Anoressia: storie di donne che l’hanno sconfitta (1° parte)

E’ possibile sconfiggere l’anoressia? La risposta è sì anche se è bene dire che non si tratta di un percorso facile ma con l’aiuto di personale esperto e con tanta forza di volontà è possibile; a questo proposito vi riporto le testimonianze di sette donne che sono riuscite a battere l’anoressia (questa è la prima parte; nella seconda parte troverete le altre testimonianze)

Caitlin Millar, 20 anni studentessa di psicologia

Ha iniziato a soffrire di anoressia a 16 anni dopo aver lasciato la carriera atletica

Il mio disturbo alimentare mi ha dato modo di mettermi alla prova in un modo che non potevo più fare attraverso la corsa. A 19 anni sopravvivevo con 300 calorie al giorno, nonostante continuassi a praticare ossessivamente attività fisico. Non so come ho fatto, riuscivo a malapena a camminare su per le scale

Racconta la giovane che era arrivata a pesare poco più di 30 chili; poi, grazie al servizio studentesco del collage che frequentava si è decisa a chiedere aiuto rivolgendosi ad un centro intensivo specializzato in malattie nervose. E la sua vita è cambiata in maniera radicale: pensate infatti che sta pianificando un viaggio sull’Everest.

I disturbi alimentari nascono dalla mente, anoressia e bulimia sono in continuo aumento

 La frequenza di bulimia e anoressia è in continuo aumento sia nei paesi occidentali che nel resto del mondo. Secondo i dati dell’Istituto Italiano di Statistica e dell’Associazione per lo Studio e la Ricerca sull’Anoressia, la bulimia e i disturbi alimentari, circa 3 milioni di persone in Italia si trovano a fare i conti con i disturbi del comportamento alimentare. Quasi il 10 per cento delle ragazze e l’1 per cento dei ragazzi soffrono di anoressia bulimia. Il 95 percento sono donne, anche se sono sempre più numerosi gli uomini colpiti dal disturbo. Sono molte le persone che soffrono di disturbi alimentari. Un modo di nutrirsi disordinato, a volte malato, è la manifestazione di disagi più o meno gravi.

Dire addio alle abbuffate si può, i disturbi dell’ alimentazione, anoressia e bulimia

I disturbi di ansia e alimentazione sono strettamente correlati tra loro e, senza dubbio, sono uno dei problemi di salute più presenti nella nostra società. L’ ansia è una compagna abituale della depressione e costituisce, insieme ad altre cause, la base della comparsa di disturbi del comportamento alimentare, come la bulimia e l’ anoressia nervosa.

Il mangiare non è solo una fonte di energia, ma anche di piacere, e quindi molte volte ciò che si spera di soddisfare, non è la necessità di riequilibrare energie e nutrienti, ma la necessità di calmare uno stato di malessere causato dall’ ansia.

Anoressia e bulimia. Sintomi e comportamento. Come riconoscerle

 L’ anoressia e la bulimia hanno delle manifestazioni o sintomi a cui bisogna fare attenzione, perchè spesso chi si ammala di anoressia e bulimia non sa riconoscere di avere un problema con il cibo. La magrezza è oggi uno status symbol costantemente esaltato da mode e campagne pubblicitarie, cinema e tv. L’ aggettivo anoressica è diventato, nell’ uso comune e quotidiano, un sinonimo di magrezza eccessiva. Eppure, l’ anoressia e la sua sorella la bulimia sono gravi disagi psicologici che trovano nel fisico l’ espressione di un malessere di vivere profondo. Sebbene l’ anoressia sia la forma più conosciuta di disturbo del comportamento alimentare, la bulimia, in realtà, ha più conseguenze sull’ organismo in generale. L’ anoressia, infatti, ha come effetto il calo del peso, mentre la bulimia, a causa del vomito indotto e dell’ uso di diuretici e lassativi per disfarsi del cibo ingurgitato, provoca il danneggiamento della valvola cardiale, delle gengive e dei denti, la mancata assimilazione dei sali minerali e lo sconvolgimento delle funzioni intestinali.
Anche la causa che scatena queste due reazioni così drastiche nei confronti del cibo varia: sembra che mentre l’ anoressia è fondamentalmente provocata da un conflitto tra madre e figlia, la bulimia viene causata da una ribellione nei confronti del conformismo quotidiano. Cioè, il paziente bulimico è apparentemente un conformista, ma vi si adatta male e cerca nella trasgressione alimentare quella ribellione nei confronti del mondo che non ha il coraggio di attuare.