L’endoscopia per diagnosticare i tumori dell’apparato digerente

 Diagnosticare i tumori dell’apparato digerente quando sono ancora in fase iniziale e asportarli senza intervento chirurgico, preservando l’integrità degli organi e consentendo così al malato di continuare a vivere e nutrirsi in modo normale. Oggi questo è possibile grazie a una nuova tecnica che prevede l’utilizzo di un bisturi così piccolo da poter essere inserito nell’endoscopio e raggiungere stomaco, esofago e intestino senza ricorrere all’apertura dell’addome. Il grande vantaggio dell’endoscopia è proprio questo: la possibilità di associare diagnosi e cura in una sola procedura, riducendo i tempi di intervento e di ricovero per il malato.

Ecoendoscopia, una nuova tecnica di diagnosi per i tumori all’ apparato digerente

 Si chiama ecoendoscopia ed è la nuova speranza per i pazienti affetti da tumore all’ apparato digerente: si tratta della combinazione fra ecografia ed endoscopia, che permette infatti di stabilire con esattezza il livello di stadiazione della neoplasia che, se in fase iniziale, viene immediatamente asportata per via endoscopica, risparmiando così al malato sia un più impegnativo intervento chirurgico, con conseguente asportazione totale, sia il successivo trattamento chemioterapico.

FORLI’ ALL’ AVANGUARDIA SULLA NUOVA TECNICA
Da sei mesi, l’ Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’ Ausl di Forlì, diretta dal prof. Enrico Ricci, si è aggiunta ai pochi centri in Italia che praticano tale metodica. Forlì è oggi dunque in grado di curare ogni tipo di lesione gastrica, da quella più precoce a quella più avanzata e dunque inoperabile.