Al giorno d’oggi il morbo di Parkinson ha colpito soltanto in Italia più di duecentotrentamila persone. Un numero che è destinato a crescere a vista d’occhio e a raddoppiare nei prossimi quindi anni. Stiamo parlando di una malattia gravissima, che costringe intere famiglie a vivere un futuro precario. Non è raro che tutti i familiari debbano in altri termini muoversi al fine di prestare continua assistenza ai soggetti affetti dal morbo. Attualmente, inoltre, il Parkinson può essere monitorato ma non può essere guarito.
Parkinson
Peperoni e pomodori contro il Parkinson
Peperoni e pomodori possono essere impiegati per cercare di contrastare il Parkinson; a dirlo i risultati di un nuovo studio condotto dall’Università di Washington a Seattle. Ed il merito secondo loro sarebbe della nicotina, sostanza contenuta nei peperoni e nei pomodori che sarebbe capace di ridurre i rischi di andare incontro al morbo di Parkinson, malattia che ricordiamo solitamente si manifesta nel momento in cui vi è una perdita di cellule cerebrali che producono dopamina; questo causa disturbi del movimento come tremori a diverse parti del corpo (mani, braccia, viso e gambe) ed anche rigidità degli arti, lentezza dei movimenti e perdita di equilibrio.
Fragole e mirtilli contro l’invecchiamento precoce
Fragole e mirtilli potrebbero essere particolarmente utili per combattere l‘invecchiamento precoce; a promuovere i frutti di bosco alcuni ricercatori del Human Nutrition Research Center on Aging alla Tufts University e dell’University of Maryland Baltimore County che hanno condotto uno studio su modello animale.
Il tai chi per aiutare i malati di Parkinson
Se si soffre di Parkinson almeno agli stadi iniziali i medici consigliano di fare una leggera ma costante attività fisica; questo per evitare che i muscoli ai atrofizzino e/o diventino rigidi. Certo non sempre si riesce ma l’importante è almeno provare; agli esercizi più classici che possono essere insegnati presso dei centri di riabilitazione si aggiunge anche il tai chi, una disciplina orientale che sta prendendo sempre più piede anche nel nostro paese.
Il tai-chi che si basa su movimenti controllati e lenti sembra essere perfetto e adatto anche nei confronti delle persone che soffrono di Parkinson in forma lieve, aiutandoli a ritrovare l’equilibrio; a questa conclusione è arrivato uno studio condotto Li Fuzhong, docente presso il Research Institute Oregon di Eugene (USA), e pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine.