Allattare al seno riduce il rischio di Alzheimer: a dirlo sono i risultati di uno studio condotto su 81 donne, dai 70 anni in su sia con che senza morbo di Alzheimer, dall’Università di Cambridge e dall’Università di Manchester spiegando che più dura l’allattamento e maggiore sarà la protezione di cui può giovare la mamma. Il team di ricercatori ha anche parlato con i parenti, coniugi e badanti e con queste ricerche ha potuto raccogliere informazioni sulla loro storia riproduttiva, sulla loro storia di allattamento e sullo stato di demenza. Sebbene il numero esiguo di partecipanti lo studio ha rivelato una serie di chiari legami tra allattamento al seno e morbo di Alzheimer; si pensa che l’allattamento al seno ripristini il metabolismo glucidico e la tolleranza all’insulina nel cervello modificati nel corso della gravidanza.
morbo di alzheimer
Champagne contro l’Alzheimer
Lo champagne potrebbe essere utile per contrastare l‘Alzheimer; sono giunti alla conclusione che bere un bicchiere di champagne potrebbe prevenire la demenza, allontare il morbo di Alzheimer e quindi in generale la memoria alcuni ricercatori della Università di Reading in Gran Bretagna grazie ad uno studio i cui risultati sono stati pubblicati all’interno della rivista Antioxidants & Redox Signaling. Il professor Jeremy Spencer e il suo team di biochimici ha condotto uno studio osservando la memoria di diversi gruppi di ratti e come si comportavano all’interno di un labirinto ed hanno potuto notare come il gruppo sperimentale di ratti, quello che aveva ricevuto goccioline di champagne nel cibo per sei settimane era in grado di farlo con un tasso di successo del 70% contro il 50% invece dei topolini che non avevano bevuto champagne.
Avocado: fa dimagrire
L’avocado potrebbe essere un ottimo alleato per dimagrire e anche per contrastare le malattie metaboliche; a dirlo sono i riusultati di uno studio del programma americano National Health and Nutrition Examination Survey, promosso dai Centers for disease controll and prevention (Cdc) e pubblicato all’interno di Nutrition Journal. Secondo questi ricercatori mangiando regolarmente l’avocado si mantengono bassi i livelli del colesterolo e si può ridurre anche la sindrome metabolica.
I farmaci per la pressione alta riducono il rischio Alzheimer
Una buona notizia, i farmaci per la pressione alta riducono il rischio Alzheimer. Un dato confortante visto che l’ipertensione, potrebbe provocare infarto o ictus, ma è ritenuta anche una possibile causa di gravi poblemi al cervello, fra questi la perdita di memoria, la difficoltà di concentrazione e, in generale, un deficit cognitivo, come demenza o Alzheimer.
Aumentano i casi di demenza, i malati nascondono la malattia
Sono in preoccupante aumento i casi di demenza, i dati sono allarmanti, nel mondo sono circa 7,7 milioni i nuovi pazienti, un caso di demenza ogni 4 secondi. A preoccupare è anche la notizia che i malati nascondo la malattia ed i familiari tacciono. Le dimensioni del fenomeno sono pari a quelle di una pandemia. Se drammatica è la malattia, ancor più grave è la paura, di malato e di paziente, di rivolgersi ad un esperto.
Giornata Mondiale Alzheimer: 21 settembre 2012
Il 21 settembre 2012 avrà luogo la XIX Giornata Mondiale Alzheimer, una demenza degenerativa che solitamente colpisce le persone oltre i 65 anni ma che può manifestarsi anche in persone più giovani; se ne parla forse ancora troppo poco ed invece sarebbe il caso che chi di dovere si muovesse affinchè i malati di Alzheimer e le loro famiglie non vengano più lasciati da soli. Sì perchè quando si ha a che vedere con un malato di Alzheimer molto spesso a stare male, a non capire cosa fare, come comportarsi sono i familiari; persone che lentamente perdono la memoria, non riconoscono più i congiunti, i figli, i nipoti.
Allenare il cervello e la memoria protegge dall’ Alzheimer. La ricerca dell’ Istituto Scientifico San Raffaele
Allenare il cervello e la memoria protegge dall’ Alzheimer. La ricerca dell’ Istituto Scientifico San Raffaele
Basta un cruciverba, imparare a memoria una canzone, esercitarsi a parlare una lingua straniera o ripetere le tabelline per mantenere allenato il cervello.
Questi semplici esercizi stimolato il cervello e lo proteggono dall’ Alzheimer: un cervello allenato infatti rallenta l’ insorgere dell’ Alzheimer e ne smorza i sintomi.
Lo dimostra uno studio europeo che ha coinvolto diversi centri di ricerca, coordinati dai ricercatori dell’ Università Vita-Salute San Raffaele e dell’ Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, pubblicato su Neurology.
Secondo la ricerca, le persone che tengono il cervello continuamente in esercizio e anche chi svolge attività intellettualmente impegnative o ha un grado alto di istruzione, si munisce di un ” cervello di scorta ” che entra in funzione se l’ Alzheimer colpisce, rallentandone il decorso e l’ aggressività.
Se l’ Alzheimer danneggia i neuroni e le loro connessioni, un cervello ben allenato se la cava lo stesso, utilizzando le altre connessioni sane come riserva.