Sappiamo che i raggi solari possono essere molto pericolosi per la salute della nostra pelle; ecco quindi che in Belgio hanno ben pensato di creare una specie di candid camera per metterci in guardia su quelli che possono essere gli effetti di un’eccessiva esposizione solare. Alcune coppie di giovani vengono inviate in un posto di mare; quello che gli uomini non sanno è che sono state invitate anche le madri delle fidanzate e così, dopo una giornata passata al sole durante la notte le mamme prendono il posto delle figlie nel letto. Potete immaginare la reazione dei fidanzati nel momento in cui abbracciano quella che pensano sia la fidanzata.
tumore alla pelle
Aspirina per prevenire il cancro alla pelle
Aspirina, ibuprofene ed anche altri dolorifici potrebbero essere utili nella prevenzione del cancro alla pelle; sembra che il rischio melanoma, (una delle forme più aggressive) ri riduca passando 13% al 46% per le persone che assumono aspirina; questo è quanto pubblicato all’interno della rivista Cancer da Sigrún Alba Johannesdottir dell’università danese di Aarhus. Non è la prima volta che uno studio descrive gli effetti benefici dell’aspirina data anche in piccole dosi (si parla in questi casi di aspirinetta) come prevenzione di tumori, in primo luogo quello al colon.
Melanoma in aumento tra i giovani per via dei lettini solari
Purtroppo il melanoma è in aumento tra i giovani e una delle principali cause sarebbe l’uso eccessivo dei lettini solari; a lanciare questo preoccupante allarme sono i risultati di una ricerca pubblicata all’interno di “Mayo Clinic Proceedings”. Pensate che analizzando le cartelle cliniche di un’intera contea del Minnesota dal 1970 al 2009 hanno visto che tra le donne l’incidenza di melanoma è aumentata di 8 volte e tra gli uomini di 4.
Gli esperti hanno spiegato che
Siamo di fronte a un drammatico aumento del cancro alla pelle nelle donne tra i 20 ei 30 anni. Avevamo previsto che avremmo trovato tassi crescenti, come già altri studi suggerivano, ma abbiamo trovato un’incidenza ancora superiore a quella suggerita dal National Cancer Institute