile vivente e pianta che vince il tempo. Ha resistito perfino ai residui della bomba di Hiroshima. La fitoterapia attribuisce al ginkgo una funzione anti età estremamente efficace. Aiuta sia nella prevenzione che nella cura dell’invecchiamento, favorisce la memoria, la concentrazione, l’equilibrio psicologico e la coordinazione dei processi motori.
Non basta una buona memoria per affrontare nuove decisioni. La ricerca della Columbia e Stanford University
Non basta una buona memoria per affrontare nuove decisioni. La ricerca della Columbia e Stanford University
Quando dobbiamo prendere delle decisioni nuove, spesso ci facciamo guidare generalizzando a partire da una serie di esperienze del passato simili alla nuova situazione che dobbiamo affrontare.
Due ricercatori della Columbia University e della Stanford University (Daphna Shohamy e Anthony Wagner) hanno analizzato come il nostro cervello riesce a generalizzare per prendere decisioni e affrontare al meglio le nuove situazioni della vita.
Sulla base di studi precedenti i ricercatori hanno ipotizzato che la generalizzazione derivi da una codifica del cervello che si verifica mentre sperimentiamo degli eventi nuovi ma in parte simili a eventi del passato; la codifica integrativa effettuata dal nostro cervello dipende sia dall’ ippocampo sia dalle regioni dei neuroni dopamminergici del mesencefalo.
Quindi il nostro cervello associa e integra eventi del passato alla situazione presente attraverso la memoria.