Liposuzione: intervento più richiesto nel 2012

La liposuzione è l’intervento di chirurgia estetica più praticato nel 2012 in Italia mentre l’aumento del seno si “piazza” al quarto posto; a dirlo sono stati i risultati dei dati presentati nel corso del convegno “Chirurgia estetica: facciamo il punto” organizzato a Firenze il 2 e 3 marzo.

Il fatto che la mastoplastica non sia più fra gli interventi maggiormente richiesti è per via dello scandalo protesi Pip di cui più volte abbiamo parlato nel blog?

Può darsi ma bisogna anche dire che ben l’88% degli specialisti ha dichiarato di aver eseguito meno interventi rispetto all’anno precedente (già nel 2011 si era registrata una minor richiesta di interventi di chirurgia plastica).

Chirurgia estetica: donne favorevoli

Chirurgia estetica: le donne sono favorevoli. Questo in sintesi il risultato di un sondaggio condotto da Gruppo aufeminin ha chiesto alle donne, tramite una ricerca internazionale, il proprio parere sui trattamenti di medicina e chirurgia estetica. Insomma sembra proprio che nonostante la crisi il settore della chirurgia estetica e plastica regga; e questo nonostante i problemi dei mesi scorsi che hanno interessato le donne che si erano sottoposte a mastoplastica additiva e a cui erano state inserite delle protesi PIP.

Lipofilling: sì dalla Francia. Italia più cauta

Sembra che la Società francese di chirurgia plastica (Sofcpre) abbia cambiato opinione circa la tecnica del lipofilling, la tecnica che permette di togliere del grasso dalla pancia o da altre parti ed usarlo per rendere più prosperoso il seno esprimendo pareri favorevoli; l’Associazione italiana chirurgia plastica estetica (Aicpe) sembra invece più cauta. La Società francese di chirurgia plastica durante un congresso nazionale ha detto che il lipofilling è efficace e può essere considerata come un’alternativa alle protesi tradizionali.

Come ha spiegato Giovanni Botti, presidente dell’Associazione italiana di chirurgia plastica estetica

Dopo lo scandalo delle protesi Pip, infatti, i timori delle pazienti verso gli interventi di mastoplastica additiva sono aumentati notevolmente e questo ha spinto i medici a riconsiderare le soluzioni esistenti e a orientarsi anche verso tecniche alternative. Fra queste la più convincente si è rivelata il lipofilling

Tuttavia sempre secondo Botti occorre prudenza perchè sebbene questo sia un intervento di chirurgia estetica piuttosto diffuso e ci siano dei riscontri positivi (sono stati monitorati molti casi di donne cui era stato asportato un tumore e ricostruito il seno con questa tecnica ed i risultati sono positivi), ci sono studi clinici ancora in corso, e quindi occorre ancora del tempo per poter giungere ad una conclusione definitiva.

Naomi Wolf denuncia: le donne sempre più cavie di laboratorio

Il Corriere della Sera ha ripreso un artico di cui è autrice Naomi Wolf, nota scrittrice americana femminista, che riprende il discorso delle pericolosissime protesi al silicone Pip, che hanno creato un allarme inizialmente solo in Francia e poi sviluppatosi in tutto il mondo. Una ricerca ossessiva della forma fisica a tutti i costi, ma anche la necessità dopo un intervento chirurgico devastante, porta le donne a dover ricorrere ad impiantarsi delle protesi al seno. Se tutti fossero onesti, soprattutto i luminari, potrebbe trattarsi di un intervento di routine, ma così non è.

Protesi Pip e cancro al seno: nessun legame

Anche oggi vi riportiamo una notizia che ha a che vedere con le protesi Pip; solamente qualche giorno fa vi abbiamo informato circa l’azione che vorrebbero intraprendere i chirurghi plastici, costituendosi parte lesa ed ora arrivano anche delle importanti precisazioni da parte di Mario Pelle Ceravolo vicepresidente di Aicpe, l’associazione che riunisce i chirurghi plastici estetici a proposito di protesi Pip e cancro al seno.

non esistono evidenze scientifiche sul fatto che ci siano legami tra le protesi e il cancro. Anzi, l’incidenza di tale patologia è inferiore a quella che si riscontra tra le donne senza protesi. Anche i dati sulla rottura delle protesi sono incerti, in quanto gli studi esistenti sono stati effettuati con metodologie differenti e quindi non comparabili. Proprio per questo, come associazione, ci stiamo attivando per realizzare uno studio relativo alle protesi Pip in Italia

In questi ultime settimane dopo lo scoppio di questo scandalo in diversi paei era scattata una vera e propria psicosi, in certi casi forse anche legittima vista la scarsità di informazioni che circolavano; speriamo quindi che le parole del vicepresidente di Aicpe siano d’aiuto verso tutte quelle donne cui sono state impiantate proprio delle protesi Pip.

Protesi Pip: i chirurghi plastici si sentono parte lesa

Torniamo a parlare di protesi PIP perché sono arrivati i dati relativi al primo censimento di queste protesi difettose: il ministro della Salute, Renato Balduzzi ha reso noto che tra il 2001 e il 2011 nel nostro paese sono stati 4525 gli impianti eseguiti usando protesi PIP. Sono però dati incompleti perché all’appello mancano ancora alcune regioni; sempre secondo quanto dichiarato dal Ministro gli impianti dichiarati sono 3802, effettuati principalmente nel centro-nord Italia.

Ricordiamo che sebbene ci sia paura non esistono (almeno ad oggi) legami certi tra protesi Pip e cancro al seno.

L’ideatore di questi impianti, Jean Claude-Mas nei giorni scorsi era stato arrestato e poco dopo rimesso in libertà; come vi abbiamo riportato in questo articolo lui aveva agito in maniera consapevole perché il gel usato in queste protesi era più economico. Ora, anche i chirurghi plastici cominciano a lamentarsi ritenendosi parte lese e, l’Aicpe, associazione che riunisce i chirurghi plastici estetici, ha deciso di denunciare la società francese Poly Implant Prothesis, produttrice delle protesi e l’ente certificatore tedesco T.U.V. Rheinfeld, chiamato ad eseguire i controlli.

Scandalo protesi Pip, a rischio anche le protesi per gli uomini

Non sembra mai finire lo scandalo delle protesi Pip (Poly Implant Prothese), società francese ormai fallita, non senza aver provocato danni a molte persone a rischio, un vero e proprio allarme sanitario scoppiato nel mondo della chirurgia estetica. Ci sarebbero anche protesi fabbricate per testicoli, glutei e pettorali destinati agli uomini, utilizzate in prevalenza per casi di cancro. Dopo le protesi mammarie, per la cui produzione sono stati utilizzati materiali altamente cancerogeni, le altre drammatiche ed allarmanti notizie arriverebbero dal quotidiano francese “Le Parisien”, che ha raccolto le testimonianze di due ex dipendenti dell’azienda incriminata.

Protesi Pip: nel silicone anche additivi chimici industriali

Nuovi ed inquietanti dettagli attorno al caso delle protesi Pip; secondo quanto riferito dall’emittente radiofonica francese Rtl sembra infatti che il gel al silicone di cui sono fatte le protesi Pip aveva degli additivi chimici industriali che non erano mai stati sottoposti a test specifici. Si sta parlando di resine usate per per la produzione di carburanti, gomma, componenti per il pc e alimenti: insomma niente a che vedere con il settore medico.

Quindi queste protesi non solo sono più fragili di altre e quindi con un rischio di rottura maggiore; non solo contengono del silicone di tipo industriale (quello da usare è invece di tipo medico, più costoso ma anche più sicuro) ma adesso si scopre anche che alcuni componenti erano dei veri e propri additivi chimici: protesi che quindi sembrano essere un vero e proprio attentato alla salute.

Jean Claude Mas, l’ideatore delle protesi Pip apre una nuova società?

Jean Claude Mas, il creatore delle protesi difettose Pip di cui spesso abbiamo parlato nel nostro blog sarebbe in procinto di tornare con una nuova società sempre dedita alla produzione di protesi; la notizia riportata da Le Monde mi lascia senza parole. La domanda che sorge spontanea è “Come può un uomo salito agli onori della cronaca per avere usato protesi con del silicone industriale e accusato di diversi casi di cancro al seno (su questo punto però vorrei ribadire che non è ancora stata accertata una relazione certa tra protesi Pip e cancro) pensare di dare vita ad una nuova società sempre nello stesso settore?”

La società France Implant Technologie (FIT), che è stata creata a giugno per conto dei suoi due figli, Nicolas Lucciardi di 27 anni e Peggy Lucciardi di 24 anni, ha elaborato un piano industriale per incrementare la produzione di protesi a La Seyne-sur-Mer. L’ex capo, Jean-Claude Mas, appare nuovamente nell’organigramma come “consulente tecnico commerciale” e due ex dirigenti della PIP ricoprono cariche di responsabilità nei settori della produzione e monitoraggio della qualità.

Protesi Pip: lo IEO ha richiamato tutte le pazienti

Parliamo ancora una volta delle protesi al silicone PIP; all’interno del sito dello IEO, Istituto Oncologico Europeo è contenuto un comunicato che invita a non farsi prendere dal panico perché almeno fino ad oggi non è stato dimostrato un legame di causa effetto tra protesi Pip e cancro al seno.

Inoltre lo IEO rende noto che tutte le pazienti cui sono state impiantate queste protesi sono state contattate per un’ecografia mammaria gratuita ed una visita con un chirurgo plastico.

Ricordiamo che la commercializzazione delle protesi Pip era stata bloccata nel nostro paese già all’inizio del 2010; protesi che sono state impiantate anche a donne di altri paesi come in Israele e Olanda.

Protesi difettose Pip: la drammatica storia di Ornella

Vi raccontiamo la storia di una donna non giovanissima, cinquant’anni, non si è certo più ragazzine ma si è donne, mature, con tutto il bagaglio di esperienze che una donna è riuscita ad acquisire nel corso degli anni. Ornella è un nome di fantasia, una storia come tante, una vita normale, un quotidiano che condivide con milioni di donne al mondo. Come succede a tante, non si è mai contente del proprio corpo, il gluteo poco tonico, la pancetta perché si sono avuti dei figli e quel seno che non è più turgido o non è la misura che vorremmo avere. Il seno è una parte importante del corpo, un bel décolleté in estate con quelle camicette scollate fa una bella figura.

Protesi Pip, allarme in Italia, il Codacons annuncia una class action

Sotto accusa il gel contenuto nelle protesi francesi Pip, una sostanza che potrebbe provocare il cancro al seno, ma non c’è nulla che ne possa dare la certezza. Nonostante ci siano rassicurazioni da più parti che in Italia non ci sia richio per queste protesi, il Codacons dichiara, al contrario, che sarebbero migliaia le donne italiane che sono state sottoposte ad un impianto di protesi prodotte dall’azienda francese Pip. I dati comunicati dall’associazione in difesa del consumatore parlano di 4.300 pazienti coinvolte, contestando il dato ufficiale fino ad oggi diffuso dall’azienda, la considerazione arriva dai dati certi che fino al 2007 l’Istituto tumori di Milano avrebbe utilizzato unicamente tali protesi per le operazioni al seno.