È partita la campagna per la tutela della salute della donna, lo slogan di cui è stestimonial Noemi, racchiude il senso ‘La mia salute di donna dipende anche da me’, realizzata dal Ministero della Salute e la Presidenza del Consiglio dei Ministro. L’obiettivo della campagna è promuovere la cultura della cura della proprio salute, ed è rivolta a tutte le donne di qualsiasi età.
salute donna
Benessere dei piedi: le donne soffrono in silenzio per i tacchi e la moda
Più del dolore potè il tacco-gioiello. Così quasi quattro donne su 10 finiscono per comprare scarpe troppo alte, piccole o strette, pur sapendo benissimo che finiranno per soffrire, pronte a tutto in nome della moda. A evidenziare l’ irrazionalità femminile quando si tratta di stiletti e decolleté è la Society of Chiropodists and Podoiatrists britannica, specialisti chiamati a rimediare alle torture inflitte alle estremità pur di poter sfoggiare un paio di tacchi all’ ultimo grido.
SCARPE BELLE MA SCOMODE
Da un sondaggio condotto su 2mila persone, emerge che il 37% delle donne indosserebbe, e ha indossato, un paio di scarpe bellissime ma scomode. Una follia che accomuna anche il 17% degli uomini, pronti a comprare mocassini o stringate anche se il numero non è quello giusto. E ancora, benché l’ 80% delle donne abbia ammesso di soffrire di problemi ai piedi, dalle unghie incarnite, alle vesciche, alle callosità, solo il 40% ha chiesto aiuto a un professionista. Insomma, per le scarpe all’ ultima moda si soffre in silenzio.
“Molti di noi faticano a resistere al rischiamo dell’ ultimo must di stagione, ma è importante ricordare che comprando scarpe che fanno male non si finisce solo per soffrire una sera, ma anche per mettere in pericolo la salute” dei piedi, sottolinea la podologa Lorraine Jones. Insomma, se al momento della prova si sente un fastidio o un dolorino, c’ è qualcosa che non va. E se gli stiletti killer, oltre a regalare centimetri, possono causare problemi, le scarpe senza lacci sono fra i peggiori colpevoli, dal momento che fanno scivolare in avanti il piede e così le dita sono contratte a lungo. Le peggiori sono le decolleté molto scollate, di cuoio, con punta bassa, almeno secondo i podologi britannici.
Gravidanza e Parto: le donne italiane fanno figli a 31 anni e il 40% con taglio cesareo
Trentuno anni: è l’età media delle donne che partoriscono nel nostro Paese, per il 40% con un taglio cesareo. Una percentuale che ci pone “ai primissimi posti nel mondo e
Donne con la pancetta a rischio asma: i rischi del sovrappeso sulla salute. L’ indice di massa corporea
Girovita rosa sotto i riflettori. Le donne “a mela”, alle quali la natura ha risparmiato i fianchi larghi della conformazione “a pera” ma non un addome pronunciato più tipico della silhouette maschile, rischiano infatti l’ asma anche se non sono in sovrappeso. Per ragazze e signore forti di pancia, rispetto a quelle che vantano un vitino da vespa – rileva uno studio americano pubblicato su Thorax – il pericolo di incorrere nella malattia respiratoria è aumentato di un terzo.
I PERICOLI DEL GRASSO VISCERALE
La ricerca, condotta dagli scienziati del Northern California Cancer Center di Berkeley, torna quindi a puntare il dito contro il cosiddetto grasso viscerale: quello che si accumula sulla fascia addominale “è un grasso metabolicamente più attivo – ricorda Julie Von Behren dell’ equipe di studiosi Usa – Può produrre sostanze infiammatorie e l’ infiammazione è legata all’ asma” a doppio filo.
DONNE IN SOVRAPPESO PIU’ SOGGETTE ALL’ ASMA
L’ équipe d’ Oltreoceano ha analizzato i dati relativi a più di 88 mila fra insegnanti e amministratrici scolastiche. In generale, l’ indagine ha confermato che le donne in sovrappeso hanno un rischio d’ asma del 40% maggiore rispetto alle normopeso; per quelle obese la probabilità di ammalarsi raddoppia, mentre per quelle gravemente ‘XL’ si moltiplica di oltre tre volte. Ma il dato a sorpresa ha riguardato le donne con un peso normale, ma una circonferenza vita che supera gli 88 centimetri: in questa quota il pericolo d’ asma cresce di un terzo.
Bimbi felici e mamme in forma? Dal ginecologo dei vip il consiglio: mamme a casa per almeno 2 anni
Perché il suo bebè sia sereno e felice la mamma dinamica e moderna farebbe meglio a mettersi il cuore in pace, e rinunciare al lavoro per almeno due anni. Non solo. In barba alle raccomandazioni di tanti pediatri, il frugoletto dovrebbe dormire nel lettone, o almeno nella stessa camera della madre, fino a 24 mesi. Le insolite raccomandazioni arrivano da Yehudi Gordon, del St John & St Elizabeth Hospital di North London, celebre ginecologo pioniere del parto in acqua in Gran Bretagna, che ha fatto nascere i bimbi di dive del calibro di Cate Blanchett, Jerry Hall ed Elle McPherson.
NIENTE STRESS AL BIMBO
Gordon dice di aver fatto tesoro della sua esperienza trentennale nel pianeta mamma-bambino, e dopo una così lunga osservazione non ha dubbi. “Stress, ansia, attacchi di panico e insonnia sono dovuti in larga parte alle insicurezze che ci segnano da bambini, quando siamo separati troppo presto dai nostri genitori“, spiega il ginecologo, illustrando la sua visione delle cose sul ‘Daily Mail’. “Alla nascita gli esseri umani sono i mammiferi meno sviluppati del pianeta, e ciò che accade quando il cervello inizia a svilupparsi ha un marcato impatto su di noi nell’ infanzia e nell’ età adulta“.
Salute Donna: il Pap Test per individuare cancro, infezioni batteriche, virali o micotiche
E’ uno dei test di screening femminili più utilizzati per avere una diagnosi veloce, è sicuro e fornisce indicazioni precise sullo stato di salute dell’ utero. Negli Stati Uniti è obbligatorio farlo ogni 12 mesi, mentre in Italia non c’è una normativa vincolante, ma tutte le donne dovrebbero farlo almeno una volta ogni tre anni. Ma in quanti lo conoscono? Il Pap test (o citologia cervicovaginale) è un esame citologico che indaga le alterazioni delle cellule del collo dell’ utero. Il suo nome deriva dal medico greco-americano Georgios Papanicolaou (1883-1962), il padre della citopatologia. Egli sviluppò questo test per la diagnosi rapida dei tumori del collo dell’ utero. Da allora il Pap test è rimasto pressoché invariato, e solo in anni recenti è stato aggiornato con lo sviluppo della citologia in fase liquida. In Italia fu avviato per la prima volta da un medico napoletano, il Prof. Mario Tortora, discepolo di Papanicolaou sin dal 1953.
Tumore al collo dell’ utero e Papilloma Virus: nasce Wacc Forum per l’ informazione
Tumore al collo dell’ utero e Papilloma Virus: nasce Wacc Forum per l’ informazione
Una lobby Rosa contro il cancro al collo dell’ utero, che uccide ogni anno 280 mila donne nel mondo, di cui 15 mila in Europa e circa 1.300 in Italia.
Per offrire informazioni qualificate su questo tumore, e su tutte le malattie da Papilloma virus umano (Hpv), nasce il network globale Women Against Cervical Cancer (Wacc): una fondazione indipendente da politica e interessi commerciali, che mette in rete 20 organizzazioni internazionali e 5 italiane. Tra queste l’ associazione nazionale della stampa medica Unamsi. Wacc, con sede fisica a Ginevra, è stata battezzata a Nizza in occasione del congresso 2008 dell’ Eurogin (Organizzazione europea per la ricerca sulle neoplasie le infezioni genitali). I promotori sono partiti dal dato evidenziato da un sondaggio internazionale, secondo cui l’ 82% delle donne chiede più informazioni sul cancro al collo dell’ utero, sull’ Hpv e su come prevenire, diagnosticare e trattare le conseguenze dell’ infezione.
Nonostante l’ arrivo della vaccinazione anti-Hpv abbia migliorato le conoscenze su questo virus, c’è ancora un grande bisogno di programmi di educazione pubblica, conferma Joseph Monsonego, presidente di Eurogin e Wacc. Colmare questo vuoto di sapere è dunque la missione del nuovo network, sostenuto anche dall’ Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
Mozzarella light, di bufala o fiordilatte ? Proprietà e calorie della mozzarella
La mozzarella per l’ estate è l’ ideale: fresca, pratica, buona e ricca di calcio. La mozzarella è un piatto tipico della cucina mediterranea che si sposa con la pasta e le verdure di stagione, ma che può anche costituire un secondo piatto facile e veloce da preparare. Una dieta con la mozzarella è ricca di proteine del latte,di calciio e vitamina D e aiuta a perdere peso in modo piacevole con menù semplici e gustosi adatti a chi ha poco tempo da dedicare alla cucina.
Come tutti i formaggi freschi, a rapida maturazione, la mozzarella è un prodotto leggero perché contiene una maggiore quantità di acqua rispetto ai prodotti stagionati e quindi, a parità di peso, ha meno calorie. Ma è scorretto considerare la mozzarella un prodotto magro: nelle sue versioni più diffuse (mozzarella di bufala e fiordilatte) viene prodotto con latte intero (di bufala o di mucca). Esiste però una versione light della mozzarella ricavata dal latte di mucca scremato che contiene circa la metà dei grassi presenti nella fiordilatte e il 65 per cento di grassi in meno rispetto alla mozzarella di bufala.
Ovoli, trecce, ciliegine. Le forme di mozzarella tra cui scegliere sono davvero tante e fantasiose ma la vera differenza sta nel latte con cui le mozzarelle sono prodotte.
La vera mozzarella è quella ottenuta dal latte di bufala. Ma ormai sono molto diffuse anche le più leggere (e meno saporite) mozzarelle ricavate dal latte di mucca latteo quelle in cui latte di bufala e di mucca sono mischiati. II nome mozzarella deriva dal fatto che la pasta filata ottenuta dalla cagliata viene mozzata, cioè tagliata dai tecnici del caseificio per essere modellata nella forma desiderata.
Polipi uterini e prolasso dell’ utero. Sintomi e nuove cure
Per i problemi ginecologici della donna, come i polipi uterini e il prolasso urogenitale, oggi esistono nuove cure. Per la salute della donna è consigliato effettuare periodicamente una visita dal ginecologo in modo da diagnosticare in tempo eventuali problemi che, se presi in tempo, possono essere guariti con soluzioni alternative.
SINTOMI POLIPI UTERINI
I polipi uterini formano come dei grappoli soprattutto sull’ endometrio, cioè la mucosa dell’ utero, che disturbano tutto il ciclo. A far sospettare la presenza dei polipi uterini infatti sono le mestruazioni che diventano lunghe e abbondanti, con perdite di sangue soprattutto durante l’ ovulazione e talvolta dopo i rapporti sessuali. L’ età più a rischio per i polipi uterini è quella che va dai 35-40 anni in poi. Il modo più sicuro per scoprire i polipi uterini tempestivamente è eseguire con regolarità una volta all’ anno una visita ginecologica e un’ ecografia, un semplice controllo che deve fare soprattutto chi ha dei familiari che hanno avuto lo stesso problema.
NUOVE CURE PER I POLIPI UTERINI
La tecnica chirurgica migliore per i polipi uterini è l’ endoscopia: il polipo viene tolto in anestesia locale e analizzato per escludere la presenza di cellule pretumorali. L’ intervento è in day hospital e dopo un paio di giorni di riposo si riprende la vita normale. Poi basta una visita di controllo dopo una settimana e in seguito ogni 6-8 mesi.
Papilloma virus: che cos’è, come si previene, come si cura
Il papilloma virus si prende per via sessuale, anche se non necessariamente in seguito ad un rapporto sessuale completo, e se trascurato può provocare conseguenze gravi, incluso il carcinoma cervicale (tumore al collo dell’ utero). Ma una buona prevenzione, e soprattutto una diagnosi precoce, possono fare la differenza. I papilloma virus umani (Hpv, dall’ inglese Human papilloma virus) sono virus a Dna che si trasmettono per via sessuale e che si replicano nelle cellule dell’ epidermide. Il papilloma virus è stato trovato anche nella saliva, però attualmente si esclude che si possa trasmettere con questa, probabilmente perché è presente in piccola quantità. Esistono oltre 120 tipi di Hpv, che si differenziano per i tipi di tessuto che infettano. Più di 40 tipi interessano l’epitelio anogenitale (cervice uterina o collo dell’ utero, vagina, vulva, retto, uretra, ano, pene), e alcuni fra questi sono definiti Hpv ad alto rischio: sono quelli collegati all’ insorgenza di vari tipi di tumori, soprattutto della cervice (collo ell’ utero), ma anche del pene, dell’ ano, della vulva. Degli Hpv ad alto rischio, l’ Hpv 16 e 18 sono quelli più frequentemente implicati nel carcinoma cervicale (tumore dell’ utero), essendo responsabili rispettivamente di circa il 60% e 10% di tutti i tumori cervicali. La maggior parte delle infezioni da Hpv è transitoria, perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. In caso di infezione persistente, il tempo che intercorre tra l’ infezione e l’ insorgenza delle lesioni precancerose è di circa cinque anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale (tumore al collo dell’ utero) può essere di 20-30 anni. L’infezione da Hpv si trasmette soprattutto attraverso rapporti sessuali vaginali o anali con partner portatori del virus. Il rischio di contrarre il virus quindi aumenta con l’aumentare del numero dei partner sessuali. Anche altri tipi di rapporti sessuali (orali o manuali) possono essere vie di trasmissione, ma molto più raramente. Il carcinoma della cervice uterina (tumore dell’ utero) continua a rappresentare un importante problema sanitario: a livello mondiale è il secondo tumore maligno della donna. Il carcinoma cervicale è il primo cancro a essere riconosciuto dall’ Organizzazione mondiale della sanità come totalmente riconducibile a un’ infezione: quella genitale provocata dal papilloma virus umano (Hpv). Circa il 70% di tutti i carcinomi cervicali sono associati alla presenza di Hpv 16 o 18. La probabilità di progressione delle lesioni è correlata anche ad altri fattori, quali l’elevato numero di partner sessuali, il fumo di sigaretta, l’uso a lungo termine di contraccettivi orali, e la co-infezione con altre infezioni sessualmente trasmesse. La prevalenza delle infezioni da Hpv varia con l’età: è più elevata nelle giovani donne sessualmente attive, mentre un secondo picco di prevalenza si nota nelle donne intorno alla menopausa o dopo.
Vaccino gratuito contro papilloma virus al via in tutte le regioni
Tutte le Regioni prevedono la partenza tra maggio e settembre, e comunque entro il 2008, della vaccinazione gratuita contro l’ HPV (il Papilloma virus che può causare il tumore al collo dell’ utero) stabilita dal Ministero della Salute per le ragazzine 11-12enni. Al momento solo il Piemonte e le Marche, oltre alle Asl di Catanzaro in Calabria e quella di Palermo in Sicilia, non hanno ancora provveduto ad effettuare la gara per l’acquisto dei Vaccini contro l’ Hpv. Dal 2009 tutte le ragazze comprese nelle coorti previste dagli studi (11-12 anni) saranno vaccinate. I dati aggiornati sono stati resi noti il 22 aprile da Onda (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna) a Milano in occasione dell’incontro pubblico Piccole donne crescono. Le Regioni già operative sono moltissime: la Basilicata, prima fra tutte, partita già nel 2007 prevede di vaccinare addirittura 3 coorti di ragazze (11,14 e 17 anni), poi, partendo da Nord a Sud troviamo la Valle d’Aosta (11 e 15 anni), il Veneto (12 anni), la Liguria, l’Emilia-Romagna, la Toscana, il Lazio e il Molise (11 e 12 anni). Tutte le altre hanno già provveduto o stanno provvedendo a far svolgere la gara d’acquisto delle dosi di vaccino e hanno programmato di iniziare la chiamata delle 12enni a partire da dopo l’estate. In Friuli Venezia Giulia, Umbria, Puglia e Sardegna la gara si è svolta in questi giorni, le coorti interessate sono 2 (11 e 12 anni) ed è prevista la partenza a Settembre. In Lombardia, in Abruzzo e in Campania verranno vaccinate, sempre da Settembre, le 11enni. Lo stesso vale per le province di Trento e Bolzano. Dunque la vaccinazione contro l’ Hpv non è più un’ utopia.
Depressione post partum e salute della donna
Si chiama depressione post partum e, a differenza della vera e propria depressione, si manifesta nella donna dopo il parto. La depressione post partum, è caratterizzata da uno stato ansioso-depressivo che accompagna la donna per qualche tempo, difficilmente va oltre la decina di giorni dal parto, con momenti di vere e proprie crisi depressive transitorie, intervallate da stati d’ansia .
“Non lasciamole sole”! è il nome e il fine della campagna di sensibilizzazione sulla depressione post partum promossa dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo). L’obiettivo è promuovere un cambiamento culturale e migliorare la conoscenza e l’informazione sul tema.
In Italia sono oltre 50 mila le donne che ogni hanno sperimentano la depressione post partum. “Un esercito senza voce – sottolinea Sigo – che spesso non riesce a chiedere aiuto, per ignoranza o senso di colpa. Si tratta di una condizione patologica molto più frequente di quanto non si creda“. Nei paesi occidentali infatti il 10-15% delle donne che partoriscono ne soffrono.
Papilloma Virus: il Vaccino per le adolescenti
E’ partita in Italia la vaccinazione contro l’Human Papilloma Virus, causa del cancro del collo dell’utero. Mentre Basilicata e Valle d’Aosta hanno già dato il via alla vaccinazione utilizzando fondi propri, nelle altre Regioni si attendono i finanziamenti del Ministero della Salute.
Diversamente da altri tipi di tumore, per il cancro del collo dell’utero la causa non è una predisposizione genetica individuale. La causa necessaria è, infatti, un virus chiamato papillomavirus umano. Oggi è disponibile un vaccino in grado di proteggere da alcuni tipi di papilloma e quindi dal cancro del collo dell’utero.