Legge sul fumo, pacchetti anonimi anche in Italia?

Dopo la clamorosa decisione australiana, ci si chiede se i pacchetti anonimi arriveranno anche in Italia. Una legge sul fumo che, secondo gli esperti, dovrebbe scoraggiare i fumatori. Parliamo dei pacchetti di sigarette, naturalmente, sui quali da anni mostra a caratteri cubitali i danni che potrebbe arrecare il fumo. Per quanto allarmante, però, non sembra aver sortito gli effetti desiderati, si continua a fumare, con l’aggravante, soprattutto fra i giovani, di abbinare il consumo di alcol.

Smettere di fumare: si comincia dalla tavola, senza rischi per linea e salute

 Non sempre è facile, certo, smettere di fumare, perdere l’ abitudine di accendere una sigaretta, di tenerla fra le mani, godersi una pausa di relax o per concentrarsi su un problema da risolvere, con una bionda fra le dita per un fumatore incallito è il massimo, ben sapendo quanto fumare saia dannoso. La coscienza di vedere il posacenere riempirsi man mano di cicche di sigarette si mette presto a tacere, basta svuotarlo e si ricomincia da capo.

Il fumo provoca una dipendenza psicologica, nonostante le allarmanti campagne d’ informazione antifumo ed i vari divieti nei locali pubblici che scoraggerebbe chiunque, il fumatore incallito trova sempre il modo di accendersi una sigaretta, il vizio coinvolge ben 12 milioni di persone.

Il fumo è dannoso ed ha una parte importante in molte malattie gravi quali infarto, ictus, arteriosclerosi alle varici, enfisema polmonare, tumore. Una paura molto presente nel fumatore è ingrassare smettendo di fumare, effettivamente un’ alta percentuale di ex fumatori acquistano, nei primi mesi successivi, qualche chilo di troppo dovuto alla modifica del metabolismo ed all’ aumento di stress ed ansia che portano a rifugiarsi nel cibo.

Indagine sul tabagismo in Italia. Le donne fumatrici fumano per stress

 Le donne fumatrici fumano per stress . Ormai acrobate tuttofare, schiacciate tra obblighi professionali e doveri casalinghi, le donne italiane fumano per stress: le donne italiane col vizio della sigaretta sono in media il 21% delle 14-64enni, e la percentuale sale al 29% fra le laureate e raddoppia al 38% tra i ceti up (imprenditrici, dirigenti e professioniste).
Ma oltre all’ effetto-relax della sigaretta, a spingere le donne verso pacchetto e accendino c’è anche un effetto-contagio: solo il 19% delle italiane vive in ambienti sociali dove nessuna donna fuma, e più frequentano altre donne fumatrici, più le donne italiane fumano. Parola del sociologo Enrico Finzi, presidente dell’ istituto di ricerche Astra, e autore di una maxi-indagine sul tabagismo delle donne. Il ritratto delle donne italiane fumatrici è stato presentato a Milano in occasione del lancio della campagna ‘No smoking be happy’ della Fondazione Umberto Veronesi (sito www.nosmokingbehappy.it).

A sorpresa, emerge inoltre che il 76% delle fumatrici italiane arriccia il naso pensando al sapore e all’ odore del fumo. Solo il 24% delle tabagiste, infatti, dice di fumare per “plus organolettici” quali appunto l’ aroma (17%) e il profumo (8%) di ‘bionda’.
La ricerca ha coinvolto un campione di 732 donne fra i 14 e i 64 anni, rappresentativo di 19,6 milioni di italiane. Di queste, 4,4 milioni risultano fumatrici (ma potrebbero essere anche 4,6 milioni calcolando un margine di bugie, stima Finzi), con punte record tra le 45-54enni (26%) e ancor più fra le 25-34enni (28%) e le single (30%), nel Lazio e nelle grandi città. In media consumano quasi 12 sigarette al giorno, ma il 40% brucia da mezzo pacchetto a uno e il 60% da 20 a 60 sigarette al giorno.

Bellezza batte fumo: smettere ti fa bella

 Resi noti i risultati della campagna di sensibilizzazione portata avanti da Lilt e Comune di Milano in questi mesi. Secondo i dati raccolti smettere di fumare ha giovato sia in termini di ringiovanimento della pelle che sul fronte della forma fisica. Un ringiovanimento medio della pelle di 13 anni e una diminuzione o mantenimento del peso corporeo per il 75% delle fumatrici milanesi coinvolte nella campagna “ Smettere ti fa bella. Bellezza batte fumo 1-0 ”. Questi i risultati più rilevanti del progetto-pilota per la lotta contro il tabagismo femminile che, per la prima volta in Italia, ha permesso di valutare i benefici, non solo fisici ma anche estetici, derivanti dall’abbandono della sigaretta su un campione di 46 donne seguite da un team di psicologi, dermatologi e nutrizionisti nel periodo febbraio-novembre 2007. Milano, la città italiana con la più alta percentuale di fumatrici, ha fatto da “apripista” nella sensibilizzazione a un vizio che coinvolge una donna su quattro, il 19,2% contro il 17,6% nel resto del Paese. “Con il progetto Bellezza batte fumo – ha dichiarato l’assessore alla Salute Landi di Chiavenna abbiamo aggredito il vizio del tabagismo nelle donne con dolcezza. Sembra un ossimoro, ma si è trattato proprio di meglio riuscire nell’intento perché abbiamo avvicinato le donne, anziché terrorizzarle: non abbiamo snocciolato dati allarmanti per spaventarle, ma abbiamo mostrato loro come avrebbero potuto migliorare il proprio aspetto estetico e accrescere la propria autostima gettando via la sigaretta. Puntare sulla bellezza, sulla prevenzione dell’ invecchiamento della pelle, è stato un segnale forte ed è stato recepito immediatamente. Con Bellezza batte fumo abbiamo dimostrato alle donne che non si vince perché si ha la sigaretta in mano che fa sentire più forti, ma si vince giorno dopo giorno con un viso più fresco, con la pelle più elastica e soprattutto con i polmoni più liberi”.

Dieta e tabagismo: smettere di fumare senza ingrassare

 La nicotina e’ una sostanza cosiddetta anoressizzante, in quanto limita lo stimolo della fame. Perciò, quando si smette di fumare è spesso possibile ingrassare. Non sono poche le persone che non si decidono a smettere di fumare per timore di ingrassare. Nel tabagismo le sostanze di cui si fa abuso, e che creano lo stato di dipendenza, agiscono in maniera subdola all’interno dell’organismo. Smettere di fumare è molto difficile e il cibo può diventare una “valvola di sfogo” comoda e gratificante. Il soggetto rischia così di passare da uno stato di dipendenza ad un altro: la compensazione della mancanza di sigarette con il cibo! Tipico problema per chi si allontana dal fumo è la cosiddetta fame nervosa. Basta pensare a quanti fumatori saltano la prima colazione al mattino a favore del classico caffè o cappuccino seguiti subito dalla sigaretta. Appena si smette di fumare (specialmente se si fuma da molto tempo) possono insorgere poi delle vere e proprie crisi d’astinenza, non solo dalla nicotina ma anche dalla gestualità del fumo. Al fumatore viene a mancare l’apporto psicologico che l’atto del fumare gli dava e di conseguenza possono insorgere nervosismo, ansia e fame nervosa. Inoltre, la nicotina provoca un aumento del metabolismo. Molti studi hanno dimostrato che un adulto fumatore medio (10-12 sigarette al giorno) ha una riduzione del metabolismo di circa 200 calorie quotidiane. Ma si può smettere di fumare senza ingrassare? E’ possibile, imparando a risparmiare 200 chilocalorie al giorno, con dieta ed esercizio fisico. Nessun allarmismo allora, smettere di fumare senza creare squilibri metabolici e senza aumentare di peso si può con una dieta corretta e bilanciata ricca di frutta e verdura e una sana attività fisica dopo essere stati così a lungo “seduti” con la sigaretta in mano.

Fumo in Italia rapporto OMS

 L’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato nuovi dati sulle misure di controllo sul tabacco: solo il 5% della popolazione mondiale vive in Paesi in grado di proteggerla dai rischi del fumo, il denaro raccolto da tasse sul tabacco supera di 500 volte i finanziamenti per le campagne anti-tabacco. Per contrastare la diffusione del tabacco l’ OMS ha suggerito l’attuazione del MPOWER ovvero di 6 strategie per la prevenzione dei rischi derivanti dal tabacco: monitorare l’uso del tabacco e attuare politiche per la prevenzione; proteggere le persone dal fumo; offrire aiuto per smettere di fumare; avvertire sui pericoli derivanti; far rispettare i divieti di pubblicità, promozione e sponsorizzazione; aumentare le imposte sul tabacco. Il rapporto è stato l’occasione di attuare il monitoraggio di tutti gli stati partecipanti alla Convenzione, ciò ha permesso di analizzare la situazione italiana dove il 28,3% degli uomini e il 16,2% delle donne sopra ai 14 anni fuma. Secondo quanto riferisce l’ Arpat, in Italia sono fumate 100.000 milioni di sigarette l’anno. La produzione delle “bionde” italiane è comunque in costante declino a favore di un incessante aumento delle esportazioni. Questa situazione è probabilmente legata – scrive l’ Arpat – al fatto che i prodotti da fumo sono ancora largamente pubblicizzati e promossi da radio e televisioni nazionali, nonché da giornali, quotidiani locali e i punti vendita. Non esiste un’agenzia nazionale o un ufficio tecnico che si occupi di controllare e ridurre la diffusione del tabacco, ma ogni anno circa 11.355.969 di euro sono stanziati dallo stato per campagne per la prevenzione dal tabagismo e strutture per la disintossicazione. In Italia la percentuale di fumatori tra la popolazione adulta e’ del 22%, superiore a quella della Svizzera (20,7 %) ma inferiore a quella di altri Paesi europei come Grecia (48,2 %), Russia (43,4 %), Austria (40,7 %), ma anche Spagna (29,9 %) e Francia (27,1 %). La legislazione italiana include quasi tutte le misure contro il tabagismo per proteggere la popolazione dall’esposizione al tabacco (divieto di fumo nei luoghi pubblici) , ma e’ invece meno severa per il bando della pubblicità ed alte forme di promozione. L’Italia ha firmato ma non ha ancora ratificato la Convenzione internazionale di lotta contro il fumo, promossa dall’ Oms.

Le pagine della Salute: guida pratica alle piccole emergenze

 I cittadini avranno uno strumento in più per affrontare le grandi e piccole emergenze domestiche riguardanti la salute.
Prende avvio dalle Province di Alessandria, Asti, Cuneo e Vercelli la distribuzione delle “Pagine della salute” – Guida pratica alle grandi e piccole emergenze. Una raccolta di consigli raccolti per schede per far fronte a situazioni di emergenza e per gestire alcune situazioni di malessere comuni che il Ministero della Salute ha realizzato in collaborazione con Seat Pagine Gialle.