Difficoltà a prendere sonno, ore ed ore passate a contare le pecore, o ancora risvegli continui e sonno disturbato: sono tutte situazioni difficili che portano all’ esasperazione chi le vive, tanto da spingere spesso queste persone a pensieri o gesti estremi. Questo almeno quanto emerge da uno studio americano, secondo cui chi soffre di problemi cronici del sonno corre un rischio maggiore rispetto ad altri di arrivare a meditare il suicidio. Guai, allora, a trascurare i problemi di insonnia.
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Aromaterapia: lavanda, vaniglia e fiori di campo sono le essenze del buon sonno
Tra le regole del buon sonno c’è anche l’ aromaterapia e le essenze degli oli essenziali Un buon odore difuso in camera da letto non solo rende il sonno più
L’ importanza del sonno sulla memoria e sulle emozioni: il sonno sceglie cosa ricordare e cosa dimenticare
L’ importanza del sonno sulla memoria e sulle emozioni: il sonno sceglie cosa ricordare e cosa dimenticare
Le emozioni e le immagini che hanno colpito l’ anima e hanno scosso i sentimenti sono preservati grazie al sonno.
Durante il sonno la mente seleziona cosa ricordare e cosa no, e abbandona le memorie neutre per conservare quelle emotivamente significative.
Lo conferma uno studio realizzato dai ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center e del Boston College e pubblicato sulla rivista Psychological Science.
Il ruolo del sonno nel processo di conservazione delle cosiddette memorie procedurali, ovvero il ricordo di come si fa qualcosa (ad esempio suonare il piano) era già noto.
Ora lo studio statunitense ha chiarito il meccanismo che regola la memoria episodica.
Questa memoria si compone di elementi carichi emotivamente e di elementi solo marginalmente correlati con le emozioni (ricordi neutri) spiegano i ricercatori.
Nello studio sono stati coinvolti 88 studenti ai quali sono state mostrate immagini neutre con soggetti neutri (una macchina parcheggiata davanti ad un negozio) e immagini emotivamente forti (la stessa auto distrutta dopo un incidente parcheggiata lungo una strada molto simile alla prima).
Gli studenti sono stati divisi in tre gruppi. Ai membri del primo è stato chiesto cosa ricordavano dopo soltanto trenta minuti, a quelli del secondo la stessa domanda è stata rivolta loro a fine giornata, trascorse dodici ore, e al terzo sempre dopo dodici ore ma nelle quali era compresa una notte di sonno.