Depressione: cresce in Italia il consumo di antidepressivi, colpa del disagio sociale, impariamo ad utilizzarli

 La depressione occupa attualmente il quarto posto tra le malattie croniche che provocano disabilità e la sua incidenza è in forte aumento, secondo i dati raccolti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2020 potrebbe raggiungere il secondo posto. L’Italia non fa eccezione e a dimostrarlo è il consumo di antidepressivi, triplicato, un aumento delle prescrizioni anche nei bambini e negli adolescenti. Ma è corretto che una così ampia porzione di popolazione faccia uno di questi farmaci? La risposta crea dubbi anche in molti esperti.

Depressione: le donne sono le più colpite, ma si può combatterla

La depressione è un disturbo sempre più diffuso ed è tipicamente femminile. Le cause sono diverse, gioca un ruolo rilevante il fattore estro progestinico, cioè il ciclo vitale femminile (gravidanza, post partum, sindrome premestruale, menopausa) ma è opportuno parlare di concause, da quelle genetiche ai fattori climatici stagionali, fino a quelle di genere, per cui le donne sono più sensibili degli uomini.

Dall’ euforia alla depressione, il disturbo bipolare, cause e diagnosi

In poche malattie esiste un passaggio così diretto dall’ entusiasmo alla tranquillità, dall’ estasi alla sofferenza, dalla disorganizzazione alla lucidità. Il disturbo bipolare è una malattia caratterizzata da cambiamenti d’ umore che oscillando da picchi più alti (mania) a quelli più bassi (depressione, che pare siano causati da un’ alterazione (uno squilibrio chimico) dei meccanismi che regolano lo stato d’ animo.

Le cause del disturbo bipolare
Il disturbo bipolare è una malattia di origine multifattoriale, non esiste cioè un’ unica causa; è infatti dovuto a fattori genetici sia ambientali, che giocano un ruolo fondamentale nella sua comparsa e nella sua evoluzione. Può anche avere inizio insieme all’ abuso di sostanze tossiche, specialmente l’ alcol. E’ stato anche osservato che la comparsa del disturbo bipolare può essere associata a crisi di panico, sintomatologia ossessivo-compulsiva e disturbi del comportamento alimentare.

Dire addio alle abbuffate si può, i disturbi dell’ alimentazione, anoressia e bulimia

I disturbi di ansia e alimentazione sono strettamente correlati tra loro e, senza dubbio, sono uno dei problemi di salute più presenti nella nostra società. L’ ansia è una compagna abituale della depressione e costituisce, insieme ad altre cause, la base della comparsa di disturbi del comportamento alimentare, come la bulimia e l’ anoressia nervosa.

Il mangiare non è solo una fonte di energia, ma anche di piacere, e quindi molte volte ciò che si spera di soddisfare, non è la necessità di riequilibrare energie e nutrienti, ma la necessità di calmare uno stato di malessere causato dall’ ansia.

Depressione: poche gocce di Yerba Santa per calmare la voglia di cibo ed il malumore

 Quando ci prende la depressione è molto facile ingrassare, i motivi sono tanti, uno dei più rilevanti è la voglia di consolarsi buttandosi sul cibo, soprattutto dolci, che colmano al meglio la sensazione di sconforto e di tristezza.

Il cibo non è solo utile per nutrirci, niente è più confortante per la depressione che sedersi a tavola davanti ad invitante piatto proibito, consumare gelati e dolcetti vari, sgranocchiare caramelle e cioccolatini, regala subito una sensazione di piacere e soddisfazione, tanto più apprezzata e giustificata quanto più ci si sente malinconici e giù di morale.

Disturbi dell’ umore: sintomi della depressione e terapie di cura

 Uno studio recentissimo ha paragonato il cervello umano a una pila, definendo la depressione come un “livello basso” di energia nel cervello. A partire da questo presupposto è stata formulata un’ ipotesi per “ricaricare il cervello depresso” di energia, proprio con della corrente elettrica, innocua ed indolore. L’ idea è arrivata dal Policlinico Ospedale Maggiore di Milano, i cui ricercatori hanno messo a punto due elettrodi da applicare alla fronte del paziente, collegati ad uno stimolatore elettrico. Dopo una sperimentazione su 14 pazienti, sembra che questi abbiano riportato un marcato miglioramento da questa malattia.
Ma che questa terapia sia o no valida, la cosa importante in caso di depressione è saperla riconoscere per tempo, poer poter così cominciare a uscirne… Che cos’è la depressione? Come riconoscerla? Quante volte ci capita, in un momento di sconforto di dire “sono depressa”? Ma lo siamo veramente?
Addentriamoci allora in quella che è la malattia dell’ umore più diffusa.

Depressione e fitoterapia. Una cura possibile.

 Sono circa 5 milioni gli italiani che soffrono di disturbi della depressione e solo il 25% chiede aiuto a uno specialista. Lo conferma Salvatore di Salvo, psichiatra e presidente dell’ Associazione per la ricerca sulla depressione (www.depressione-ansia.it). Si parla di depressione quando il tono dell’ umore perde flessibilità, si fissa verso il basso e non c’è più nulla di piacevole che riesca a influenzarlo: è come guardare il mondo attraverso cinque paia di occhiali scuri, si vede tutto nero. Ma quali sono i sintomi per riconosce la depressione ? Secondo l’ Organizzazione mondiale della sanità, si può diagnosticare uno stato di depressione quando per almeno due settimane sono contemporaneamente presenti 5 (o più) di questi sintomi: umore triste e depresso, aumento o perdita di peso, insonnia o sonno esagerato, agitazione o rallentamento psicomotorio, affaticamento, sensi di colpa, incapacità di pensare e di concentrarsi, pensieri di morte. Spesso si cerca di spronare chi è depresso a cambiare, gli si chiede di metterci almeno un pò di “volontà”. Ma volontà vuol dire energia e a chi soffre di questo disturbo è proprio l’ energia che manca. Da soli in certi casi è difficile uscirne. Oltre agli psicofarmaci (il Prozac è solo il capostipite degli antidepressivi a prescrizione medica), anche la fitoterapia è usata nella cura della depressione. In particolare, l’ iperico è la pianta ufficiale per curare la depressione, lo conferma Ottavio Iolomelli (docente di fitoterapia all’ Università di Chieti).