Aumentano i casi di demenza, i malati nascondono la malattia

Sono in preoccupante aumento i casi di demenza, i dati sono allarmanti, nel mondo sono circa 7,7 milioni i nuovi pazienti, un caso di demenza ogni 4 secondi. A preoccupare è anche la notizia che i malati nascondo la malattia ed i familiari tacciono. Le dimensioni del fenomeno sono pari a quelle di una pandemia. Se drammatica è la malattia, ancor più grave è la paura, di malato e di paziente, di rivolgersi ad un esperto.

Giornata Mondiale Alzheimer: 21 settembre 2012

Il 21 settembre 2012 avrà luogo la XIX Giornata Mondiale Alzheimer, una demenza degenerativa che solitamente colpisce le persone oltre i 65 anni ma che può manifestarsi anche in persone più giovani; se ne parla forse ancora troppo poco ed invece sarebbe il caso che chi di dovere si muovesse affinchè i malati di Alzheimer e le loro famiglie non vengano più lasciati da soli. Sì perchè quando si ha a che vedere con un malato di Alzheimer molto spesso a stare male, a non capire cosa fare, come comportarsi sono i familiari; persone che lentamente perdono la memoria, non riconoscono più i congiunti, i figli, i nipoti.

Alzheimer, più veloce nelle donne

Pensando all’Alzheimer il pensiero corre ad un uomo anziano, ma le cose non stanno così, ad essere colpite sono le donne e, ahinoi, l’Alzheimer è più veloce nelle donne. Ed è una realtà di questi ultimi anni, non solo, oggi le persone colpite da questa malattia invalidante sono anche i giovani. Sappiamo tutti di cosa si tratta, l’Alzheimer è la forma più comune di demenza degenerativa, in genere compare oltre i 65 anni ma, come detto, le cose sono un po’ cambiate.

L’apatia, un disturbo che può essere una malattia, cause e sintomi dell’apatia

 Si tratta di un disturbo generale dell’iniziativa o di quello che in inglese si chiama “drive”(motivazione a muoversi) che coinvolge le sfere: comportamentale (una persona fa molte meno cose); cognitiva (perdita di interesse verso le cose a cui prima si dava particolare importanza); emozionale (gli avvenimenti e le esperienze toccano la persona in maniera molto marginale). L’apatia è, quindi, una serie di segnali negativi o assenza di sintomi o comportamenti positivi che connotano il proprio agire. Il sintomo principale dell’apatia è la perdita di iniziativa e di interesse. Può essere confusa con la depressione, ma riguarda in modo esteso le proprie attività nel loro insieme. L’iniziativa umana che porta all’agire riguarda una serie di azioni che vanno dal prendere un bicchiere perché si ha sete, a scegliere un libro da leggere, a programmare nel tempo iniziative che permettano di seguire i sogni o le mete della vita pubblica e personale. L’apatia è una mancanza di interesse, di sforzi finalizzati nel fare nuove esperienze, dalle più semplici a quelle di più importante significato.

Allenare il cervello e la memoria protegge dall’ Alzheimer. La ricerca dell’ Istituto Scientifico San Raffaele

 Allenare il cervello e la memoria protegge dall’ Alzheimer. La ricerca dell’ Istituto Scientifico San Raffaele

Basta un cruciverba, imparare a memoria una canzone, esercitarsi a parlare una lingua straniera o ripetere le tabelline per mantenere allenato il cervello.
Questi semplici esercizi stimolato il cervello e lo proteggono dall’ Alzheimer: un cervello allenato infatti rallenta l’ insorgere dell’ Alzheimer e ne smorza i sintomi.
Lo dimostra uno studio europeo che ha coinvolto diversi centri di ricerca, coordinati dai ricercatori dell’ Università Vita-Salute San Raffaele e dell’ Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, pubblicato su Neurology.
Secondo la ricerca, le persone che tengono il cervello continuamente in esercizio e anche chi svolge attività intellettualmente impegnative o ha un grado alto di istruzione, si munisce di un ” cervello di scorta ” che entra in funzione se l’ Alzheimer colpisce, rallentandone il decorso e l’ aggressività.
Se l’ Alzheimer danneggia i neuroni e le loro connessioni, un cervello ben allenato se la cava lo stesso, utilizzando le altre connessioni sane come riserva.