Cindy Reutzel, 53 anni ed è una nonna che ha partorito suo nipote, il figlio di sua figlia. Potrebbe sembrare una cosa curiosa, un bisticcio di parole, in realtà è un atto d’amore che una madre ha fatto nei confronti della figlia che non potrà mai partorire un bambino a causa di un tumore al collo dell’utero. La nonna ha prestato il suo utero a sua figlia, ed è una pratica che la legge americana consente: le coppie che non possono avere bambini si rivolgono ad un utero in affitto.
tumore collo utero
Tumore al collo dell’ utero, la prevenzione è essenziale
È uno dei pochi che possono essere prevenuto o scoperti subito, il tumore del collo dell’utero è il secondo più frequente nella popolazione femminile mondiale, subito dopo quello al seno. A differenza di molti altri, la sua origine è virale: è il Papilloma virus, conosciuto anche come Hpv, a infettare le mucose dell’utero e a dare origine a questo tumore che ogni anno nel mondo fa registrare 500 mila nuovi casi. Le possibilità di sconfiggerlo oggi sono tante e partono dalla prevenzione.
Pap test: la prevenzione che funziona, chi deve farlo e quando
Il tumore al collo dell’utero non fa più troppa paura; il suo esito mortale è in calo in Italia, grazie ai programmi di screening oncologici e alla libera iniziativa delle donne che, 3 su 4, effettuano il pap test ogni 3 anni.
Sono state, infatti, l’89% le italiane che hanno aderito all’invito delle Asl e delle Regioni nell’ambito di iniziative di prevenzione gratuita e 37% quelle che si sono rivolte al ginecologo privato per il controllo.
I condilomi (creste di gallo): i sintomi, le cause e le cure dei condilomi
Le malattie sessuali molto diffuse si possono riassumere in otto, causate da rapporti sessuali non protetti, ve li illustreremo tutti spiegandone le cause, come si sviluppano, come curarli e cosa deve fare il vostro compagno. Partiamo con i condilomi, forse i più frequenti, si tratta di piccole escrescenze carnose ed elastiche, all’ apparenza sembrano delle verruche a forma di cresta, non a caso vengono chiamate creste di gallo, che appaiono dopo 4 settimane o più dal rapporto sessuale sulla parte esterna dei genitali (grandi e piccole labbra), ma possono crescere anche nella zona anale.
Oltre al PAP TEST anche il test HPV DNA per accertare la presenza del Papilloma Virus
Cominciamo con lo spiegare che cos’ è il Papilloma Virus Umano (HPV), virus molto comune che infetta la pelle e le mucose. Ne sono sati identificati 150 tipi, di cui 30 si trasmettono attraverso i rapporti sessuali, i diversi tipi di HPV sono stati divisi in due categorie: a basso ed alto rischio. Questi ultimi possono causare la formazione di cellule anomale della cervice uterina che, se persistenti nell’ arco di anni, in alcuni casi evolvono in tumore.
Salute Donna: il Pap Test per individuare cancro, infezioni batteriche, virali o micotiche
E’ uno dei test di screening femminili più utilizzati per avere una diagnosi veloce, è sicuro e fornisce indicazioni precise sullo stato di salute dell’ utero. Negli Stati Uniti è obbligatorio farlo ogni 12 mesi, mentre in Italia non c’è una normativa vincolante, ma tutte le donne dovrebbero farlo almeno una volta ogni tre anni. Ma in quanti lo conoscono? Il Pap test (o citologia cervicovaginale) è un esame citologico che indaga le alterazioni delle cellule del collo dell’ utero. Il suo nome deriva dal medico greco-americano Georgios Papanicolaou (1883-1962), il padre della citopatologia. Egli sviluppò questo test per la diagnosi rapida dei tumori del collo dell’ utero. Da allora il Pap test è rimasto pressoché invariato, e solo in anni recenti è stato aggiornato con lo sviluppo della citologia in fase liquida. In Italia fu avviato per la prima volta da un medico napoletano, il Prof. Mario Tortora, discepolo di Papanicolaou sin dal 1953.
Tumore al collo dell’ utero e Papilloma Virus: nasce Wacc Forum per l’ informazione
Tumore al collo dell’ utero e Papilloma Virus: nasce Wacc Forum per l’ informazione
Una lobby Rosa contro il cancro al collo dell’ utero, che uccide ogni anno 280 mila donne nel mondo, di cui 15 mila in Europa e circa 1.300 in Italia.
Per offrire informazioni qualificate su questo tumore, e su tutte le malattie da Papilloma virus umano (Hpv), nasce il network globale Women Against Cervical Cancer (Wacc): una fondazione indipendente da politica e interessi commerciali, che mette in rete 20 organizzazioni internazionali e 5 italiane. Tra queste l’ associazione nazionale della stampa medica Unamsi. Wacc, con sede fisica a Ginevra, è stata battezzata a Nizza in occasione del congresso 2008 dell’ Eurogin (Organizzazione europea per la ricerca sulle neoplasie le infezioni genitali). I promotori sono partiti dal dato evidenziato da un sondaggio internazionale, secondo cui l’ 82% delle donne chiede più informazioni sul cancro al collo dell’ utero, sull’ Hpv e su come prevenire, diagnosticare e trattare le conseguenze dell’ infezione.
Nonostante l’ arrivo della vaccinazione anti-Hpv abbia migliorato le conoscenze su questo virus, c’è ancora un grande bisogno di programmi di educazione pubblica, conferma Joseph Monsonego, presidente di Eurogin e Wacc. Colmare questo vuoto di sapere è dunque la missione del nuovo network, sostenuto anche dall’ Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
Papilloma virus: che cos’è, come si previene, come si cura
Il papilloma virus si prende per via sessuale, anche se non necessariamente in seguito ad un rapporto sessuale completo, e se trascurato può provocare conseguenze gravi, incluso il carcinoma cervicale (tumore al collo dell’ utero). Ma una buona prevenzione, e soprattutto una diagnosi precoce, possono fare la differenza. I papilloma virus umani (Hpv, dall’ inglese Human papilloma virus) sono virus a Dna che si trasmettono per via sessuale e che si replicano nelle cellule dell’ epidermide. Il papilloma virus è stato trovato anche nella saliva, però attualmente si esclude che si possa trasmettere con questa, probabilmente perché è presente in piccola quantità. Esistono oltre 120 tipi di Hpv, che si differenziano per i tipi di tessuto che infettano. Più di 40 tipi interessano l’epitelio anogenitale (cervice uterina o collo dell’ utero, vagina, vulva, retto, uretra, ano, pene), e alcuni fra questi sono definiti Hpv ad alto rischio: sono quelli collegati all’ insorgenza di vari tipi di tumori, soprattutto della cervice (collo ell’ utero), ma anche del pene, dell’ ano, della vulva. Degli Hpv ad alto rischio, l’ Hpv 16 e 18 sono quelli più frequentemente implicati nel carcinoma cervicale (tumore dell’ utero), essendo responsabili rispettivamente di circa il 60% e 10% di tutti i tumori cervicali. La maggior parte delle infezioni da Hpv è transitoria, perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. In caso di infezione persistente, il tempo che intercorre tra l’ infezione e l’ insorgenza delle lesioni precancerose è di circa cinque anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale (tumore al collo dell’ utero) può essere di 20-30 anni. L’infezione da Hpv si trasmette soprattutto attraverso rapporti sessuali vaginali o anali con partner portatori del virus. Il rischio di contrarre il virus quindi aumenta con l’aumentare del numero dei partner sessuali. Anche altri tipi di rapporti sessuali (orali o manuali) possono essere vie di trasmissione, ma molto più raramente. Il carcinoma della cervice uterina (tumore dell’ utero) continua a rappresentare un importante problema sanitario: a livello mondiale è il secondo tumore maligno della donna. Il carcinoma cervicale è il primo cancro a essere riconosciuto dall’ Organizzazione mondiale della sanità come totalmente riconducibile a un’ infezione: quella genitale provocata dal papilloma virus umano (Hpv). Circa il 70% di tutti i carcinomi cervicali sono associati alla presenza di Hpv 16 o 18. La probabilità di progressione delle lesioni è correlata anche ad altri fattori, quali l’elevato numero di partner sessuali, il fumo di sigaretta, l’uso a lungo termine di contraccettivi orali, e la co-infezione con altre infezioni sessualmente trasmesse. La prevalenza delle infezioni da Hpv varia con l’età: è più elevata nelle giovani donne sessualmente attive, mentre un secondo picco di prevalenza si nota nelle donne intorno alla menopausa o dopo.
Vaccino gratuito contro il papilloma virus
Parte la campagna di vaccinazione pubblica gratuita contro il papilloma virus (HPV), responsabile del cancro al collo dell’ utero. Il vaccino sarà offerto quest’anno a tutte le 280.000 adolescenti nate nel 1997. “L’obiettivo della campagna di vaccinazione è quello di giungere ad una forte riduzione del papilloma virus nelle prossime generazioni. Sarebbe una vittoria senza precedenti nella guerra contro uno dei più terribili nemici delle donne“, è quanto si legge in una nota stampa del Ministero della Salute, che sottolinea come l’Italia sia il primo paese europeo a pianificare una strategia di vaccinazione pubblica gratuita contro il papilloma virus. I vaccini saranno somministrati gratuitamente dalle ASL alle adolescenti tra gli undici e i dodici anni, con la somministrazione per via intramuscolare di una dose iniziale e due richiami, entro i sei mesi dalla prima. Il vaccino è inoltre disponibile a pagamento in farmacia, previa prescrizione del medico, ed è destinato alle donne che non hanno contratto l’infezione da papilloma virus. Per questo, raccomanda il Ministero della Salute, prima di ricorrere alla vaccinazione è importante fare un pap test per essere sicuri di non avere già contratto l’infezione. I vaccini contro il virus HPV attualmente disponibili sono due: Gardasil, vaccino tetravalente, che protegge contro i genotipi 16-18 dell’ HPV e i genotipi 6 e 11, autorizzato all’immissione in commercio dall’Aifa con delibera del 28 febbraio 2007 (costo al pubblico 171,64 euro), e il Cervarix, vaccino bivalente, attivo contro i genotipi 16 e 18, autorizzato dall’Aifa con delibera del 29/10/2007 (costo al pubblico 156,79 euro).