Kris Carr: da modella a malata di una forma grave di leucemia

Kris Carr è una quantenne americana che da 9 anni combatte la sua battaglia contro la leucemia; in America è diventata una vera e propria celebrità diventata famosa grazie ad un documentario intitolato “Crazy Sexy Cancer”, un vero e proprio docu-reality in cui racconta la sua vita tra oncologi e specialisti vari.

Un documentario che ha lasciato senza parole moltissimi americani; facciamo un passo indietro e cerchiamo di vedere chi è Kris. Prima della scoperta di una grave forma di leucemia con tanto di metastasi a polmone e fegato era una modella e un’attrice di teatro.

Tumore: in Italia si muore di meno

Di cancro si muore ancora ma almeno nel nostro paese questa malattia sembra fare meno paura; rispetto al resto d’Europa in Italia infatti ci sono infatti maggiori aspettative di vita. Questo è quanto emerge si può evincere dal volume “I numeri del cancro in Italia 2011”, realizzato dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dall’Associazione italiana registri tumori (Airtum).

A 5 anni è vivo l’83% di chi è colpito da neoplasia al seno (contro l’80% del resto d’Europa), il 58% delle persone colpite da tumore al colon-retto (rispetto al 54%), il 79% di quelli colpiti da cancro alla prostata (contro il 74%) e il 13% di chi invece è colpito da tumore al polmone (contro il 10%).

Chirurgia plastica occhi: ricostruire l’ occhio si può dopo un trauma, tumore o malattia oggi si può con la chirurgia ricostruttiva

La medicina ha fatto passi da gigante, con la chirurgia ricostruttiva, oggi si può ritrovare l’ armonia dello sguardo anche dopo la perdita dell’ occhio grazie ad un intervento piuttosto complesso che permette di recuperare la vita sociale, a spiegarlo è Francesco Bernardini chirurgo oculoplastico socio dell’ European Society Oculoplastic reconstructive surgery (Esoprs).

La causa può essere un trauma, un tumore o una malattia. La conseguenza è la rimozione dell’ occhio, un danno fortemente invasivo che porta non solo alla perdita definitiva della vista, ma anche a problemi estetici e di relazione sociale. Se la vista non può essere recuperata, all’ aspetto estetico c’ è un rimedio: la ricostruzione dell’ occhio.

Nuove cure per chi soffre di leucemia

 I tumori del sangue sono molto diffusi tra i bambini ma colpiscono a tutte le età. Leucemia, mialoma e linfoma sono tumori che fanno ancora molta paura. Ma la ricerca medica ha fatto passi da gigante. Oggi i bambini con leucemia linfoblastica acuta guariscono con meno sofferenze grazie ad una nuova cura: la polichemioterapia. Rispetto al mix di farmaci chemioterapici usati finora, questa nuova cura è più forte ma meglio tollerata dall’ organismo. Si tratta di un insieme di più principi attivi che viene messo a punto in base alla gravità della malattia. Lo conferma Maurizio Aricò, direttore del dipartimento di onco-ematologia dell’ ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Il trattamento è diviso in due fasi. La prima uccide le cellule malate, dura circa 10 mesi e si fa in ospedale. La seconda prevede un anno di terapia a casa, con dosi minori che spazzano via le cellule a rischio rimaste. Per avere l’ indirizzo dei centri specializzati basta andare sul sito dell’ Associazione ematologia e oncologia pedriatica: www.aieop.org.
Il linfoma non-Hodking, scatenato da glubuli bianchi impazziti e diffuso soprattutto tra gli adulti, finora veniva trattato solo con la chemioterapia. Adesso, grazie ad una nuova terapia, è possibile guarire in 8 casi su 10 e diminuire gli effetti collaterali come nausea e vomito. La cura si chiama immunochemioterapia e la sostiene Pier Luigi Zinzani (professore associato di ematologia all’ università di Bologna). Consiste in un cocktel di Rituximab e farmaci chemioterapici. A differenza dei trattamenti tradizionali, questa terapia attacca solo le cellule tumorali senza danneggiare quelle sane. La cura, già utilizzata nei reparti di ematologia dei principali ospedali oncologici, viene somministrata insieme alla chemioterapia.

E-terapy: terapia con la playstation per combattere il tumore infantile

 In ospedale un videogame insegna ai ragazzi colpiti dal tumore come combattere il nemico che è in loro: è un modo per accettare le cure e guarire più in fretta. Sulla scena internazionale da pochi mesi, Roxxy ha già all’ attivo un fan club in interner e un esercito di ammiratori in 78 paesi. Nel suo blog su MySpace la nuova star dei videogame protagonista di Re-Mission ostenta un look da Lara Croft, eroina virtuale. Una killer professionista molto minuta e armata che deve calarsi all’ interno del corpo umano per combattere il nemico numero uno, il più cattivo di tutti: il tumore. Re-Mission è un gioco ma è anche una terapia, apprezzata anche in Italia nonostante siano molto limitati gli spazi per attività di questo tipo nei nostri centri di eccellenza che sono una cinquantina. Le statistiche registrano 1500 nuovi casi di tumore infantile all’ anno, e i dati sono resi noti da Benilde Mauri (presidente dell’ Agop, associazione che assiste le famiglie degli adolescenti ammalati di tumore). Entro dicembre 2008 aprirà a Roma la Casa dei Colori, struttura destinata ad ospitare i malati e le loro famiglie, dove ci si prenderà cura dei bambini e degli adolescenti e delle loro famiglie facendo anche ricorso a terapie occupazionali alternative. Come i videogiochi, appunto. Si fa ben poca e-terapy nei nostri reparti di oncologia e le eccezioni si contano: l’ Ospedale Meyer di Firenze che ai piccoli pazienti dedica un sito laboratorio (www.lapresadellapastiglia.it) e ai più grandi addirittura una TV con programmi autoprodotti dai ragazzi ricoverati; poi il Gemelli di Roma, dove la playstation fa capolino in tutte le camerette.