Ascoltare musica rilassante durante il sonno aiuta la memoria. Lo conferma un nuovo studio dell’università di Tubingen (Germania) pubblicato sulla rivista ‘Neuron’. Il motivo sarebbe presto spiegato: nella corteccia cerebrale sono presenti delle oscillazioni elettriche lente in grado di attivarsi mentre si dorme. Appena alzati, quindi, aiuterebbero a mantenere vivi vari tipi di ricordo. L’effetto non è lo stesso se il ritmo è ben sostenuto, visto che il segreto è ricreare dei suoni in grado di sincronizzarsi perfettamente sui segnali inviati dal nostro cervello. La ricerca ha dunque rivelato che i soggetti protagonisti dell’esperimento, al mattino non facevano fatica a riportare alla mente le associazioni tra parole.
sonno e memoria
Troppo poco sonno, un cervello più piccolo
Conviene dunque dormire. Molti sono gli studi che hanno dimostrato i legame tra il dormire poco e la nostra salute: qualità di vita, capacità di relazionarsi, depressione.
Uno studio, presentato a Singapore presso la Duke Nus Graduate Medical School, ha messo in evidenza la difficoltà di dare un senso alle immagini percepite dagli occhi a cui va incontro chi non ha dormito a sufficienza.
L’ importanza del sonno sulla memoria e sulle emozioni: il sonno sceglie cosa ricordare e cosa dimenticare
L’ importanza del sonno sulla memoria e sulle emozioni: il sonno sceglie cosa ricordare e cosa dimenticare
Le emozioni e le immagini che hanno colpito l’ anima e hanno scosso i sentimenti sono preservati grazie al sonno.
Durante il sonno la mente seleziona cosa ricordare e cosa no, e abbandona le memorie neutre per conservare quelle emotivamente significative.
Lo conferma uno studio realizzato dai ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center e del Boston College e pubblicato sulla rivista Psychological Science.
Il ruolo del sonno nel processo di conservazione delle cosiddette memorie procedurali, ovvero il ricordo di come si fa qualcosa (ad esempio suonare il piano) era già noto.
Ora lo studio statunitense ha chiarito il meccanismo che regola la memoria episodica.
Questa memoria si compone di elementi carichi emotivamente e di elementi solo marginalmente correlati con le emozioni (ricordi neutri) spiegano i ricercatori.
Nello studio sono stati coinvolti 88 studenti ai quali sono state mostrate immagini neutre con soggetti neutri (una macchina parcheggiata davanti ad un negozio) e immagini emotivamente forti (la stessa auto distrutta dopo un incidente parcheggiata lungo una strada molto simile alla prima).
Gli studenti sono stati divisi in tre gruppi. Ai membri del primo è stato chiesto cosa ricordavano dopo soltanto trenta minuti, a quelli del secondo la stessa domanda è stata rivolta loro a fine giornata, trascorse dodici ore, e al terzo sempre dopo dodici ore ma nelle quali era compresa una notte di sonno.