Dopo una piccola pausa oggi vi propongo nuovamente alcuni esercizi yoga utili per portare un pò di sollievo ai dolori che possiamo riscontrare sempre a livello della colonna vertebrale, in particolare alla schiena e alla zona lombare. La postura di cui vi parlo oggi è quella del cobra, forse la più conosciuta. In sanscrito viene chiamata Bhujangasana e il nome prende origine proprio perchè l’adepto eseguendola solleva la testa e il tronco come il cobra quando è pronto ad attaccare.
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Ginnastica fai da te: quando il mal di schiena si fa sentire ecco la ginnastica da fare, gli esercizi per il mal di schiena
In presenza del male alla schiena, è naturale che i movimenti siano limitati. Non bisogna tentare di fare esercizi quando il dolore è intenso, solo quando si sarà attenuato si potrà iniziare a fare degli esercizi per il mal di schiena, molto delicatamente, per cinque minuti alla volta, per migliorare la circolazione sanguigna e rimuovere qualsiasi scoria da tessuti danneggiati.
Facendo gli esercizi per il mal di schiena, i muscoli e le articolazioni interessate aumenteranno la lubrificazione e impediranno che vi irrigidiate e perdiate mobilità. In seguito si potrà passare a degli esercizi per il mal di schiena studiati per rinforzare i muscoli dorsali e addominali, in modo da evitare o ridurre la possibilità che il dolore si ripresenti in futuro.
Medicina naturale: l’ artiglio del diavolo, una cura per tendiniti, mal di schiena, dolori cervicali e artrite
Il nome non è dei più rassicuranti e rimanda la fantasia ad immagini di streghe e strane pozioni magiche… in realtà l’ artiglio del diavolo è il nome dialettale dell’ Arpagofito (Harpagophytum procumbens), una pianta perenne rampicante appartenente alla famiglia delle Pedaliacee, che deve il suo nome sinistro alla sua conformazione ad uncino. Diffuso nell’ Africa Sud-Occidentale ed in particolare nel deserto del Kalahari, nelle steppe della Namibia e nel Madagascar, l’ artiglio del diavolo possiede appendici dure che caratterizzano i suoi frutti ovoidali. Queste escrescenze sono dotate di robusti uncini che, penetrando nel corpo o nelle zampe degli animali, procurano serie ferite, costringendoli a compiere – per l’ appunto – una danza “indiavolata”.
La parte utilizzata a scopo terapeutico di questa pianta deriva dalle radici secondarie, che contengono principi attivi in elevata percentuale.